Parmelin critica il progetto di legge finanziaria italiana, «È preoccupante»

La Svizzera ha manifestato le sue riserve riguardo a un progetto di legge italiana che privilegia i produttori europei di macchinari. Le nuove norme di ammortamento previste dal governo di Giorgia Meloni svantaggiano i produttori svizzeri e sono «preoccupanti». Lo ha indicato il presidente della Confederazione Guy Parmelin in un’intervista alla NZZ am Sonntag.
La Confederazione ha condotto di recente colloqui a Berna, Roma, Bruxelles e Davos in merito alla questione. Parmelin ha personalmente sollevato l’argomento con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e con il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič. «Così non va», avrebbe detto loro. La situazione è delicata sul piano della politica interna, poiché in Svizzera si sta contemporaneamente discutendo di nuovi accordi bilaterali con l’Unione europea, sottolinea la NZZ am Sonntag.
«Non è piacevole per il Consiglio federale. Gli oppositori useranno esempi del genere per criticare gli accordi», ha affermato Parmelin. Non esiste ancora una soluzione, «ma stiamo lavorando intensamente per trovarne una».
Colloqui con Trump «in modo corretto»
Nel corso dell’intervista ampio spazio è stato dedicato anche al bilancio di Guy Parmelin sul World Economic Forum (WEF) di Davos, fortemente segnato dalla presenza del presidente statunitense Donald Trump. I colloqui con Trump e con i suoi ministri si sono svolti in modo «corretto», ha dichiarato Parmelin. «Il tono era completamente diverso rispetto a quello del suo discorso».
Trump ha nuovamente menzionato il deficit della bilancia commerciale statunitense nei confronti della Svizzera, pari a 41 miliardi di dollari. Parmelin ha replicato citando nuove cifre: «Ora gli Stati Uniti registrano un surplus di 8,8 miliardi nei confronti della Svizzera. Ciò ha sorpreso piacevolmente il presidente Trump.»
Alla domanda se avesse criticato le dichiarazioni pubbliche di Trump sulla consigliera federale Karin Keller-Sutter, Parmelin ha risposto che Trump, durante un incontro, aveva definito Keller-Sutter «tough» (tosta), un commento da interpretare chiaramente come un complimento.
In generale, ha aggiunto il presidente della Confederazione, preferisce non commentare i discorsi di altri politici. «Bisogna sempre pensare anche al giorno dopo». Alla fine l’importante è «difendere gli interessi svizzeri».