«Nessuno ci ha mai detto di fare prove di evacuazione al bar Le Constellation»

Dopo una mattinata turbolenta, segnata da alcuni famigliari delle vittime di Crans-Montana che hanno preso di mira i gestori del bar Le Constellation con insulti e accuse, quest’oggi la Procura vallesana ha interrogato Jessica Moretti. La donna, indagata insieme al marito per la strage di Capodanno, ha spiegato agli inquirenti che nel locale distrutto dalle fiamme «non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle».
La donna, riferisce l’ANSA, ha pure sostenuto che nella serata del rogo fossero presenti due buttafuori, nonostante dalla documentazione raccolta dalla magistratura ne risultasse ingaggiato solamente uno.
Oltre agli attacchi rivolti ai Moretti all’esterno del campus Energypolis di Sion, quest’oggi è tornato a parlare Christian Pidoux, padre di un 17enne morto nel rogo di Capodanno. L’uomo ha contestato il tentativo dei coniugi di scaricare ogni colpa su terzi: «Dicono che la colpa è di Cyane (la cameriera deceduta che quella notte era salita sulle spalle di un collega armeggiando con le candele pirotecniche, ndr), che la colpa è del dj, che la colpa è del Comune, ma nessuna colpa è loro. Solo parole e parole, questa gente non ha cuore, è interessata solo ai soldi» ha riferito Pidoux davanti alle telecamere dei giornalisti, aggiungendo: «Jacques ci ha detto che si assumerà le sue responsabilità, ma quando va dentro (nella struttura in cui si svolgono gli interrogatori, ndr) non parla più e dice che è colpa di tutti meno che sua e di sua moglie».
Jessica Moretti, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l’audizione odierna ha confermato l’intenzione, sua e del marito, di rispondere alle domande dei parenti delle vittime: «Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari. È per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi». La gerente del bar Le Constellation ha poi spiegato a un avvocato della parte civile perché quella sera è fuggita dal locale senza prestare soccorso o provare in qualche modo a domare le fiamme: «Non si può affrontare un incendio. E la mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere ed ho agito di riflesso. Non abbiamo ancora avuto modo di pensare al nostro futuro, se ad esempio donare lo spazio del Le Constellation per costruire un ricordo delle vittime», ha aggiunto.
Nicola Meier, avvocato di Jacques e Jessica Moretti, dal canto suo, ha criticato l'aggressione di oggi da parte di alcuni parenti delle vittime: «Sono stati i coniugi Moretti a voler incontrare le famiglie delle vittime, lo hanno sempre detto di voler ascoltare e spiegarsi con le famiglie delle vittime affinché si possano esprimere ma questa non è una spiegazione è stata un'aggressione, l'avete vista, c'è stato uno straripamento di tipo fisico; non ci aspettavamo che non ci fosse la polizia». Stando sempre all’ANSA, pure Meier sarebbe stato avvicinato dal fratello di una delle vittime del rogo, il quale lo avrebbe aggredito verbalmente e strattonato. L’uomo sarebbe stato allontanato dall’aula degli interrogatori.
