Swiss e i voli di rimpatrio: «Dal DFAE, per ora, nessun mandato»

Cittadini svizzeri bloccati in Medio Oriente (4.800, secondo le ultime stime) e voli di rientro. A che punto siamo? La questione, di per sé, è spinosa. La Confederazione, in linea di massima, non organizza rimpatri. Ma, è stato detto ieri in conferenza stampa, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) è in contatto con Swiss, la compagnia di bandiera elvetica, per capire e valutare le possibili mosse. Ci sono novità, in questo senso? Detto che, negli Emirati Arabi Uniti, sono parzialmente riprese le operazioni, da noi contattata Swiss ha confermato, da un lato, i contatti con il DFAE ma, dall'altro, ha specificato che «per un volo di rimpatrio classico è necessario un incarico ufficiale del DFAE». E ancora: «Non abbiamo ricevuto alcun incarico di questo tipo».
Indipendentemente da ciò, ribadisce Swiss, «continuiamo a valutare attentamente se e a quali condizioni possiamo volare nelle vicinanze della regione colpita, al fine di offrire una prospettiva ai nostri passeggeri e ai cittadini svizzeri che si trovano nella zona». In questo senso, il vettore ci tiene a precisare, pur comprendendo lo stress di molti viaggiatori, che ogni passo «va valutato in modo responsabile». Ovvero, «la sicurezza viene prima della rapidità».
Sollecitato dal Corriere del Ticino, il DFAE ha ribadito di essere in contatto regolare con Swiss e di valutare «costantemente le opzioni» affinché i cittadini svizzeri bloccati possano «lasciare la regione». «Non appena saranno disponibili mezzi di trasporto affidabili e sicuri, i cittadini svizzeri interessati saranno immediatamente informati tramite l'applicazione TravelAdmin. A causa dell'escalation del conflitto in Medio Oriente, tuttavia, i principali spazi aerei rimangono in gran parte chiusi ai voli civili. Di conseguenza, anche gli Stati che dispongono di proprie capacità di trasporto aereo possono attualmente operare solo in modo molto limitato». Di più, «anche se i movimenti aerei fossero in linea di principio possibili, i voli supplementari richiederebbero numerose autorizzazioni». Parliamo di slot, diritti di sorvolo, specifiche di sicurezza. Visto il contesto, tali autorizzazioni «sono difficili, se non impossibili, da ottenere».
La Svizzera, ricorda poi il DFAE, «non dispone di propri aerei da trasporto» da usare «per partenze organizzate». Di qui l'importanza di intrattenere scambi regolari con i Paesi partner, oltre a contatti bilaterali «con centri di crisi stranieri». Alcune compagnie aeree, si legge nella nota, «hanno ripreso oggi il traffico aereo commerciale in misura molto limitata». Le stesse si stanno impegnando a informare «direttamente i passeggeri che hanno già effettuato prenotazioni in merito alla ripresa dei voli e alle possibilità di modifica».
