Svizzera

Valanghe, deragliamenti ed evacuazioni, non c'è pace per il Vallese

Dal treno uscito dai binari nella Lötschental, causando cinque feriti, alle cinquanta persone sfollate a Orsières: facciamo il punto
©PETER SCHNEIDER
Luca Faranda
16.02.2026 20:00

Neve, neve e ancora neve. Non c’è pace per i vallesani in questo inizio di 2026: a complicare le cose, da oggi fino (almeno) a domani, saranno le basse temperature, il vento e soprattutto il rischio di valanghe. Oggi, già in mattinata, un treno regionale della BLS è uscito dai binari sulla linea fra Goppenstein e Hohtenn, nella Lötschental. La causa? Proprio una valanga, stando ai primi elementi dell’inchiesta, che avrebbe attraversato la ferrovia poco prima del passaggio del convoglio, attorno alle 7.00 di mattina. Cinque persone, sulle 29 persone a bordo del treno, sono rimaste ferite: una è stata trasportata all’ospedale di Sion, mentre le altre quattro sono state assistite sul posto e non hanno richiesto alcun ricovero, ha precisato in una nota la polizia cantonale vallesana, aggiungendo che tutti gli altri passeggeri sono stati sfollati in sicurezza. Spetterà ora al Ministero pubblico indagare per determinare le circostanze esatte del sinistro.

Grado di pericolo 4 su 5

Restano, però, i disagi: la linea tra Goppenstein e Briga è stata chiusa a seguito dell’incidente e si prevede che lo resterà fino a sabato mattina, ha scritto sul proprio profilo X la BLS questo pomeriggio. Un servizio di bus sostitutivi è stato istituito per ovviare al disagio.

Le intemperie, tuttavia, non toccano solo il canton Vallese: il bollettino valanghe dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) indica un grado di pericolo «forte» (ovvero di 4 su una scala di 5) per tutto l’arco alpino: dai Grigioni, fino al canton Vallese passando anche per la Val Bedretto (la strada è chiusa a partire da Airolo fino a nuovo avviso).

C’è però una regione che potrebbe essere più colpita delle altre e si trova proprio in Vallese: nei pressi di Orsières, sulla strada che porta da Martigny al Gran San Bernardo, il pericolo di valanghe ha raggiunto già durante la giornata di oggi il livello «4+».

Situazione monitorata

A causa del maltempo e dei forti venti, oggi è stato diramato un ordine di evacuazione (dalle 11.00 fino a nuovo avviso) per diverse zone del comune di Orsières. Una cinquantina di persone (già avvisate la sera precedente) ha dovuto lasciare le abitazioni situate sul Plateau de l’A Neuvaz a La Fouly, così come le frazioni di Le Clou e Les Granges e la località di Ferret, precisano in una nota le autorità comunali. «Siamo riusciti a raggiungere tutti e a trovare una sistemazione a chi ne aveva bisogno», ha spiegato a Keystone-ATS il sindaco di Orsières Joachim Rausis, aggiungendo che si tratta di un’evacuazione principalmente «preventiva».

Rausis ha aggiunto che la situazione è costantemente monitorata: domani mattina verrà presa la decisione se revocare o meno l’ordine di evacuazione.

Il bollettino

L’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio, dal canto suo, indica sul bollettino che in questa regione «le vie di comunicazione esposte saranno per lo più in pericolo». La situazione sul fronte delle valanghe dovrebbe restare critica almeno fino a mercoledì e slavine di media e grande entità potrebbero verificarsi anche nei Grigioni e in Ticino.

Nell’aggiornamento serale del bollettino WSL, anche in altre regioni del Vallese il livello di allerta si è alzato fino a raggiungere il grado «4+», anche a causa del vento (proveniente dai quadranti occidentali ) che per domani e giovedì sarà da moderato a forte. Già da questa sera, avvisa l’Istituto, con l’attenuarsi delle nevicate il numero di valanghe spontanee diminuirà, ma la situazione rimarrà tuttavia critica anche mercoledì.

«Giovedì il pericolo di valanghe diminuirà leggermente in molte regioni, ma nel sud del Vallese, in Ticino e nei Grigioni solo in modo particolarmente lento a causa della debole struttura del manto nevoso», sottolinea ancora il WSL, ricordando che le condizioni per le escursioni e le discese fuori pista rimangono critiche in molte regioni.