Parla il figlio del conducente del bus di Kerzers: «Mio padre è morto da eroe»

«Anche l'autista dell'autobus è morto nell'incendio. Si tratta di un uomo di 63 anni, di origine portoghese». Così si è espressa, nella tarda serata di ieri, la Polizia cantonale friburghese comunicando la formale identificazione delle vittime di Kerzers. Nella serata di martedì, un uomo di 65 anni domiciliano nel canton Berna è salito a bordo dell'autopostale a Düdigen e circa 40 minuti dopo si è dato fuoco, dopo essersi cosparso di benzina. Sei persone sono morte (tra cui l'autore del gesto intenzionale), cinque sono rimaste ferite.
Il Blick ha raggiunto il figlio del conducente del bus, Albino. «Mio papà, martedì, è andato al lavoro e non è tornato a casa», ha raccontato l'uomo. Ne è convinto: «Mio padre è morto da eroe». Secondo il 42.enne, anziché fuggire, è rimasto sull'autobus. «Ha frenato d'istinto e ha aperto le porte. Ha quindi deciso di non scendere, forse per poter aiutare i passeggeri». Fumo e fiamme si sono propagati all'interno del veicolo a una velocità impressionante. Le uniche porte erano quella al centro (dove si trovava l'autore del gesto) e quella a lato della postazione del conducente.
«Mio papà era una persona che non si arrendeva mai. Un uomo gioioso, sempre pronto ad aiutare gli altri, la famiglia e i suoi cinque nipotini. Il suo comportamento, oggi, ci rende orgogliosi».
Il conducente aveva saluto suo figlio, lunedì sera, con le solite parole: «Buona serata, a domani». Non è più tornato a casa. Ora, per la famiglia, è il momento del lutto. Ma l'uomo pensa anche alle altre vittime, strappate ai loro cari dal gesto di un uomo che ha deciso di «trascinarle con sé». «Mi auguro solo che vengano presi provvedimenti affinché, in futuro, si possa evitare che una cosa del genere si ripeta».
