Svizzera-UE

«Svizzera e UE hanno fatto più progressi nell'ultima settimana che in anni»

Ignazio Cassis e Kaja Kallas hanno firmato una dichiarazione congiunta sul rafforzamento della cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza e hanno concluso un accordo che semplifica la partecipazione della Svizzera alle missioni di pace dell’UE
© KEYSTONE (Michael Buholzer/Keystone via AP)
Red. Online
05.03.2026 20:54

In un contesto geopolitico sempre più instabile, le relazioni con l'Unione Europea si stanno intensificando. Tre giorni dopo la firma a Bruxelles del pacchetto di accordi Svizzera-UE da parte del presidente della Confederazione, Guy Parmelin, e della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, l'alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaja Kallas si è recata a Zurigo. È stata accolta dai consiglieri federali Ignazio Cassis (DFAE) e Martin Pfister (DDPS) per la firma di una dichiarazione congiunta e un accordo tecnico nel campo della politica estera e di sicurezza. Il portavoce del DFAE  ha parlato dell'«istituzionalizzazione» di un dialogo già esistente a livello di segretari di Stato, con «l'obiettivo di rafforzarlo istituendo un dialogo politico annuale ad alto livello» tra Cassis e Kallas.

L'alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri è stata invitata in occasione degli 80 anni dall'appello pronunciato da Winston Churchill, proprio a Zurigo, per un'Europa Unita. Kallas ha esortato i Paesi europei a impegnarsi a favore di un ordine mondiale basato sulle regole e sul diritto internazionale. In caso contrario si rischiano ancora più crisi e guerre. «L'ordine basato sulle regole si sta visibilmente sgretolando», ha affermato Kallas all'Università di Zurigo. Questo sviluppo è destinato a portare ulteriori crisi e guerre. L'Europa è molto legata al vecchio ordine basato su regole e deve ora decidere se continuare a permettere questa spirale discendente o se difendere i valori comuni e il diritto internazionale, ha detto.

Ignazio Cassis e Kaja Kallas hanno firmato una dichiarazione congiunta sul rafforzamento della cooperazione in materia di politica estera e di sicurezza. È stato inoltre concluso un accordo che semplifica la partecipazione della Svizzera alle missioni di pace dell’UE. La dichiarazione congiunta e il nuovo accordo non fanno parte del pacchetto Svizzera-UE (Bilaterali III), precisa il DFAE.

La dichiarazione congiunta – approvata dal Consiglio federale il 12 dicembre 2025 – introduce un dialogo politico regolare a livello ministeriale, arricchendo il dialogo già in atto tra la Svizzera e l’UE di un’ulteriore dimensione strategica. L’obiettivo è analizzare tempestivamente gli sviluppi internazionali, identificare gli interessi comuni e intensificare in modo mirato la cooperazione sulle principali questioni della sicurezza in Europa. 

L’accordo quadro di partecipazione («Framework for Participation Agreement», FPA) fissa chiare disposizioni giuridiche e amministrative di carattere generale per eventuali contributi futuri della Svizzera alle missioni civili e militari dell’UE. Le procedure per gli invii di personale vengono semplificate senza l’aggiunta di nuovi obblighi: la Svizzera continuerà a decidere caso per caso sulla partecipazione concreta secondo la legge federale su misure di promozione civile della pace e di rafforzamento dei diritti dell’uomo e la legge militare, ha precisato il capo del DFAE. «Se dei soldati svizzeri dovessero essere inviati da qualche parte, il Parlamento avrà, come finora, l’ultima parola». L’accordo è in linea con la neutralità della Svizzera. Le commissioni competenti del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati sono state consultate sul mandato negoziale. Il Consiglio federale ha approvato l’accordo il 5 dicembre 2025.

«La recente escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran è diventata reale. E al giorno d’oggi nessun conflitto regionale rimane regionale», ha dichiarato davanti ai media Ignazio Cassis riferendosi alla situazione in Medio Oriente. Il conflitto ha ripercussioni in particolare sull’approvvigionamento energetico della Svizzera ed è quindi ancora più importante per la Confederazione mantenere relazioni stabili con l’UE. «La nostra cooperazione va oltre i Bilaterali III. È sorprendente, ma finora non avevamo un accordo per un dialogo annuale. La firma odierna colma questo divario – ha aggiunto il capo del DFAE –. Il nostro approccio è legato alla tradizione umanitaria della Svizzera e alla diplomazia. In tempi come questi siamo forti quando siamo uniti, insieme per pace, stabilità e sicurezza in Europa».

Per Kaja Kallas «nell'ultima settimana Unione europea e Svizzera hanno fatto più progressi nella loro partnership che in anni. La Svizzera ha sempre contribuito alla sicurezza dell'Europa e gliene siamo grati».

La dichiarazione firmata oggi, come detto, prevede un dialogo politico annuale a livello ministeriale tra l’UE e la Svizzera. La prima attuazione era prevista immediatamente dopo la firma: si è discusso sulle attuali crisi internazionali e su questioni attinenti alla politica di sicurezza, tra cui la guerra contro l’Ucraina, l’escalation in Iran e in Medio Oriente, la gestione della disinformazione, le condizioni quadro per l’industria degli armamenti e le relazioni transatlantiche. «Tutti concordano sul fatto che la guerra in Ucraina debba finire il più rapidamente possibile. Ma la Russia non vuole la pace. Per questo motivo è necessario continuare a sostenere l’Ucraina ed esercitare una pressione ancora più forte sulla Russia», ha dichiarato l'alta rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. «L’aggressione della Russia non deve in alcun caso essere ricompensata».

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