Clima

«No a estati a 50°C!»

Circa 130 organizzazioni hanno lanciato un appello a manifestare per chiedere un impegno collettivo e misure di adattamento e mitigazione di fronte al riscaldamento globale
©KEYSTONE/CYRIL ZINGARO
Ats
07.09.2026 16:06

Circa 130 organizzazioni hanno lanciato oggi un appello a manifestare per chiedere un impegno collettivo e misure di adattamento e mitigazione di fronte al riscaldamento globale. Il primo dei tredici appuntamenti nella Svizzera tedesca e romanda è in calendario a San Gallo il 18 settembre.

Il 25 settembre è inoltre in programma una manifestazione a Coira, con luogo esatto e orario ancora da definire.

«La pazienza è un lusso che non possiamo più permetterci» ha dichiarato in una conferenza stampa odierna Pardis Pouranpir dell'Alliance Climatique. Secondo le organizzazioni della coalizione «Pas d'étés a 50°C!» («No a estati a 50°C!») l'estate del 2026, con le sue ondate di calore, la siccità e i roghi boschivi incontrollabili è più che mai paradigmatica della gravità del riscaldamento climatico.

«La catastrofe è già qui, abbiamo il modo di ridurne considerevolmente l'impatto e di adattarci, ma solo a patto di dare il via a una vera e propria svolta. Dobbiamo organizzarci collettivamente nei nostri quartieri, nei nostri comuni, sul posto di lavoro, nelle scuole e nei luoghi decisionali per imporre una trasformazione all'altezza della sfida», si legge nel manifesto della coalizione.

I punti chiave sono la protezione di tutte le vite, in particolare quelle più vulnerabili, una trasformazione profonda del sistema economico per ridurre massicciamente le emissioni di gas serra e l'esigenza di trattare l'urgenza climatica come priorità politica assoluta.

Realizzate previsioni scienziati

«L'estate appena conclusa ha visto realizzarsi le previsioni degli scienziati, con il fenomeno del 'Niño', destinato a peggiorare nel 2027, che si aggiunge al riscaldamento climatico», ha osservato la professoressa di economia ecologica all'Università di Losanna Julia Steinberger.

«Sono necessari interventi di riqualificazione energetica e misure vincolanti», ha aggiunto Antonia Undurraga, educatrice della prima infanzia e membro del Sindacato del personale dei servizi pubblici e sociosanitari (VPOD) di Vaud. «Locali in cui si misurano 34 gradi rappresentano un pericolo concreto per bambini così piccoli».

«In seguito a un'estate anomala, il rientro politico non può essere normale. Il 2026 è un anno di svolta», ha concluso Thibault Schneeberger di solidaritéS.