L'altro oggetto

Servizio civico, il secondo peggior risultato degli ultimi 25 anni

L’84,1% ha affossato il testo «Per una Svizzera che si impegna» – Pfister: «La proposta non è economicamente sensata»
©ALESSANDRO DELLA VALLE
Luca Faranda
30.11.2025 21:30

L’iniziativa «Per una Svizzera che si impegna», o «Servizio civico», non ha avuto alcuna chance alle urne. I votanti l’hanno respinta con un netto 84,1% di no: in tutti i Cantoni la quota di contrari (a eccezione di Basilea, con il 79,7%) è stata superiore all’80%. In Ticino, la proposta è stata affossata dall’86,5% dei votanti. Nemmeno in un Comune il testo ha saputo ottenere una maggioranza di favorevoli.

Per trovare un’iniziativa che ha avuto meno successo bisogna tornare all’8 marzo del 2015: la proposta dei Verdi liberali dal titolo «Imposta sull’energia invece dell’IVA» era stata respinta dal 92% di chi si era recato alle urne. Per l’iniziativa Servizio civile, si tratta dunque del secondo peggior risultato negli ultimi 25 anni.

Comitato interpartitico

L’iniziativa popolare è stata presentata nell’ottobre 2023 da un comitato interpartitico - nessun partito di Governo, però, ha deciso di sostenerla - e prevedeva che tutte le persone con cittadinanza svizzera, donne incluse, prestassero un servizio a beneficio della collettività e dell’ambiente. Non solo sotto forma di servizio militare, ma di altri servizi per la comunità equivalenti e riconosciuti dalla legge. La responsabile della campagna per il sì all’Iniziativa Servizio civico, Noémie Roten, ha espresso ai microfoni di RTS un «sentimento contrastante». Tra la delusione per il risultato e l’orgoglio di aver portato il dibattito sulla scena politica, ha invitato a «rompere gli stereotipi» e si aspetta che il tema ritorni nei prossimi anni. Delusione è stata espressa dal PEV secondo il quale l’iniziativa avrebbe rafforzato la sicurezza nazionale e la coesione sociale oltre ad alleviare i problemi di risorse nell’esercito e nella protezione civile. Da parte sua il PVL sostiene che l’ultima parola sul Servizio civico non è ancora detta. Secondo i Verdi liberali l’accettazione dell’iniziativa avrebbe garantito i numeri necessari per l’esercito e la protezione civile, facendo al contempo un passo verso una maggiore uguaglianza.

Soddisfazione è invece stata espressa dagli altri partiti. Tra chi (come l’UDC, il PLR e le associazioni legate al mondo della difesa) temeva un indebolimento dell’Esercito e chi (ad esempio i Verdi e il PS) vedeva nell’iniziativa una costrizione a impegnarsi in un «servizio obbligatorio militarizzato», giustificandolo con l’uguaglianza. Secondo il Centro l’Iniziativa Servizio civico andava troppo lontano. La Svizzera ha bisogno di un sistema di milizia che risponda alle esigenze della popolazione, che copra le sfide di sicurezza sia interne che esterne e che allo stesso tempo non gravi sulla nostra economia e società, sottolinea il partito in un Comunicato. Anche le associazioni economiche hanno reagito positivamente alla netta bocciatura.

Al termine dello spoglio, il consigliere federale Martin Pfister ha richiamato l’attenzione sul fatto che l’iniziativa andasse oltre le necessità attuali e non sarebbe stata economicamente sensata. Tuttavia, ha assicurato il «ministro» della Difesa, continueranno gli sforzi per aumentare la quota di donne nell’esercito e nella protezione civile.

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