Svizzera, l’inflazione sale all’1%: massimo da oltre due anni

L'inflazione in Svizzera è tornata a salire. A settembre si è attestata all'1% per la prima volta da oltre due anni, secondo quanto reso noto dall'Ufficio federale di statistica (UST). Nel mese precedente era stato misurato lo 0,8%.
Prezzi stabili rispetto ad agosto
Il dato dell’1% indica la variazione dei prezzi rispetto a settembre 2025. Nel confronto con il mese precedente, invece, l’indice nazionale dei prezzi al consumo è rimasto invariato a 101,5 punti (base dicembre 2025 = 100). L’accelerazione del rincaro annuo non si è quindi tradotta in un aumento medio dei prezzi tra agosto e settembre.
La stabilità mensile è il risultato di movimenti in direzioni opposte. Sono aumentati l’olio da riscaldamento, la benzina e il diesel. Sono invece diminuiti i prezzi dei viaggi forfetari internazionali, del noleggio auto e del car sharing, così come quelli degli alberghi e delle strutture paralberghiere.
Energia e trasporti tra le voci in aumento
Su base annua, l’aumento più marcato riguarda i prodotti petroliferi, rincarati del 31,2%. Nel complesso, la categoria «energia e carburanti» segna un +11,7% rispetto a settembre 2025. Tra i gruppi principali, i prezzi dei trasporti sono saliti del 3,6%, quelli di abitazione ed energia del 2,2% e quelli delle assicurazioni e dei servizi finanziari del 2,3%.
L’aumento è più contenuto per ristoranti e alberghi (+0,8%) e per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche, che nel confronto annuo registrano invece un calo dell’1%. Anche indumenti e calzature costano meno rispetto a un anno fa (-1,9%).
I prodotti importati sono rincarati del 2,1% su base annua, contro lo 0,7% dei prodotti indigeni. Il dato segnala una dinamica più sostenuta per i beni provenienti dall’estero, in un quadro nel quale i prezzi dell’energia continuano a incidere sull’indice complessivo.
L’inflazione di fondo e il confronto europeo
Lo zoccolo dell’inflazione, che esclude prodotti freschi e stagionali, energia e carburanti, è rimasto invariato rispetto ad agosto e segna un aumento annuo dello 0,5%: la metà del rincaro registrato dall’indice generale.
L’indice dei prezzi al consumo armonizzato, calcolato secondo una metodologia comune ai Paesi dell’Unione europea per consentire confronti internazionali, è invece diminuito dello 0,1% rispetto al mese precedente. Su base annua ha registrato un aumento dell’1,2%.
