La reazione

Winterthur, la condanna del Consiglio centrale islamico svizzero: «Un atto vile e barbaro»

L'organizzazione, tramite una nota, ha preso posizione in merito all'atto terroristico di oggi alla stazione: «Non permetteremo che i terroristi creino una frattura tra i musulmani e i loro concittadini»
©CLAUDIO THOMA
Red. Online
28.05.2026 17:00

Il Consiglio centrale islamico della Svizzera (CCIS) ha condannato «con la massima fermezza» il «gesto vile e barbaro» commesso questa mattina a Winterthur, dove un 31.enne cittadino svizzero di origine turca ha accoltellato tre persone. L'uomo è stato arrestato e, come emerso durante la conferenza stampa delle autorità, era appena uscito da una struttura psichiatrica.  

«Esprimiamo il nostro sincero cordoglio ai feriti e ai loro familiari» si legge nella nota. «Auguriamo alle vittime una pronta guarigione e ringraziamo le forze dell’ordine della Polizia municipale di Winterthur e della Polizia cantonale di Zurigo per il loro intervento rapido e deciso». L'autore del gesto, è stato spiegato, aveva legami con lo Stato Islamico, noto anche come ISIS. «Se questo legame dovesse essere confermato, avremmo a che fare con l’opera di un’ideologia che non ha nulla in comune con l’Islam» ha chiarito il Consiglio. «Il cosiddetto Stato Islamico non è un movimento islamico, bensì una setta terroristica perversa, il cui unico obiettivo consiste nel seminare zizzania, uccidere innocenti e danneggiare la reputazione dei musulmani in tutto il mondo».

«Questa setta», spiega sempre il Consiglio centrale islamico della Svizzera, strumentalizza le parole sacre della religione «per legittimare l’odio e la violenza». Il CCIS, di riflesso, respinge «con la massima fermezza» tali affermazioni. È «una vergogna» che, nel secondo giorno dell’Eid al-Adha, la festività islamica più importante, un musulmano abbia compiuto atti del genere.

Il CCSI, infine, invita tutti i musulmani in Svizzera a mantenere alta la guardia, a segnalare tempestivamente eventuali tendenze alla radicalizzazione nel proprio ambiente e a contribuire attivamente alla prevenzione. «Questo atto è diretto contro la nostra società comune. Non permetteremo che i terroristi creino una frattura tra i musulmani e i loro concittadini».

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