La reazione

28 femminicidi da inizio anno, «la campagna non è sufficiente»

Per il collettivo femminista «Io l’8 ogni giorno» ben venga l'azione di prevenzione lanciata a livello nazionale, ma «21.127 reati nell’ambito della violenza domestica rappresentano un problema dell'intera società che non va trattato come "fatto privato"»
© CdT/ Chiara Zocchetti
Jenny Covelli
11.11.2025 16:45

Nel fine settimana appena trascorso si è consumato il 28. femminicidio in Svizzera. Domenica sera, un 78.enne e la moglie di 65 anni sono stati rinvenuti morti nella loro abitazione di Truttikon (Zurigo). La Polizia cantonale sospetta che l'uomo abbia prima ucciso la consorte, per poi togliersi la vita. «Ventotto femminicidi in 314 giorni. Il lancio della campagna nazionale di prevenzione della violenza domestica, sessuale e di genere è un gesto minimo e dovuto di fronte alla situazione attuale». A parlare è Barbara Di Marco, del collettivo femminista «Io l’8 ogni giorno». L'impressione è che l'urgenza del tema non sia percepita nel giusto modo nella Confederazione: «Nel 2024 la polizia ha registrato 21.127 reati nell’ambito della violenza domestica, un valore che rappresenta circa il 40% di tutti i reati registrati dalla polizia. La Convenzione di Istanbul è in vigore in Svizzera dal 2018, eppure per avere il numero unico nazionale per l'assistenza alle vittime (142) bisogna ancora attendere (sarà operativo da maggio 2026, ndr.)».

Per il collettivo, il problema è che «le donne continuano a essere trattate come una minoranza, una popolazione di serie B. Eppure rappresentiamo la maggioranza», prosegue Di Marco. «Le cittadine tengono in piedi la società (anche) attraverso il lavoro non retribuito. E pure quando sono stipendiate, il loro salario è inferiore a quello degli uomini. Servono, una volta di più, politiche vere e proprie per le donne». La campagna di prevenzione presentata questa mattina dalla consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider si articola attorno allo slogan «L’uguaglianza previene la violenza». Un motto che «suona bene, ma che parla di una società ideale, quando nella realtà l'uguaglianza è musica del futuro, anche in campo economico».

Che il problema della violenza domestica, sessuale e di genere sia sottovalutato, in Svizzera, lo dimostra anche il fatto che la prima campagna nazionale di prevenzione sia arrivata nel 2025, fa notare il collettivo. «Per fare un esempio, si potrebbe comparare il budget a essa destinato con quello speso a partire dagli anni Ottanta nelle campagne contro il fumo. Giustissime, ma il numero di fumatori è in diminuzione, mentre quello dei femminicidi è in costante aumento».

Il problema, fa notare Di Marco, è strutturale. «Moltissime donne subiscono la violenza machista. Viviamo in una società ancora patriarcale, anche il potere all'interno della famiglia è distribuito in modo non equo. La violenza domestica è trattata come un "fatto privato". I vicini di casa raccontano ai media di avere udito urla e discussioni quando il femminicidio è già avvenuto. Ma se vengono registrati 21.127 reati in un anno, si tratta di una "cosa pubblica" a tutti gli effetti. La prevenzione deve passare già dai bambini. Serve un risveglio, una sensibilizzazione ad ampio raggio. E non bastano cartelli pubblicitari e post sui social. Parlare di "lite domestica" rinchiude il problema tra le mura di casa, normalizzando e banalizzando il fenomeno».

Infine, il collettivo «Io l'8 ogni giorno» pone l'attenzione sulla necessità di migliorare il sostegno alle vittime: «Gli allontanamenti sono inefficaci. E bisogna aumentare i posti a disposizione nelle Case delle Donne, le quali offrono non solo un alloggio sicuro, ma sono a tutti gli effetti luoghi di risocializzazione, con operatori che accompagnano le donne in un percorso verso una nuova prospettiva di vita per il futuro».

Se serve un intervento immediato, chiamare la polizia (117) o l'ambulanza (144). Il Servizio per l’aiuto alle vittime di reati (0800 866 866 o [email protected]) garantisce riservatezza e anonimato. Nel Sopraceneri c’è Casa Armònia (0848 33 47 33) e nel Sottoceneri opera la Casa delle donne (078 624 90 70).
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