Saint-Prex, «il vento si è alzato durante il finale»: parla il responsabile dei fuochi

Il rogo sulla piattaforma dei fuochi d’artificio di Saint-Prex, nel canton Vaud, non ha provocato feriti, ma ha trasformato il finale dello spettacolo del Primo agosto in una sequenza incontrollata di esplosioni e fiamme. A un giorno dall’incidente, il responsabile tecnico dell’evento ha fornito alcuni elementi sulla dinamica. «Purtroppo il vento si è alzato durante il finale e tutto ha preso fuoco», ha spiegato il capo-pirotecnico Sébastien Ravay a RTS. Il vento avrebbe quindi contribuito alla propagazione delle fiamme proprio nella fase conclusiva dello spettacolo, quando sulla chiatta erano ancora presenti diversi dispositivi pirotecnici.
La chiatta era sorvegliata
Il fuoco è divampato sulla piattaforma posizionata sul lago, dalla quale venivano lanciati i fuochi. Lo spettacolo è stato interrotto, ma anche dopo la conclusione ufficiale alcuni articoli pirotecnici hanno continuato a esplodere, provocando una «raffica spontanea e caotica» di botti. L’imbarcazione di soccorso si trovava già sul lago per garantire la sorveglianza dell’evento. Ha raggiunto la chiatta in fiamme, messo in salvo l’equipaggio e contribuito a spegnere l’incendio. Giovanni Luca Di Fronzo, responsabile del servizio di salvataggio di Saint-Prex, ha riferito a Keystone-ATS che a bruciare sarebbe stata principalmente la copertura in legno della piattaforma, destinata a proteggere l’imbarcazione dal calore dei fuochi. La struttura dovrà essere sostituita.
Ravay ha spiegato che gli organizzatori mantengono sul lago una distanza di sicurezza di 300 metri dal pubblico proprio per limitare i rischi in caso di incidente. Un evento di questo tipo è previsto nei protocolli di sicurezza, ha aggiunto, ma in vent’anni di attività non gli era mai capitato di assistere a un rogo simile. Secondo Di Fronzo, non vi sarebbe stato un pericolo concreto per la popolazione e i danni materiali sarebbero limitati alla copertura della chiatta.
Un’eccezione in un’estate a rischio incendi
L’incidente riaccende il tema delle condizioni nelle quali, quest’anno, sono stati autorizzati gli spettacoli pirotecnici. In vista del Primo agosto, la siccità e la vulnerabilità della vegetazione avevano spinto diversi Comuni ad annullare i fuochi e le autorità a introdurre divieti per l’accensione di fuochi all’aperto e l’utilizzo di materiale pirotecnico. In Ticino, il divieto di accendere fuochi pirotecnici, petardi e falò era entrato in vigore il 6 luglio. Erano tuttavia possibili autorizzazioni eccezionali, in particolare per gli spettacoli organizzati sui laghi – come a Lugano –, ritenuti più controllabili sotto il profilo del rischio d’incendio.
La questione è destinata a tornare al centro del dibattito anche sul piano nazionale. Il prossimo 29 novembre il popolo sarà chiamato a votare sull’iniziativa popolare «Per una limitazione dei fuochi d’artificio», che chiede di vietare la vendita e l’utilizzo privato del materiale pirotecnico rumoroso, lasciando spazio agli spettacoli pubblici in occasioni particolari. Il caso di Saint-Prex non anticipa l’esito del voto, ma mostra quanto rapidamente una manifestazione organizzata e sorvegliata possa assumere un andamento imprevisto.

