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Perché nei locali come il Constellation si «attaccano» candele pirotecniche alle bottiglie di champagne?

Si tratta di una pratica molto diffusa nelle discoteche, sviluppatasi in mete come Saint-Tropez e legata al cosiddetto marketing della scintilla – L’obiettivo? Attirare l’attenzione della sala e dei tavoli vicini sul cliente
Foto d’archivio non legata al Constellation. © Shutterstock
Red. Online
02.01.2026 15:16

Nel cuore pulsante del Constellation di Crans-Montana, il rito era una firma indelebile della serata. Non appena il cameriere sollevava il secchiello del ghiaccio, il locale veniva squarciato dal bagliore elettrico delle fontane luminose. Non era solo un servizio al tavolo, ma una messinscena che trasformava l’acquisto di una bottiglia in un evento collettivo, un segnale luminoso che attraversava la penombra del club per annunciare a tutti i presenti che, in quel momento, il baricentro del divertimento si stava spostando. In queste ore, di fronte alla tragedia consumatasi nel locale vallesano, causata verosimilmente proprio da questo rituale, le domande si accavallano. Una, con il senno di poi, va detto, si impone sulle altre: era davvero necessario tutto questo?

Il marketing della scintilla

Altra domanda: come, dove e quando è nato questo rituale? E perché? Quello che oggi appare come un gesto quasi automatico nei locali di lusso, ha radici profonde nelle strategie di marketing dei primi anni Novanta. Tutto ebbe inizio con l’esplosione del cosiddetto bottle service a New York. Club iconici come il Tunnel o il Marquee compresero che vendere alcolici non bastava più: bisognava vendere esclusività.

L’introduzione delle candele pirotecniche (note tecnicamente come fontane a fiamma fredda) risponde a un’esigenza precisa: la visibilità. In un ambiente buio e affollato, la «parata» della bottiglia scortata dalle luci ha due finalità: conferire al cliente uno status immediato, rendendolo protagonista assoluto della sala; stimolare la «risposta» dei tavoli vicini, desiderosi di non essere eclissati. 

Dalla Costa Azzurra a Las Vegas

Sebbene la cultura del tavolo riservato sia nata tra il Giappone e i club d'avanguardia di Parigi, come Les Bains Douches, negli anni Ottanta, sono stati i club di Las Vegas e Saint-Tropez a codificare la coreografia che vediamo oggi. Le fontane sono diventate lo standard per giustificare i prezzi gonfiati delle bottiglie nei locali: il cliente non paga solo il liquido, ma lo spettacolo, l'attenzione dello staff e lo sguardo degli altri avventori.

Ma la sicurezza?

Dietro il luccichio si nasconde, almeno in teoria, una tecnologia specifica. Le candele utilizzate sono progettate per essere indoor safe: producono pochissimo fumo e i residui sono minimi, per evitare di contaminare il vino o attivare i sensori anti-incendio. Tuttavia, la gestione di questi dispositivi resta una delle sfide principali per la sicurezza dei locali, richiedendo personale addestrato per evitare che l'euforia si trasformi in rischio. Quanto accaduto a Crans-Montana, d’altro canto, dimostra che una notte da sogno, se gestita male, può immediatamente trasformarsi in incubo e tragedia. Oggi, mentre alcuni club di nicchia a Londra e Berlino scelgono un lusso più sobrio e underground, viene da chiedersi se il bagliore delle scintille continuerà a dominare le notti delle capitali del jet-set, baluardo e bastione di un edonismo che non ha (aveva) paura di farsi guardare.

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