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Il ministro iraniano degli Esteri: «Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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10:33
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Droni iraniani contro un aeroporto in Azerbaigian
L'Iran ha lanciato attacchi con droni sull'aeroporto internazionale di Nakhchivan, nell'omonima exclave dell'Azerbaigian. Lo riferisce l'agenzia governativa azera Apa, aggiungendo che altri droni sono caduti «in altri luoghi» del Paese, senza fornire ulteriori dettagli. Video sul posto mostrano ingenti danni e colonne di fumo nero.
Il ministero degli Esteri dell'Azerbaigian ha poi confermato che «attacchi con droni sul Nakhchivan sono stati effettuati dal territorio iraniano», riferisce ancora Apa, La Repubblica autonoma del Nakhchivan è un'exclave dell'Azerbaigian che confina con il territorio iraniano e in parte con la Turchia e la regione di Syunik dell'Armenia.
Il ministero ha convocato l'ambasciatore iraniano a Baku.
L'Azerbaigian ha rafforzato le sue relazioni con gli Stati Uniti di Donald Trump, pur ricucendo in parte la crisi con la Russia che aveva fatto seguito all'abbattimento dell'aereo di linea da Baku a Grozny il 25 dicembre del 2024 sul Kazakstan da parte di un missile della difesa aerea russa.
Baku ha anche recentemente intensificato la sua cooperazione militare con Israele, provocando tensioni con l'Iran, dove vivono fra i 15 e i 20 milioni di iraniani di etnia azera e con cui aveva a lungo mantenuto relazioni pragmatiche.
10:27
10:27
L'aeroporto Ben Gurion riapre, atterrati i primi voli con rimpatri
L'aeroporto israeliano Ben Gurion ha riaperto dopo cinque giorni di chiusura, a seguito dell'inizio degli attacchi militari congiunti israelo-americani contro l'Iran.
Il primo volo di ritorno da Atene è atterrato questa mattina, riportando cittadini israeliani nel Paese. Lo ha annunciato il Ministero dei Trasporti. Il primo volo, operato dalla compagnia aerea nazionale israeliana El Al, è arrivato da Atene, mentre il secondo, operato da Israir, è arrivato da Roma, ha affermato il Ministero. Entrambi trasportavano 170 passeggeri.
Israele aveva annunciato la graduale riapertura del suo spazio aereo a partire da oggi per consentire ai suoi cittadini di rientrare in patria tramite l'aeroporto Ben Gurion, il principale scalo internazionale del Paese. «Stiamo facendo tutto il possibile per riportare a casa tutti gli israeliani in sicurezza», ha dichiarato il Ministro dei Trasporti Miri Regev in una nota.
Il ministro ha poi annunciato che lo spazio aereo per i voli in partenza da Israele aprirà domenica. «Dopo aver valutato la situazione, abbiamo deciso di riaprire i cieli a partire da domenica per i voli in partenza, subordinatamente agli sviluppi della sicurezza», ha detto.
09:49
09:49
Teheran: «Colpita una petroliera USA nel Golfo»
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione dell'Iran ha affermato che un missile iraniano ha colpito una petroliera statunitense nel Golfo, nel sesto giorno della guerra regionale con l'Iran, che sta infiammando il Medio Oriente.
La nave in questione «è stata colpita da un missile nel Golfo Persico settentrionale» ed «è attualmente in fiamme», ha affermato l'Irgc in un comunicato trasmesso dalla televisione di Stato, che non ha fornito ulteriori dettagli.
L'incidente - che spiega la Afp non è stato ancora confermato in modo indipendente - avviene mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione afferma di avere il «controllo totale» dello Stretto di Hormuz, una via d'acqua fondamentale per il commercio mondiale di petrolio.
09:03
09:03
Teheran: «Colpita una petroliera Usa nel Golfo»
L'Iran afferma di aver colpito una petroliera americana nel Golfo. Lo rende noto la televisione di Stato.
08:15
08:15
Decollato dall'Oman un volo speciale per il rimpatrio degli svizzeri
È decollato questa mattina dall'Oman con qualche minuto di ritardo il volo speciale organizzato da Swiss per permettere ad alcuni viaggiatori bloccati in Medio Oriente di fare rientro in Svizzera. L'arrivo allo scalo di Zurigo è previsto quindi intorno alle 14:30, anziché le 14:00.
Con questo volo, la compagnia di bandiera elvetica desidera «dare un contributo concreto e sostenere le persone coinvolte in questa situazione difficile», aveva annunciato ieri Swiss in un comunicato. L'Airbus A340 permetterà di riportare a casa 211 concittadini.
Il volo viene effettuato in stretta coordinazione con il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), ma si tratta di «un'azione indipendente condotta da Swiss». La capitale dell'Oman Mascate non è fra le destinazioni abituali della compagnia.
La situazione in Medio Oriente, al sesto giorno di guerra, rimane tesa. Il numero di concittadini elvetici bloccati nella regione ammonta ad almeno 5'200, secondo il DFAE.
08:02
08:02
Teheran: «Gli Usa si pentiranno di aver affondato una nostra nave»
Gli Stati Uniti «si pentiranno amaramente» del precedente creato con l'affondamento di una nave iraniana. Lo scrive su X il ministro degli Esteri dell'Iran Abbas Araghchi.
«Gli Stati Uniti hanno perpetrato un'atrocità in mare, a 2.000 miglia dalle coste iraniane. La fregata Dena, ospite della Marina indiana con a bordo quasi 130 marinai, è stata colpita in acque internazionali senza preavviso - scrive -. Ricordatevi le mie parole: gli Stati Uniti finiranno per pentirsi amaramente del precedente che hanno creato».
07:11
07:11
Il Senato boccia la risoluzione sullo stop ai poteri di guerra a Trump
La risoluzione sostenuta dai democratici per fermare la campagna militare americana contro l'Iran è stata bocciata dal Senato degli Stati Uniti. In base a quanto riferito dai media Usa, l'iniziativa è stata respinta con 53 voti contrari e 43 favorevoli. John Fetterman, senatore democratico della Pennsylvania, ha votato contro, come ampiamente anticipato.
Il Senato ha respinto il tentativo di frenare la guerra del presidente Donald Trump contro l'Iran, concedendogli quello che equivale a un appoggio alla campagna militare partita sabato. Il voto si è diviso in gran parte lungo le linee di partito, con i senatori repubblicani uniti nel respingere una misura che avrebbe richiesto l'approvazione del Congresso per continuare l'operazione.
Il senatore Rand Paul del Kentucky, uno dei co-sponsor dell'iniziativa, è stato l'unico repubblicano a sostenere la risoluzione, compensando la defezione sul fronte democratico del senatore John Fetterman.
Il risultato getta le basi per la bocciatura di una misura simile anche alla Camera dei Rappresentanti, offrendo al tycoon quasi carta bianca per poter proseguire i suoi propositi di conflitto contro l'Iran.
07:06
07:06
« È iniziata l'offensiva di terra di migliaia di curdi in Iran»
Migliaia di combattenti curdi hanno lanciato un'offensiva di terra contro l'Iran: lo ha dichiarato un funzionario statunitense a Fox News. La notizia è stata rilanciata anche da Axios, sempre da fonti Usa, secondo cui l'offensiva è scattata nel nord-ovest del Paese.
In precedenza, sempre dai media americani, era emerso che gruppi dissidenti curdo-iraniani con base nel nord dell'Iraq si stavano preparando per una potenziale operazione militare oltre confine in Iran, e gli Stati Uniti avevano chiesto ai curdo-iracheni di sostenerli.
Interpellato sulla questione, nel pomeriggio di ieri, il segretario alla Difesa Pete Hegseth era rimasto vago, affermando che «nessuno dei nostri obiettivi si basa sul supporto o sull'armamento di una forza in particolare. Quindi, siamo a conoscenza di ciò che altre entità potrebbero fare, ma i nostri obiettivi non sono incentrati su questo».
I gruppi curdi sono considerati il segmento più organizzato della frammentata opposizione iraniana e si ritiene che dispongano di migliaia di combattenti addestrati.
07:01
07:01
Nuovi raid israeliani su Teheran
L'esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato nuovi attacchi su Teheran.
Nelle ore precedenti l'agenzia di stampa iraniana Tasnim aveva riferito che erano state udite diverse esplosioni nella capitale ed erano state «attivate le difese».
Israele ha poi lanciato stanotte nuovi attacchi contro il Libano, effettuando raid aerei per il quarto giorno dopo l'avanzata del suo esercito in diverse città di confine nel sud del Paese coinvolto nella guerra regionale.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut». Tel Aviv aveva precedentemente ordinato ai residenti di lasciare la zona. Il Libano è stato coinvolto nella guerra lunedì, dopo che il movimento sciita ha lanciato il suo primo attacco contro Israele sostenendo di voler «vendicare» la morte del leader iraniano Ali Khamenei.
I media statali libanesi riferiscono che l'attacco israeliano ha ucciso un funzionario di Hamas, il primo omicidio mirato di un membro del gruppo militante palestinese da quando i raid israelo-americani contro l'Iran hanno scatenato una guerra regionale.
Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un «drone nemico ha preso di mira la loro casa» a Beddawi, un campo profughi palestinese vicino a Tripoli, in un attacco prima dell'alba, ha riferito la National News Agency (Nna) descrivendo l'uomo come un alto funzionario di Hamas.
06:57
06:57
Libano, alto funzionario di Hamas ucciso in un attacco israeliano
I media statali libanesi riferiscono che un attacco israeliano ha ucciso oggi un funzionario di Hamas, il primo omicidio mirato di un membro del gruppo militante palestinese da quando i raid israelo-americani contro l'Iran hanno scatenato una guerra regionale.
Wassim Atallah al-Ali e sua moglie sono stati uccisi quando un «drone nemico ha preso di mira la loro casa» a Beddawi, un campo profughi palestinese vicino a Tripoli, in un attacco prima dell'alba, ha riferito la National News Agency (Nna) descrivendo l'uomo come un alto funzionario di Hamas.
06:35
06:35
Petroliera colpita da un'esplosione al largo del Kuwait
Una petroliera è stata colpita da una «grande esplosione» nelle acque al largo del Kuwait causando una fuoriuscita di petrolio, ha dichiarato oggi l'agenzia britannica per la sicurezza marittima Ukmto, mentre la guerra in Medio Oriente paralizza il traffico marittimo nel Golfo.
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di avere il «controllo completo» dello Stretto di Hormuz, un punto cruciale del Golfo e una delle rotte commerciali più vitali al mondo per l'energia. «Il comandante di una petroliera all'ancora riferisce di aver assistito e udito una grande esplosione a babordo, per poi vedere una piccola imbarcazione allontanarsi» al largo della zona di Mubarak Al-Kabeer, ha dichiarato l'Ukmto su X. «C'è petrolio in acqua proveniente da una cisterna di carico, il che potrebbe avere un impatto ambientale».
Il Ministero degli Interni del Kuwait ha dichiarato da parte sua che l'esplosione è avvenuta «al di fuori delle acque territoriali kuwaitiane», ad almeno 60 chilometri dal porto di Mubarak Al-Kabeer.
06:33
06:33
Iran: «Lanciati missili contro il quartier generale delle forze curde in Iraq»
L'Iran ha affermato oggi di aver lanciato missili contro il quartier generale delle forze curde nel Kurdistan iracheno, secondo i media statali.
«Abbiamo preso di mira il quartier generale dei gruppi curdi che si oppongono alla rivoluzione nel Kurdistan iracheno con tre missili», si legge in una dichiarazione militare citata dall'agenzia di stampa Irna sul suo canale Telegram.
Dall'inizio dell'offensiva israelo-americana contro Teheran, la regione autonoma del Kurdistan, che ospita truppe statunitensi, è stata bersaglio di attacchi con droni, la maggior parte dei quali è stata intercettata dalle difese aeree.
06:32
06:32
Libano, Israele colpisce nuovamente Beirut dopo l'avanzata delle sue truppe nel sud
Israele ha lanciato stanotte nuovi attacchi contro il Libano, effettuando raid aerei per il quarto giorno dopo l'avanzata del suo esercito in diverse città di confine nel sud del Paese coinvolto nella guerra regionale.
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut». Tel Aviv aveva precedentemente ordinato ai residenti di lasciare la zona. Il Libano è stato coinvolto nella guerra lunedì, dopo che il movimento sciita ha lanciato il suo primo attacco contro Israele sostenendo di voler «vendicare» la morte del leader iraniano Ali Khamenei.
06:31
06:31
Il punto alle 6.30
L'epicentro resta l'Iran, ma la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele, al suo quinto giorno, si allarga come un'onda, dal Mediterraneo all'Oceano indiano. Un missile balistico di Teheran lanciato verso lo spazio aereo turco è stato abbattuto dai sistemi di difesa della Nato, dopo aver sorvolato la Siria e l'Iraq. Sul versante opposto del Mar Arabico, al largo dello Sri Lanka, un sottomarino americano ha colpito e affondato una fregata iraniana, facendo almeno 87 morti tra i marinai e più di trenta dispersi. I Paesi del Golfo continuano a intercettare missili e droni lanciati in rappresaglia dall'Iran, così come Israele che ha, a sua volta, martellato i centri di comando dei pasdaran e dei basij e abbattuto un caccia iraniano nei cieli della capitale della Repubblica islamica. L'Idf prosegue inoltre l'avanzata nel sud del Libano, dove affronta «scontri a distanza ravvicinata» con Hezbollah. E nella notte dai media Usa è arrivata una notizia che può incidere profondamente sulle sorti del conflitto in Iran: migliaia di combattenti curdi basati in Iraq hanno attraversato il confine per andare a combattere contro il regime degli ayatollah.
«L'Iran era una nazione fuori controllo e ci avrebbe attaccato se non lo avessi fatto prima io», ha detto Donald Trump. «Il regime iraniano è finito», ha sentenziato il capo del Pentagono Pete Hegseth, assicurando che le forze aeree di Usa e Israele prenderanno «il controllo completo dei cieli iraniani» in meno di una settimana e annunciando l'arrivo di ulteriori rinforzi nel teatro di guerra. Il segretario alla Difesa ha inoltre affermato il caso del missile iraniano verso la Turchia non innescherà l'articolo 5 della Nato che obbliga gli alleati a intervenire in difesa di un membro sotto attacco. Il missile intercettato sarebbe caduto nel distretto turco di Dortyol, nel sudest della Turchia, vicino al confine con la Siria. Fonti di Ankara ritengono però che non fosse diretto al territorio turco, ma verso «una base nella Cipro greca», peraltro già colpita nei giorni scorsi, e che abbia deviato la propria rotta. La Turchia ha convocato l'ambasciatore iraniano e intimato a Teheran di «evitare l'espansione del conflitto». «La nostra capacità di garantire la sicurezza del nostro Paese è ai massimi livelli», ha ammonito il presidente Recep Tayyip Erdogan riferendo di una «stretta consultazione con i nostri alleati della Nato». Secondo fonti dell'Alleanza, sarebbero state le stesse forze armate turche inquadrate nella Nato a intercettare il missile.
Sulla stessa traiettoria della Turchia, l'Iraq è piombato nel buio assoluto per un blackout energetico che ha investito l'intero Paese, prima di ritrovarsi a dover abbattere dei droni vicino all'aeroporto internazionale di Baghdad, dove si trova una base militare che ospita anche una missione diplomatica americana. L'ambasciata Usa ha invitato i propri connazionali a lasciare il Paese «non appena saranno in grado di farlo in sicurezza» e, nel frattempo, di «rimanere dove sono con scorte di cibo, acqua e medicine». Esplosioni sono state sentite anche a Erbil, nel Kurdistan iracheno.
Ma è ancora Teheran a subire la maggiore pressione militare. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito «un importante complesso militare», che ospita i centri di comando delle Guardie Rivoluzionarie, della Forza d'élite Quds e della forza paramilitare Basij. E di aver lanciato un'ondata di attacchi sui siti di stoccaggio di missili balistici e da crociera a Isfahan e Shiraz. Come Benyamin Netanyahu nei giorni scorsi, anche il portavoce dell'Idf Effie Defrin ha diffuso un video in farsi assicurando agli iraniani che «l'offensiva ha come unico obiettivo il regime». Un regime che perde pezzi ogni giorno che passa e che fatica, a quanto pare, anche a nominare un successore di Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di guerra. Il nome del figlio Mojtaba sembra al momento non trovare conferme. Ma i fedelissimi dell'ex Guida Suprema insistono, almeno a parole: «Abbiamo una storia e una civiltà che dimostrano che non abbiamo paura della guerra e non abbiamo paura di continuarla», ha detto l'ex vicepresidente e consigliere di Khamenei, Mohammad Mokhber, assicurando che l'Iran non intende negoziare con gli Stati Uniti.
