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Gli aggiornamenti
Sono 71 gli svizzeri feriti – «L'incendio è partito dalle candele sulle bottiglie» – Al lavoro l'Istituto forense di Zurigo – 50 trasferimenti verso Italia, Germania, Belgio e Francia – LA TERZA CONFERENZA STAMPA
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21:13
21:13
La madre di un 16.enne bolognese disperso a Crans-Montana: «Voglio sapere dove è mio figlio»
«Non so nulla di mio figlio da due giorni, è un'attesa snervante. Non c'è nessuna notizia, perché la Svizzera non dice niente. Non dice niente l'Italia: faranno loro l'esame del Dna e lo comunicheranno loro direttamente ai tre superstiti, perché sono rimasti in tre, gli altri aspettano». Così, intervenendo al telegiornale della Tgr Emilia-Romagna, Carla Masiello la madre di Giovanni Tamburi, lo studente 16enne di Bologna tra gli italiani dispersi dopo il devastante incendio in un locale di Crans Montana in Svizzera, la notte di Capodanno.
Parlando alla trasmissione di Mediaset 'Dentro la notizia', la mamma del giovane emiliano ha invece raccontato che «Bertolaso stamattina ha dichiarato che la Protezione Civile è in possesso di tutte le cartelle cliniche, comprese quelle dei feriti non identificati. Ma si potrebbe sapere in che ospedali si trovano questi feriti non identificati, perché ci potrebbe essere mio figlio. Il problema - ha aggiunto - è che non lo dicono, cioè le autorità elvetiche non lo comunicano a quelle italiane per paura di creare false illusioni, ma io preferisco di avere una falsa illusione, andare e constatare che mio figlio non c'è più. E vorrei avere la possibilità anche di prendere la mia macchina e di andare in ospedale a capire dove sono questi feriti non identificati. Io voglio sapere se mio figlio è vivo e morto e dov'è».
Sul sito del Liceo Scientifico 'Augusto Righi' di Bologna la scuola frequentata da Tamburi è presente un messaggio del dirigente dell'istituto in cui si legge che «tutta la comunità scolastica esprime infinita vicinanza alla famiglia del nostro studente coinvolto nel drammatico incidente di Crans Montana».
21:06
21:06
Per Crans-Montana assistenza alla Svizzera da 21 Paesi europei
In risposta alla richiesta della Svizzera tramite il Meccanismo di protezione civile UE su Crans-Montana ad ora 24 pazienti sono stati trasportati in ospedali in Belgio, Francia, Germania e Italia. Lo comunica la Commissione UE.
Francia, Italia, Lussemburgo, Romania e Svizzera hanno garantito la logistica del trasporto medico. I team di valutazione delle ustioni di Francia e Italia stanno supportando gli ospedali svizzeri nel Vallese e a Losanna, fornendo competenze altamente specializzate nella cura delle ustioni. Finora, 21 paesi hanno offerto assistenza: 18 per il trattamento, 9 per il trasporto e 6 per gli esperti.
«Siamo pienamente solidali con la Svizzera: la Commissione sta coordinando gli aiuti offerti dai Paesi di tutta Europa e continueremo a fornire assistenza secondo necessità». Lo ha affermato la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, in una nota in merito all'intervento di solidarietà fornito dall'Unione europea al Paese, dopo il tragico incendio di Crans Montana.
«Questo è un inizio d'anno tragico per tante famiglie. Il mio cuore è rivolto alla comunità in lutto, alle vittime, ai loro familiari e a tutti coloro che hanno perso i propri cari. In momenti così difficili, ci rivolgiamo gli uni agli altri e cerchiamo di capire come possiamo offrirci al meglio il nostro sostegno», ha detto.
«Il nuovo anno è iniziato in modo drammatico, con una tragedia per coloro che si preparavano a festeggiare e le cui vite sono state improvvisamente distrutte. La perdita di vite così giovani rende questo momento ancora più doloroso. I miei pensieri sono rivolti alle vittime, ai loro cari e a tutti coloro che sono coinvolti nelle operazioni di soccorso. La Svizzera può contare sul nostro pieno sostegno. Ringrazio tutti i Paesi che hanno immediatamente offerto un aiuto concreto», ha affermato la commissaria per l'uguaglianza, la preparazione e la gestione delle crisi Hadja Lahbib.
Il meccanismo di protezione civile dell'UE era stato attivato in un contesto simile nel marzo 2025, dopo l'incendio in una discoteca nella Macedonia del Nord, Kočani, che ha provocato numerose ustioni e decine di evacuazioni mediche all'estero. Dall'istituzione nell'ottobre 2001, il meccanismo di protezione civile UE ha gestito oltre 820 richieste di assistenza sia all'interno che all'esterno dell'UE, comprese le operazioni di evacuazione medica dall'Ucraina e da Gaza. Oltre ai Paesi UE partecipano al Meccanismo di Protezione Civile europeo altri dieci Stati: Albania, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Moldavia, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Turchia e Ucraina
19:26
19:26
La situazione al Niguarda
Hanno tutti tra i 14 e i 15 anni i giovani feriti a Crans-Montana e ricoverati all'ospedale Niguarda di Milano. Il più grave è un 15.enne arrivato questa mattina «perché ha inalato molto fumo e sostanze tossiche ed è quello che ha maggiori problemi». Lo ha spiegato in un punto stampa all'esterno dell'ospedale Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia. Domani mattina si attende l'arrivo al Niguarda di altri due, una ragazza e un cittadino svizzero di circa 30 anni, poi nel corso della giornata si valuteranno le condizioni degli altri quattro italiani attualmente ricoverati in Svizzera per l'eventuale trasferimento a Milano: «Durante la giornata di domani saremo in grado di dire se e quando torneranno - ha spiegato Bertolaso - è fondamentale che ci sia l'autorizzazione dei medici curanti attuali che devono darci l'ok per portarli qui in elicottero».
«Il primo ragazzo che è arrivato oggi è stato accompagnato dalla mamma che è molto provata. Per questo è stata affiancata dai nostri psicologi. Purtroppo, invece, il migliore amico di questo ragazzo è deceduto»
19:09
19:09
Il proprietario del bar a Crans-Montana: «Tutto era stato fatto a norma»
Le Constellation, il locale a Crans-Montana teatro della tragedia di Capodanno, era stato ispezionato «tre volte in dieci anni» e «tutto è stato fatto secondo le norme». Lo ha garantito il proprietario Jacques Moretti contattato dalla Tribune de Geneve.
18:47
18:47
Crans-Montana, la Romania invia un aereo per il trasporto dei feriti
Il ministro della difesa della Romania, Radu Miruta, ha annunciato che oggi, a seguito della decisione del Consiglio nazionale per le situazioni di urgenza, verrà preparato un aereo Spartan delle Forze Aeree Romene che decollerà alla volta di Losanna.
Da lì, trasporterà verso ospedali di Parigi sei giovani con ustioni gravi feriti durante le tragedia di fine anno a Crans-Montana (VS).
La missione, secondo quanto riferito dagli organi di stampa locali, fa parte del piano di supporto internazionale che la Romania accorda alla Svizzera a seguito del tragico rogo al locale Le Costellation.
18:47
18:47
Anche una giovane residente in Ticino fra i dispersi
Anche una giovane cittadina italiana residente in Ticino risulta fra i dispersi della tragedia di Crans-Montana. La notizia è stata confermata al Corriere del Ticino dall'ufficio stampa del ministero degli Esteri italiano. Qui le informazioni.
17:33
17:33
Crans-Montana: finora trasferiti 7 feriti in Italia
Finora la Centrale Remota operazioni soccorso sanitario (Cross) della Protezione civile italiana, che ha sede a Pistoia, ha trasferito in Italia - all'ospedale Niguarda di Milano - sette ustionati italiani rimasti feriti nel rogo di Crans-Montana (VS).
Le operazioni di spostamento dei feriti sono coordinate dalla Cross. Tre ne sono stati effettuati ieri, mentre quattro sono attualmente in corso. I mezzi impiegati sono in prevalenza elicotteri messi a disposizione dalle Regioni. Si tratta di velivoli dei servizi di soccorso con personale specialistico a bordo.
17:20
17:20
«La maggior parte dei pazienti intubata, sono in anestesia generale e non soffrono»
Rispondendo a una domanda dei media, il primario nel Servizio di chirurgia pediatrica e adolescenziale, Anthony De Busy Roessingh, ha spiegato che la presa a carico dei minorenni non comporta problemi per il personale abituato alla cura degli adulti o ai pediatri. La presa a carico comune tipicamente usata a Losanna funziona senza problemi: «Si tratta di pazienti tra i 15 e i 18 anni».
La maggior parte dei giovani ricoverata attualmente al CHUV, ha spiegato invece Pantet, si trova intubata: «Sono in anestesia generale e non soffrono per le ustioni riportate».
17:11
17:11
«Per i grandi ustionati abbiamo, normalmente, 6 posti: ora ne stiamo curando 22»
Per la struttura, la presa a carico dei 22 pazienti è una sfida: «Normalmente il CHUV ha a disposizione, per i grandi ustionati, 4 posti per adulti e 2 per bambini», ha spiegato la direttrice generale Charmet. «Ora ne stiamo curando 22». E non è solo un problema di posti: «Per la cura pazienti di questo tipo serve la presenza costante di 3 persone (fra infermieri e specialisti) a cui vanno aggiunti i team di anestesisti e diagnostica».
Considerato il numero totale di feriti - 119 - «non c’è nessun Paese in Europa che possa prendersi a carico, da solo, di un tal numero di ustionati», ha spiegato il direttore medico Matthias Roth-Kleiner. È insomma il buon funzionamento della coordinazione internazionale a permettere la cura di tutti i pazienti.
Il CHUV, ha fatto sapere poi Pantet, ha ricevuto offerte da Italia, Francia, Belgio e Polonia per l'invio di personale straniero, «ma per il momento abbiamo rifiutato perché in grado di garantire le cure con il personale svizzero. Romania e Lussemburgo hanno messo a disposizione aerei specializzati e alcuni medici (tra questi quelli italiani, ndr.) si sono già recati in Svizzera per seguire il trasferimento all'estero dei feriti.
17:03
17:03
«Tutti giovani, tutti gravi»
Parlando ai media presenti, Charmet ha ripetuto quanto già evidenziato dalle autorità vallesane. Al momento, al nosocomio di Losanna, sono ricoverati 22 pazienti, «tutti giovani, tutti in stato grave». Molti, hanno spiegato Olivier Pantet (Medico aggiunto nel Servizio di terapia intensiva per adulti) e Anthony De Busy Roessingh (Primario nel Servizio di chirurgia pediatrica e adolescenziale) sono intossicati e hanno ustioni estese fra il 15 e il 60% del corpo.
16:33
16:33
Parla il CHUV
Dopo la conferenza stampa tenuta dalle autorità vallesane sul devastante incendio di Crans-Montana, anche l'ospedale universitario di Losanna (CHUV) - che in queste drammatiche ore si è occupato delle cure di 22 feriti gravi - prende la parola.
Oggi, ai microfoni di RTS, la direttrice del nosocomio Claire Charmet aveva anticipato che «le prognosi sono ovviamente incerte per ciascuno di questi feriti, che sono tutti ustionati gravi». Secondo la direttrice, per il momento le risorse del CHUV, sia in termini di personale che di attrezzature, sono sufficienti; la situazione è sotto controllo. Ma la sfida sarà il passaggio dalla fase di crisi alla gestione della cronicità, poiché questi feriti necessitano di cure molto lunghe.
16:30
16:30
La conferenza stampa delle autorità si è conclusa
16:20
16:20
«Chi filmava non ha ostacolato i soccorsi»
Come valuta la procura le persone che si sono messe a fare video con il cellulare?
Pilloud: «Era la notte di Capodanno e c'erano moltissime persone in giro. È inevitabile che vi fossero degli spettatori della tragedia. Comunque, non hanno ostacolato le operazioni di soccorso. Tra i giovanissimi è ormai prassi tirare fuori il cellulare e riprendere quello che sta succedendo. La pubblicazione di questi video è poi responsabilità dei singoli».
16:19
16:19
«È prematuro dare una causa e un nome ai responsabili»
Che cosa è stato controllato del locale, chi ha commesso errori?
Pilloud: «Oggi noi cerchiamo di rispondere a tutte le domande possibili. Il tutto è in fase di indagine e ora è prematuro potervi dare una risposta chiara e definitiva».
16:17
16:17
«Ancora da identificare le 40 vittime»
Candele pirotecniche, serve un'autorizzazione? Quante delle 40 vittime sono state identificate?
Gisler: «I defunti sono 40. La loro identificazione continua. E questa è la nostra priorità assoluta. Stiamo ancora cercando di identificare definitivamente queste persone».
Pilloud: «Queste candele sono utilizzate per i compleanni e sono disponibili in commercio a tutti. L'indagine avanza per capire se fosse appropriato utilizzarle in uno spazio chiuso».
16:15
16:15
«Non è possibile sapere quante persone c'erano nel locale»
Candele pirotecniche, proprietari del locale indagati, informazioni carenti
Pilloud: «Il numero esatto di persone presenti nel Constellation non è possibile saperlo ora, e probabilmente non lo sapremo mai perché c’è una via vai di persone nei locali. L’ipotesi principale sulla causa del rogo riguarda le candele incandescenti sulle bottiglie».
Pilloud: «Se diciamo qualcosa è perché si tratta di dati chiari e stabiliti. Non diamo informazioni incomplete. E questa è la terza conferenza stampa, proprio per aggiornare tutti sulla situazione».
Bonvin: «Le famiglie sono state informate non appena aveva informazioni sui loro cari. A livello di Ospedale vallesano abbiamo dato informazioni sulla presa a carico delle persone non appena sono state identificate. Informazioni trasmesse regolarmente. Ma è chiaro e si può capire che in questa situazione difficile e drammatica, per tutti era difficile ottenere informazioni sicure e precise. La missione principale dei soccorsi e degli ospedali era di salvare le vite dei pazienti. C'è voluto del tempo per avere informazioni consolidate anche a livello clinico. Ma non abbiamo trascurato le famiglie».
16:11
16:11
«Il Constellation aveva un'uscita di emergenza, nessuna segnalazione dal Comune su problemi nell'edificio»
Ispezioni nel bar: era conforme alle norme, sulla base degli ultimi controlli? È vero che c'erano una sola piccola scala e una sola porticina?
Pilloud: «Per quanto riguarda la gommapiuma antirumore sul soffitto, l'indagine verte sulla posa di questo materiale e tutti i materiali intorno. Dovremo stabilire se la gommapiuma fosse conforme e se è responsabile dell'incendio. Al momento non riesco a dirle con certezza se non fosse conforme e se fosse stata posata con un'autorizzazione. Ribadisco che è fondamentale non fare illazioni. Non fate ipotesi sui media, le famiglie non hanno bisogno di questo. Fateci fare le nostre indagini e quando saranno concluse potremo dire cosa è successo».
Ganzer: «Il Comune è responsabile dei controlli periodici degli edifici. Il Comune di Crans-Montana è responsabile del controllo dell'edificio, tutti gli anni. Se risulta non conforme, si stila un rapporto e si dà il tempo ai proprietari di correggere i difetti. L'Ufficio cantonale antincendio non è mai stato informato in merito a difetti su questo edificio. Non ci sono stati rapporti di difetti dell'edificio notificati dal Comune al Cantone. Per quanto riguarda uscite di emergenza, materiali, porte: non c'è un'unica porta, anche se al momento dell'incendio sembra che la maggior parte delle persone sia uscita da una. C'era una porta di emergenza. Ma quando c'è il flashover, tanto fumo, le persone non vedono più nulla, non sanno dove andare. Sappiamo che ben pochi hanno raggiunto l'uscita di emergenza, molti sono andati verso l'uscita principale».
16:05
16:05
Le cifre non sono definitive
Le cifre comunicate oggi riguardano le persone identificate formalmente. «Tutto ciò è in divenire e i numeri non sono definitivi», ha precisato Pilloud. «Ci sono persone che si sono presentate da sole in ospedale, persone che sono state indentificare ma non formalmente».
«Grazie per la solidarietà», ha concluso. «Solidarietà vallesana, solidarietà svizzera e solidarietà a livello internazionale».
16:02
16:02
«Grande professionalità del personale curante, che si è recato spontaneamente in ospedale per aiutare»
«L'ospedale vallesano ha funzionato bene in questi due giorni», ha detto Eric Bonvin, direttore generale Ospedale vallesano. «Tutti i feriti sono stati presi a carico. Abbiamo fatto il possibile. Le cose sono evolute rapidamente. Siamo passati a una fase di stabilizzazione, ma questa fase è delicata, perché è quella in cui le famiglie hanno di nuovo contatti con i loro feriti. L'ospedale è un luogo di privacy, dove servono pace e tranquillità per i pazienti. Per questo poniamo dei limiti (anche ai medi) per proteggere l'intimità dei pazienti, elemento terapeutico indispensabile».
«L’Ospedale è stato messo sotto pressione, ma tutto è andato bene. Il centro ospedale di Sion, un luogo specializzato nella presa a carico dei feriti gravi era il luogo ideale per questa situazione. Il dramma si è svolto in un contesto di vacanza e dove noi eravamo già sotto pressione visto che le presenze in Vallese sono quasi raddoppiate. Il centro d’urgenza era in piena attività: il dramma di Crans-Montana si è aggiunto ai feriti «normali» che avevamo».
Dati di Sion: 55 feriti gravi ricoverati la notte della tragedia, di cui 13 sono stati dimessi e 11 sono ancora ricoverati nel nostro ospedale, 28 sono stati trasferiti. Degli 11 degenti, 4 sono in cure intense con prognosi riservata, 3 sono presi a carico a Sion e 4 a Sierre.
Nell'Alto Vallese si sono occupati di 7 pazienti, di cui 2 ancora in cure intense a Visp
I team di cure erano pronti ad accogliere molti pazienti durante le feste ma nessuno si aspettava una cosa del genere. È stato attivato rapidamente il piano per le emergenze e le catastrofi anche grazie alla grande solidarietà. «Molti colleghi si sono presentati spontaneamente sul posto per aiutare a prendersi cura di questi feriti. Una grande solidarietà professionale. In un momento di grande incertezza, perché non sapevano se vi fossero loro familiari nel bar. Tutti erano molto preoccupati quando arrivavano i feriti. Un carico emotivo molto forte ma con uno spirito di grande professionalità».
«Il bilancio dal punto di vista professionale permette di dire che siamo riusciti ad affrontare la situazione e che i dispositivi hanno funzionato a dovere. Speriamo di essere stati utili».
15:54
15:54
«Abbiamo dovuto intubare un gran numero di persone», poste in coma farmacologico
Freddy-Michel Roten, direttore dell'organizzazione cantonale di soccorso: «L'OCVS è stato allertato immediatamente e tutti i mezzi disponibili professionali e i militi sono stati immediatamente messi in funzione. Purtroppo, stavolta, abbiamo dovuto rifarci al dispositivo d'urgenza specializzato in catastrofi, dove il numero di vittime è maggiore rispetto ai mezzi a disposizione. Bisogna mettere in sicurezza il sito con i vari partner e mandare le persone dove possono essere curate al meglio. Triage, presa a carico, organizzazione dei trasporti verso le strutture adeguate. Abbiamo dovuto stabilizzare, dare analgesici, e c'è stato un grande numero di intubazioni (persone poste in coma artificiale)».
41 ambulanze hanno partecipato all'operazione, 22 dal canton Vaud. 13 elicotteri di cui 6 cantonali, 5 della Rega, 1 elicottero francese, 1 elicottero italiano. 2 camion pesanti e 1 camion dal canton Vaud. Quindi 150 persone sono intervenute a livello sanitario.
Un importante dispositivo di psicologi d'urgenza è stato attivato. Questo garantisce la presa a carico delle persone coinvolte, dei pazienti, familiari, congiunti, ma anche di chi è attivo sul terreno nel soccorso. Questa permanenza garantisce sul posto un sostegno continuo, strutturato e adeguato alle necessità.
"La presa a carico delle ustioni è molto complessa e può proseguire per settimane o mesi". La gestione sanitaria attuale proseguirà. Tenendo conto del numero elevato di feriti e il numero limitato dei posti disponibili, i pazienti sono stati spostati negli altri ospedali svizzeri che avevano disponibilità di cure intense, anche se magari non era presente il personale specializzato in ustioni. Questo perché bisogna stabilizzare le funzioni vitali nelle prime ore e bisogna tenere conto delle capacità delle strutture.
Oltre alle persone portate dalle ambulanze, 40 persone si sono presentate all’ospedale, alcune con ustioni gravi.
50 trasferimenti sono in programma nei prossimi giorni verso Italia, Belgio, Germania e Francia.
15:46
15:46
Tre priorità d'intervento
Il consigliere di Stato responsabile della sicurezza, Stéphane
Ganzer, ha spiegato tre priorità:
1. Accompagnamento delle famiglie, svizzere o estere, che si trovano a Crans-Montana (qui le famiglie non vengono lasciate sole dalla Polizia (Care Team,….)
2. Riconoscimento delle vittime.
3. Chiarire i fatti. «I video ci mostrano una realtà che rientra nelle esigenze legali e di inchiesta. Il lavoro prosegue per ricostruire i fatti».
4 agenti della polizia giudiziaria federale sono presenti in Vallese, poi c’è l’istituto forense di Zurigo (sei persone), una quarantina di agenti della Polizia cantonale vallesana, poi c’è una quarantina di ispettori di Polizia, oltre a una trentina di specialisti (medici, poliziotti, dentisti,…) per il riconoscimenti. Per quanto riguarda il Ticino, invece, quattro agenti della Polizia scientifica cantonale sono stati inviati in Vallese.
Il Cantone collabora con il DFAE per i trasferimenti negli ospedalieri internazionali con chi si è offerto di aiutare (come Italia e Francia ad esempio).
15:42
15:42
L'identificazione è affidata al protocollo DVI
L'identificazione delle vittime avviene tramite il protocollo DVI, un protocollo internazionale, ha chiarito Pierre-Antoine Lengen, capo della Polizia giudiziaria. Queste procedure sono simili a quelle utilizzate durante lo tsunami del 2004. Sono coinvolte più di 30 persone. Una procedura che deve essere molto meticolosa, perché non sono ammessi errori. «Anche se l'attesa è snervante per le famiglie, sappiamo che i nostri collaboratori lavorano notte e giorno per poter dare loro una risposta al più presto».
«La priorità, ribadisco, è quella di identificare le vittime e per questo abbiamo tutto il sostegno da parte dei colleghi nazionali e abbiamo potuto contate su una struttura composta da professionisti. Non possiamo permetterci di commettere qualche errore».
Tutti sono al lavoro per completare i dossier post-mortem, che verranno completati con quelli ante-mortem per comparare i risultati. Quando questi due elementi verranno individuati verrà preparato un dossier che verrà inviato alla Commissione d’identificazione che dovrà validare le correlazione tra i dati, in seguito verrà trasmesso al Ministero pubblico che dovrà «liberare» il corpo. Solo in seguito verranno informate le famiglie.
15:37
15:37
«L'incendio è partito dalle candele sulle bottiglie»
È stata aperta un'inchiesta per chiarire le circostanze del rogo. Tutte le piste vengono battute, nulla viene trascurato e lasciato al caso, ha aggiunto la procuratrice generale, Beatrice Pilloud. «Tutto lascia pensare che il rogo sia partito dalle candele messe sulle bottiglie, troppo vicine al soffitto. Da lì il fuoco si è propagato. Ne è seguita un'esplosione di calore generalizzata. Abbiamo dei video che sono stati analizzati, ci sono diverse persone che sono state interrogate e ci sono state constatazioni fatte».
Sono stati sentiti anche i proprietari del locale, cittadini francesi. E, in parte, durante gli interrogatori, sono state stilate delle liste con le persone presenti. Inoltre sono state prese informazioni sui lavori svolti all’interno del locale e sulla disposizione dell’interno.
Seguiranno verifiche sui lavori di ristrutturazione effettuati nel locale, sugli estintori presenti, le vie di fuga. Il numero di persone presenti la sera stessa, il numero di persone che il bar era autorizzato ad accogliere, i materiali del luogo, le vie di accesso, le vie di fuga. L'Istituto forense di Zurigo è stato incaricato.
Dopo di tutte questo l'Istituto forense di Zurigo dovrà indagare e in base a questi risultati ci sarà una possibilità di esaminare se c’è una responsabilità penale a carico di alcune persone. In questo caso, se le persone fossero vive, ci sarà un’accusa per incendio negligente, omissioni di soccorso negligente e omicidio colposo.
«La nostra priorità è identificare le vittime e i feriti».
15:29
15:29
Tra i 119 feriti, 71 sono svizzeri
I feriti sono 119. 113 sono stati formalmente identificati, 6 sono ancora in corso di identificazione. Tra quelli formalmente identificati, 71 sono svizzeri, 14 sono cittadini francesi, 11 italiani, 4 serbi, 1 bosniaco, 1 belga, 1 lussemburghese, 1 polacco, 1 portoghese. Per 14 di loro la nazionalità per il momento è ignota.
Il comandante della Polizia cantonale Frédéric Gisler ha detto che queste informazioni potrebbero cambiare.
Sono 40 le vittime. La loro identificazione formale continua, «questa è la priorità». «Disponiamo dei mezzi necessari per farlo, e possiamo contare sull’aiuto di molti specialisti dei corpi di polizia svizzeri. Ma i protocolli internazionali richiedono del tempo».
15:27
15:27
«Quaranta persone sono morte»
Quaranta persone sono morte.
In questo momento in ospedale c'è un silenzio spettrale, ha concluso il presidente del Consiglio di Stato vallesano, ringraziando chi si sta occupando dei feriti del terribile incendio di Crans-Montana. «Possiamo essere fieri di quanto fatto, un lavoro eccezionale. Molte persone hanno rinunciato alle vacanze per andare al fronte e aiutare».
Da domani sarà disponibile anche un libro di condoglianze online e una cerimonia verrà organizzata a Crans-Montana il 9 gennaio 2026. Un’occasione per riunirsi, per vivere insieme questo dramma nazionale.
15:25
15:25
Una cinquantina di feriti trasferiti all'estero
«A livello internazionale abbiamo avuto modo di parlare con la ministra francese della Sanità. Sono già stati trasferiti dei feriti verso la Francia. Sono inoltre stati messi a disposizione medici specializzati per operare qui in Vallese e abbiamo accettato la proposta», ha aggiunto Reynard. Abbiamo trasferito alcuni feriti italiani anche nel Nord Italia.
Possiamo dire che una cinquantina di feriti sono stati trasferiti o lo saranno a breve in altri Paesi, in centri specializzati per i gravi ustionati.
15:23
15:23
119 pazienti ricoverati
«Il giorno dopo il dramma umano, il governo vallesano rivolge nuovametne i suoi pensieri alle famiglie delle vittime e dei feriti e a coloro che ancora aspettano notizie. Siamo coscienti che è insostenibile attendere senza una risposta chiara», ha dichiarato aprendo la conferenza stampa il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard. «Oggi posso ribadire la cooperazione nella presa a carico dei feriti. Inizialmente l'ospedale vallesano si è occupato di metà dei 119 pazienti ricoverati, poi sono intervenuti anche gli altri Cantoni. Il CHUV si è occupato di oltre 20 pazienti. Esprimiamo riconoscenza per questa collaborazione e solidarietà, arrivata anche dai Paesi limitrofi. Il nostro ruolo è di semplificare i contatti internazionali».
15:15
15:15
Al via la conferenza stampa
14:55
14:55
Il 16.enne italiano Emanuele tra le vittime, lo zio: «Ufficialmente disperso, attendiamo il DNA»
«La comunità internazionale del golf si stringe attorno alla famiglia di Emanuele, scomparso a 16 anni dopo il tragico incendio che ha colpito la stazione sciistica svizzera di Crans-Montana durante i festeggiamenti di Capodanno». Il comunicato è della Federazione italiana Golf, che ha diffuso la foto del giovane sui social.
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Avrebbe compiuto 17 anni il 21 gennaio, è originario di Genova, è un promettente golfista e da qualche anno abita a Dubai con la famiglia. Si trovava nel Constellation per festeggiare l’arrivo del 2026 con gli amici quando è scoppiato l’incendio. Il padre Edoardo, ieri, ha girato tutta Crans-Montana per cercare notizie. L’ultimo contatto con la famiglia, al telefono, risale a mezzanotte. I due ragazzi che erano con lui sono stati rintracciati dai rispettivi genitori negli ospedali della zona, scampati alle fiamme. «Aiutatemi a trovare mio figlio», era l'appello lanciato dal padre ai media.
Ieri sera, come detto, la Federazione italiana Golf ha annunciato che Emanuele è tra le vittime. Ma la speranza tra i familiari, fino a quando non ci saranno informazioni ufficiali, non si spegne. «Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del DNA», ha dichiarato lo zio a RaiNews.
14:30
14:30
Crans-Montana, Israele invia alcuni specialisti per identificare vittime
Israele ha offerto assistenza e inviato in Svizzera una squadra di servizi d'emergenza dopo il devastante incendio di Crans-Montana. A renderlo noto è l'ufficio del presidente Isaac Herzog, che ha sentito il presidente della Confederazione Guy Parmelin esprimendo le condoglianze di Israele e la disponibilità a fornire aiuto concreto. Lo riferisce l'agenzia di stampa italiana Adnkronos.
Già nella giornata di ieri è giunta nella località vallesana - la cui piccola sinagoga adiacente al locale è bruciata insieme al bar Le Constellation - una squadra dello Zaka del Maghen David Alom, sezione della Croce Rossa israeliana specializzata nel riconoscimento di corpi carbonizzati.
Herzog ha sottolineato l'esperienza israeliana «nel campo della localizzazione e dell'identificazione delle vittime di incendi, nonché nel trattamento delle vittime di ustioni in incidenti legati al fuoco».
14:02
14:02
Crans-Montana, Tajani depone fiori sul luogo della strage
Il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani, accompagnato del presidente del Consiglio di Stato vallesano Mathias Reynard, ha deposto un mazzo di fiori davanti al locale di Crans-Montana teatro dell'incendio in cui sono morte decine di persone nella notte di Capodanno. Parlando ai giornalisti sul posto, Tajani ha definito la collaborazione con le autorità elvetiche «molto positiva» e ha confermato che «ci sono ancora sei italiani dispersi e speriamo che si possano rintracciare».
Il messaggio sui social
«Siamo al lavoro, c'è una task force qui, ci sono in permanenza l'ambasciatore e il console generale», ha aggiunto - secondo quanto riferisce l'agenzia Ansa - annunciando che sarebbe andato a parlare con le famiglie dei ragazzi coinvolti nel disastro. Poco dopo il ministro ha scritto su X che «ho voluto essere qui a Crans-Montana per essere vicino ai familiari delle vittime, a coloro che nutrono una speranza di riabbracciare un proprio caro. Insieme alle autorità svizzere, a cui ribadiamo la nostra solidarietà e il nostro sostegno, stiamo facendo il possibile per affrontare questa emergenza. Una preghiera in questo luogo di dolore».
14:00
14:00
«Al Niguarda di Milano in arrivo altri quattro feriti nell'incendio di Crans-Montana»
Altri quattro cittadini italiani rimasti feriti nell'incendio al Constellation di Crans-Montana saranno rimpatriati oggi dalla Svizzera. A comunicarlo nel corso di una conferenza stampa è stato Guido Bertolaso, assessore al Welfare di Regione Lombardia. «Il primo dovrebbe arrivare a breve da Berna: si tratta di un 15.enne», ha spiegato Bertolaso. «L'elicottero si trova già nella capitale elvetica, ma attualmente è bloccato a causa del meteo: la nebbia, infatti, non permette un attraversamento sicuro delle Alpi. Se le condizioni metereologiche dovessero permetterlo, nel pomeriggio arriveranno altri tre 15.enni: due da Losanna e uno da Ginevra». Se tutto andrà come previsto, dunque, entro sera sette dei feriti nell'incendio in Vallese dovrebbero essere curati all'ospedale Niguarda di Milano.
Identificati, nel frattempo, gli altri sei cittadini italiani rimasti feriti a Crans-Montana. «Attualmente si trovano già al centro grandi ustionati di Zurigo o stanno per esservi trasferiti», precisa l'assessore al Welfare di Regione Lombardia. «Due non sono in grado di parlare, perché intubati».
Durante la conferenza stampa si è quindi fatto il punto sulle condizioni dei tre pazienti già arrivati ieri al Niguarda: una ragazza di quasi trent'anni e due ragazzi di quindici anni. «Stamattina abbiamo operato uno dei tre ragazzi che aveva ustioni profonde a braccia e schiena», ha spiegato Franz Baruffaldi Preis, primario del centro ustioni del Niguarda. «Sarà operato nuovamente nei prossimi giorni, perché è importante togliere il prima possibile tutto il tessuto necrotico per evitare infezioni. Dobbiamo ricorrere a più operazioni per evitare l'insorgere di shock ipovolemici o altre problematiche. Oggi pomeriggio, opereremo alla mano la ragazza in quanto l'arto va ricostruito. Continueremo a lavorare alacremente anche nel weekend. Il terzo ragazzo lo stiamo estubando, è il meno grave e speriamo che non sia necessaria un'operazione».
«Nel centro ustioni possiamo garantire sedici posti che permettono di ricoverare anche pazienti che hanno bisogno della ventilazione assistita. Abbiamo quindi aumentato la capacità di quattro posti», chiarisce Alberto Zoli, direttore generale del Niguarda. «La maggior parte dei pazienti è di area lombarda. Il fatto comunque che siano stati loro ad essere portati a Milano non dipende dall'origine, bensì dalle condizioni di salute».
13:54
13:54
«Si costituisca un fondo di aiuto per le vittime della tragedia di Crans-Montana»
«Costituire un fondo di aiuto per le vittime della tragedia di Crans-Montana e i loro familiari». È l'invito rivolto alla Confederazione dall’avvocato Rolf Steinegger, secondo cui sarebbe anche necessaria una task force apposita formata da esperti nella gestione di catastrofi di grande entità. Lo riferisce il portale Le Nouvelliste. Secondo Steinegger, la Confederazione dovrebbe basarsi sulle regole dell’accordo «di Luxor» del 1998, che aveva l’obiettivo di garantire un aiuto e un risarcimento celeri alle vittime.
13:53
13:53
La Conferenza dei vescovi svizzeri: «Profonda solidarietà alle vittime»
A seguito del drammatico incendio verificatosi a Crans-Montana nella notte di Capodanno, che ha causato una quarantina di morti e numerosissimi feriti, la Conferenza dei vescovi svizzeri esprime la propria «profonda solidarietà» alle vittime, alle loro famiglie e a tutte le persone colpite da questa tragedia.
«Le nostre chiese possono essere luoghi di sostegno»
I membri della Conferenza dei vescovi svizzeri si dicono «profondamente sconvolti» dalla violenza di questa catastrofe, in particolare per le vittime stesse, per le loro famiglie tuttora in attesa d’informazioni, ma anche per l’insieme del personale dei servizi di soccorso. «Tutte le nostre chiese possono essere luoghi di sostegno, di conforto e di preghiera in questo momento terribile», ha detto Mons. Charles Morerod, presidente della Conferenza.
Iniziative spirituali
Oggi, venerdì 2 gennaio, per tutta la giornata è proposta un’adorazione eucaristica nella chiesa di Montana. Domani, sempre a Montana, la preghiera del rosario sarà recitata al termine della messa delle 18.
13:47
13:47
Crans-Montana, identificati tutti i feriti ricoverati al CHUV
I 22 feriti gravi ricoverati all'ospedale universitario di Losanna (CHUV) sono stati identificati, ha annunciato oggi al telegiornale delle 12:30 su RTS la direttrice del nosocomio Claire Charmet. «Le prognosi sono ovviamente incerte per ciascuno di questi feriti, che sono tutti ustionati gravi», ha spiegato Charmet. Alcuni saranno trasferiti altrove in Svizzera o all'estero. Secondo la direttrice, per il momento le risorse del CHUV, sia in termini di personale che di attrezzature, sono sufficienti; la situazione è sotto controllo. La sfida principale sarà quella di passare dalla fase di crisi alla gestione della cronicità, poiché questi feriti necessitano di cure molto lunghe, ha ancora sottolineato Charmet. «Faremo il punto della situazione entro la fine del weekend.»
13:32
13:32
Crans-Montana, quattro feriti verso i centri per ustionati in Belgio
Il Belgio accoglierà oggi quattro giovani rimasti gravemente feriti nell'incendio scoppiato nella notte di Capodanno a Crans-Montana. Saranno ricoverati in centri specializzati nel trattamento dei grandi ustionati, ha annunciato il gabinetto del ministro della sanità Frank Vandenbroucke. Il trasferimento rientra nell'offerta di assistenza presentata dal Belgio alla Svizzera nell'ambito dell'attivazione del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea. Complessivamente, il Paese si è impegnato a prendere in carico sette feriti: cinque pazienti per cure intensive e due per cure intermedie.
In arrivo una squadra di supporto
L'operazione di accoglienza sarà coordinata dalla struttura belga B-Fast («Belgian first aid support team»). È inoltre pronta a partire per la Svizzera una squadra di supporto composta da medici e infermieri specializzati nel trattamento delle ustioni, anche se il dispiegamento non è ancora stato avviato. Per quanto riguarda i feriti italiani, al Centro ustione dell'ospedale Niguarda di Milano dovrebbero arrivare oggi, se le condizioni meteorologiche lo permetteranno, altri quattro giovanissimi attualmente ricoverati in diversi ospedali svizzeri, ha spiegato in un punto stampa l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso. «Dovremmo quindi riuscire ad avere entro questa sera sette dei nostri ragazzi feriti qui ricoverati al Niguarda», contando anche i tre che sono già stati ricoverati. «Gli altri sei feriti» italiani «si trovano fra l'ospedale di Berna e l'ospedale di Zurigo, ma non sono trasportabili per le gravi ustioni, li stiamo seguendo», ha aggiunto Bertolaso promettendo che «se nei prossimi giorni saranno trasportabili li porteremo qui il prima possibile.»
Aiuto anche dalla Croazia
Intanto anche la Croazia ha offerto supporto medico per la cura dei feriti: «La Svizzera ha chiesto aiuto per l'accoglienza di un centinaio di contusi. Il governo croato ha offerto la disponibilità ad accogliere dieci pazienti. Attendiamo ora la decisione delle autorità svizzere, e nel caso si procederà a organizzare il trasporto e tutto il resto», ha detto all'emittente croata Nova TV Davor Spevec, assistente del direttore della Protezione civile, come riferito dai media locali.
13:06
13:06
Anche il Consiglio d'Europa a Strasburgo ha abbassato la bandiera svizzera a mezz'asta
Anche il Consiglio d'Europa a Strasburgo, come il Consiglio federale oggi, ha abbassato la bandiera svizzera a mezz'asta in segno di solidarietà e cordoglio dopo l'incendio che ha causato una quarantina di vittime a Crans-Montana (VS).
Il Consiglio d'Europa si unisce alla Svizzera nel ricordo delle vittime e porge le sue più sentite condoglianze a tutte le persone colpite, si legge in una nota dell'organizzazione internazionale.
«Il Consiglio d'Europa rende inoltre omaggio alle instancabili squadre di soccorso e a tutti coloro che sul posto aiutano le vittime e sostengono le loro famiglie», prosegue il comunicato.
Il Consiglio d'Europa è un'organizzazione indipendente dall'UE. Ne fanno parte 46 Stati con quasi 700 milioni di cittadini. Si impegna in Europa e nel mondo a favore dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto. La Svizzera vi è stata ammessa nel maggio 1963 come 17esimo membro. Il Segretario generale del Consiglio d'Europa è attualmente l'ex consigliere federale friburghese Alain Berset.
12:40
12:40
Conferenza stampa alle 15.00
La Polizia cantonale ha convocato una conferenza stampa, da Sion, alle 15.00.
12:27
12:27
Chi cerca notizie sui dispersi è invitato a segnalare tutti i dettagli importanti per l'identificazione
Oltre a Instagram, i familiari dei dispersi si affidato anche a Facebook. «Un papà cerca suo figlio», un giovane «non ha dato notizie», «non abbiamo notizie della nostra amica e collega», «dove sei?», sono i messaggi più frequenti che in queste ore si trovano sui feed in cui si vedono volti di persone spesso giovani, a volte adolescenti nati nel 2010 o 2011.
Sono state create anche pagine ad hoc per raccogliere tutti questi appelli. È il caso della pagina Instagram «cransmontana.avisderecherche» o della pagina Facebook «Crans Montana 01.01.2026 Recherche Personnes». Oltre ai nomi, alle foto e ai contatti delle persone ricercate, quest'ultima pagina invita a segnalare tutti i dettagli che sembrano importanti per l'identificazione delle vittime o dei feriti: tatuaggi, piercing, gioielli, dentatura particolare, placche, viti, impianti.
12:27
12:27
Il cordoglio del Papa
«Dopo aver appreso del tragico incendio divampato a Crans-Montana la notte del 1. gennaio, che ha causato oltre quaranta vittime e molti feriti», papa Leone XIV «si unisce al lutto delle famiglie e dell'intera Confederazione elvetica». È quanto si legge nel telegramma di cordoglio inviato, a nome del Pontefice, dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin al vescovo di Sion, mons. Jean-Marie Lovey.
Il Papa desidera «esprimere la sua compassione e la sua preoccupazione alle famiglie delle vittime». E «prega affinché il Signore accolga i defunti nella Sua dimora di pace e luce e sostenga il coraggio di coloro che soffrono nel cuore o nel corpo».
«Possa la Madre di Dio, nella sua tenerezza, portare il conforto della fede a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia e mantenerli nella speranza», conclude il messaggio.
11:48
11:48
Imbandieramento a mezz’asta a Palazzo delle Orsoline
In seguito alla tragedia verificatasi a Crans-Montana, la Cancelleria dello Stato ha proceduto oggi a issare le bandiere a mezz’asta a Palazzo delle Orsoline, sede del Governo e del Parlamento. Anche i Comuni ticinesi sono invitati ad allinearsi a questo segno di lutto e solidarietà, per i prossimi cinque giorni – a partire da oggi e fino al 6 gennaio incluso – in linea con la decisione presa dalla Confederazione. Le autorità cantonali esprimono ancora una volta le più sentite condoglianze, a nome di tutta la popolazione ticinese, alle famiglie delle vittime e ai loro cari.
11:36
11:36
I proprietari del Constellation sono una coppia francese
Secondo il registro di commercio del Vallese, il Constellation è di proprietà dal 2015 di una coppia di nazionalità francese. Al momento dell'incendio, nel locale si trovava la donna, originaria della Costa Azzurra. Il marito si trovava in uno degli altri due locali in loro possesso (uno a Crans-Montana, l'altro a Lens).
Un amico della coppia, Jean-Thomas Filippini, intervistato dall'AFP, ha raccontato di avere ricevuto un video dal locale la notte di Capodanno. «Ho cercato di contattarli per tutta la notte. È stata la moglie a rispondermi verso le 5 del mattino, dicendomi che erano vivi e che era stata una catastrofe». La donna, secondo i media francese, avrebbe riportato un'ustione al braccio.
La coppia si è trasferita in Vallese nei primi anni Duemila e nel 2015 hanno rilevato Le Constellation, che all’epoca risultava abbandonato, scrive Corse-Matin, secondo cui i due hanno successivamente trasformato il locale in un punto di riferimento della vita notturna, particolarmente frequentato durante l’alta stagione turistica.
11:24
11:24
«Se potete dare una mano, contattateci»
L'Organizzazione cantonale vallesana di soccorso (OCVS) sta raccogliendo offerte di aiuto da parte di coloro che hanno le competenze per assistere gli altri (psicologi ecc.). Se siete in grado di dare una mano in questa tragica situazione, scrivete a [email protected]».
11:23
11:23
Polonia e Francia pronte ad accogliere feriti
Gli ospedali polacchi sono pronti ad accogliere quattordici persone ferite nell'incendio di Crans-Montana (VS). Lo ha annunciato oggi il primo ministro polacco Donald Tusk, in risposta a una richiesta delle autorità svizzere. Tusk ha espresso le proprie condoglianze «alle famiglie e ai parenti delle vittime» e ha assicurato la solidarietà della Polonia, precisando che il suo Paese è pronto a fornire assistenza medica specializzata. Inoltre, altri tre feriti sono stati ricoverati in Francia, in ospedali di Lione e Parigi. Si tratta di due cittadini francesi e uno svizzero, secondo una fonte diplomatica francese.
I posti letto
Il ministero della sanità francese ha messo a disposizione 19 posti letto, di cui 15 per adulti e quattro per bambini, per accogliere i feriti su richiesta delle autorità elvetiche, ha dichiarato un portavoce delle autorità francesi a France Info TV.
11:18
11:18
La testimonianza: «Ho visto le fiamme e sono intervenuto, decine di ragazzi chiedevano aiuto»
«Volevo che i miei figli andassero a divertirsi al Constellation, per fortuna non mi hanno ascoltata». «Ho pensato, fra me e me: morirò davvero così?». Sono molte le testimonianze raccolte dai giornalisti nelle ultime ore a Crans-Montana. Una arriva direttamente dal letto dell'ospedale di Sion: Paolo Campolo, ricoverato con un'intossicazione, è stato intervistato da Laura Pace, del Messaggero. Sul web le sue parole sono state condivise da molti e, per tutti, è «un eroe».
Abita a 50 metri dal Constellation e insieme a un altro uomo è riuscito a sfondare una porta secondaria. La figlia di 17 anni era attesa dal suo ragazzo nel locale e le fiamme sono scoppiate proprio mentre lei stava per entrare. Il fidanzato «si è salvato per pochi secondi, ma ora è ricoverato a Basilea con gravi ustioni». Campolo, allertato dalla figlia, è subito sceso in strada e si è attivato per aiutare, prima dell'arrivo dei soccorsi. «Ho cercato una via d’uscita alternativa. Ho trovato una porta. Non so se fosse l’uscita di emergenza o di servizio. Si apriva verso l’esterno, ma era bloccata o chiusa all’interno. Ma dietro, attraverso il vetro, vedevo piedi e mani. Corpi a terra. La struttura non aveva ceduto, ma dentro era una trappola». Insieme a un'altra persona, sono riusciti a sfondare la porta. «Le dico solo che ci sono caduti addosso diversi corpi. Di ragazzi vivi ma ustionati. Alcuni coscienti, altri no. Chiedevano aiuto in varie lingue, anche in italiano. Ho estratto a mani nude i ragazzi. Uno dopo l’altro. Erano vivi, ma feriti, alcuni gravemente, e intossicati. Con quell’altro uomo improvvisato soccorritore li trascinavamo fuori e li lasciavamo a terra, nel punto di raccolta davanti al locale. Continuavano a urlare. Io pensavo solo una cosa: potrebbero essere i miei figli».
10:52
10:52
Crans-Montana, bandiere a mezz'asta su Palazzo federale
Bandiere a mezz'asta su Palazzo federale, da oggi e per cinque giorni, in segno di lutto dopo la tragedia di ieri a Crans-Montana. Nell'incendio di un locale sono perite oltre 40 persone, mentre altre decine lottano fra la vita e la morte a causa delle ustioni. L'annuncio del lutto è stato fatto ieri dal presidente della Confederazione, Guy Parmelin, giunto sul luogo del dramma verificatosi la notte di Capodanno. «Oggi la Svizzera è triste, ma anche unita nel cuore», ha dichiarato Parmelin durante una conferenza stampa tenutasi a Sion con le autorità locali. «Si tratta di una delle peggiori tragedie che il nostro Paese abbia mai vissuto», ha affermato il consigliere federale.

© KEYSTONE/ANTHONY ANEX
10:42
10:42
Rinviati gli Sports Awards
Gli «Sports Awards 2025» previsti per domenica sera non avranno luogo. Questa decisione è stata presa per rispetto delle vittime dell'incendio avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, indica una nota della SSR. Il galà televisivo a Zurigo sarà recuperato in un secondo momento, precisa il comunicato. La data non è ancora stata fissata.
L'evento
Dal 1950 vengono premiati i migliori atleti svizzeri dell'anno. Gli Sports Awards non sono mai stati completamente cancellati, ma nel 2020 l'appuntamento è stato trasformato in un galà speciale («I migliori di 70 anni») a causa della pandemia di coronavirus.
10:15
10:15
Ci sono ancora molti feriti da identificare
Delle circa cento persone ricoverate in ospedale, molte non sono ancora state identificate, ha dichiarato il consigliere di Stato, Stéphane Ganzer, alla radio francese RTL. «Ci vorrà probabilmente ancora un giorno intero per poterlo fare», ha aggiunto il «ministro» responsabile della sicurezza.
Al momento non è stato comunicato un nuovo bilancio delle vittime, viene confermata la cifra di «una quarantina di morti» diffusa ieri. Un bilancio «terribile» che «potrebbe peggiorare», ha tuttavia avvertito Stéphane Ganzer a radio RTL.
«Tra gli 80 e i 100 feriti» sono ancora in uno stato critico, ha rammentato Ganzer. «Si tratta di un bilancio in evoluzione poiché sappiamo che le persone ferite, quando hanno circa il 15% della superficie corporea ustionata di terzo grado, corrono il rischio di morire nelle ore e nei giorni successivi, poiché la sepsi può diffondersi in tutto l'organismo», ha proseguito.
10:00
10:00
Tajani dai familiari degli italiani coinvolti
Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, sarà oggi a Crans-Montana per incontrare le famiglie dei connazionali rimasti coinvolti nel tragico incendio occorso la notte di Capodanno che ha provocato decine di morti e feriti. L'Ambasciatore d'Italia in Svizzera Cornado ha anticipato che all'arrivo della delegazione di Tajani a Crans-Montana le autorità locali dovrebbero condividere la situazione completa degli italiani: al momento sono 19 quelli coinvolti, di cui 13 ricoverati e 6 ancora dispersi.
08:24
08:24
«Alcuni dottori francesi specializzati in grandi ustionati potrebbero venire in Vallese»
Intervistato dalla radio romanda RTS, il consigliere di Stato Mathias Reynard ha spiegato che la situazione negli ospedali rimane molto tesa. «Diverse persone che erano in ferie sono venute a lavorare per aiutare i colleghi», ha osservato il presidente dell'esecutivo vallesano. Inoltre, sono in corso discussioni per il trasferimento di competenze in campo medico. Alcuni dottori francesi specializzati in grandi ustionati potrebbero venire in Vallese, ha sottolineato.
Il «ministro» ha voluto anche ringraziare «quei cittadini e giovani che hanno salvato vite umane». Reynard non ha voluto fornire ulteriori dettagli sulle cause della tragedia, specificando che le prime ipotesi avanzate (incendio generalizzato) sono state confermate.
08:08
08:08
Molte famiglie in attesa di notizie
Dopo il devastante incendio di ieri in un bar di Crans-Montana VS, il giorno dopo molte famiglie sono ancora nell'incertezza. L'identificazione delle circa 40 vittime è ancora in corso, ha dichiarato stamane un portavoce della polizia.
Il lavoro potrebbe protrarsi per giorni, ha spiegato a Keystone-ATS. È un lavoro molto difficile, dato l'elevato numero di vittime, ha sottolineato il funzionario. L'attenzione al momento è rivolta alle famiglie. «Vogliamo procedere il più rapidamente possibile», ha continuato il portavoce affinché l'attesa per queste persone finisca al più presto. Nel frattempo, le autorità sono in stretto contatto con i famigliari che ricevono assistenza psicologica.
Intervistato dalla radio romanda RTS, il consigliere di Stato Mathias Reynard ha sottolineato anche lui che l'identificazione delle vittime richiederà ancora del tempo.
08:07
08:07
L'appuntamento alle 20 con candele, fiori, messaggi e tante lacrime
«Una delle peggiori tragedie del Paese». Con queste parole, ieri in conferenza stampa, il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha descritto il terribile incendio che ha colpito nella notte di capodanno il Constellation di Crans-Montana. «I nostri pensieri sono con le famiglie che sono nell’angoscia: alcuni non sanno ancora se il loro figlio è deceduto, alcune sono all’ospedale, vivono momenti molto difficili. Faremo tutto il possibile perché le cose si svolgano con la massima rapidità».
Ieri sera, circa quattrocento persone hanno partecipato alla messa in Chiesa. Alle 20, fuori dall'area transennata del Constellation, centinaia di persone si sono date appuntamento per un momento di raccoglimento. Lacrime, fiori e candele.
Il numero della Helpine per familiari, amici o testimoni: 0848 112 117
07:57
07:57
Crans-Montana, ecco come potrebbero essere partite le fiamme
«L'attenzione è rivolta all'identificazione dei corpi». È stato ribadito più volte, ieri in conferenza stampa a Crans-Montana, dopo il terribile incendio che ha colpito nella notte di capodanno il Constellation, causando una quarantina di vittime e 115 feriti (stando a quanto si sa finora). I giornalisti hanno posto molte domande in merito alle cause del rogo e alle responsabilità. Ma la prudenza è d'obbligo.
Il consigliere di Stato responsabile della sicurezza con un passato nei pompieri Stéphane Ganzer ha definito il rogo un embrasement généralisé, ossia un rogo generalizzato. Tradotto in inglese con flashover, un fenomeno pericolosissimo che vede il fuoco propagarsi all’improvviso e con violenza in ambienti chiusi, con il passaggio repentino da un incendio localizzato a un incendio generalizzato: quando il calore si accumula sotto al soffitto, i gas di combustione si diffondono nello spazio e la temperatura sale molto rapidamente a diverse centinaia di gradi, provocando l’accensione simultanea di altri materiali combustibili, con una propagazione fulminea delle fiamme.
Un video pubblicato sui social mostra chiaramente il soffitto del piano interrato prendere fuoco molto rapidamente. Inoltre, stando a diversi testimoni, l’incendio potrebbe essere stato innescato da una candela pirotecnica (o candela pirica) inserita in una bottiglia di champagne. «Le cameriere giravano con le bottiglie di champagne, con attaccate queste candele pirotecniche. Il soffitto ha preso fuoco, tutto assieme, all'improvviso», ha raccontato un ragazzo al Corriere del Ticino. «Non c'era modo di uscirne, tutti cercavano di farlo ma nessuno poteva entrare per aiutare. Alla fine ha prevalso l'istinto di sopravvivenza, ho rotto una finestra e sono riuscito a uscire assieme ad altre due persone dietro di me. Credo ci fossero duecento persone nel seminterrato. Ho usato un tavolo per ripararmi dal calore e dalle fiamme».
Ma su questo fronte le autorità hanno invitato alla prudenza e l’origine del rogo resta ufficialmente ancora ignota. Come ribadito a più riprese dalla procuratrice Beatrice Pilloud, sarà unicamente l’inchiesta a stabilirne le cause.
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Altre domande aperte riguardano poi la sicurezza all’interno del locale. Diversi testimoni hanno parlato dell’assenza di uscite di emergenza. «Solo una scala portava all’uscita del locale». E alcuni testimoni hanno raccontato della calca che si è prodotta tra i ragazzi mentre cercavano di uscire dal bar per salvarsi la vita mentre le fiamme divampavano al pianterreno. Anche qui, però, la procuratrice non ha voluto speculare. Sarà l’inchiesta a rispondere a queste domande.
16:30
16:30
La conferenza stampa delle autorità cantonali si è conclusa
