Il caso

A Cureglia un referendum con inghippo

Lanciata la raccolta delle firme contro la nuova centrale termica, ma forse è troppo tardi – La sindaca: «Termini scaduti» – La replica: «Ci è stato detto che avevamo tempo fino a marzo» – Intanto il Preventivo 2024 è sotto ricorso
©CdT/Chiara Zocchetti
Federico Storni
22.02.2024 06:00

Lunedì nelle bucalettere di Cureglia è apparso un invito a sottoscrivere una domanda di referendum contro il risanamento della centrale termica che riscalda scuola e casa comunale, un investimento da 1,2 milioni di franchi. Martedì, i due promotori del referendum - Diego Sassi e Vito Cristallo, entrambi candidati per il Centro alle prossime elezioni - sono però stati informati dal Comune che il termine per raccogliere le firme sarebbe in realtà già scaduto. I due intendono comunque continuare con la raccolta firme, in quanto il Comune stesso gli avrebbe detto in precedenza che avrebbero avuto tempo sino a inizio marzo per consegnarle.

Un problema di date

In altre parole, sempre che le firme necessarie saranno raccolte, ci sarà da litigare sulle date. La decisione del Consiglio comunale è stata pubblicata all’albo il 21 dicembre e c’erano - ci sono? - sessanta giorni per impugnarla. In mezzo però c’erano le ferie giudiziarie: vanno considerate? Per la sindaca Tessa Gambazzi Pagnamenta non è il caso: «Ce l’ha confermato il Servizio dei diritti politici della Cancelleria di Stato - ci ha detto. - È irricevibile».

Il problema? I referendisti affermano che è stato lo stesso Comune a dir loro che avevano tempo fino a inizio marzo: «Abbiamo chiesto tutte le informazioni del caso prima di muoverci - ci dice Cristallo - e il Comune in un’e-mail del 30 gennaio ci aveva dato indicazioni diverse rispetto a quelle di martedì». Altrimenti, è il sottotesto, non avrebbero inviato il formulario a tutti i fuochi: «Non ci piace perdere tempo, tantomeno farlo perdere ad altri». Ai loro occhi, dunque, la raccolta firme continua: «Anche per una questione di rispetto per la cittadinanza: in ogni caso il progetto che contestiamo ha un peso importante a livello economico per il Comune, troviamo giusto che la popolazione possa esprimersi».

Il progetto contestato

Quanto all’oggetto del referendum, il progetto municipale contestato (non siamo riusciti a consultare il relativo messaggio) prevede una spesa di 1,22 milioni per «il risanamento del circuito secondario dell’impianto di riscaldamento della nuova centrale termica, per il risanamento/messa a norma degli spogliatoi, e l’autorizzazione alla sottoscrizione del contratto con AIL SA per la realizzazione della nuova centrale elettrica». Premesso che la caldaia è da cambiare, i referendisti sostengono che la proposta sia «un regalo finanziario per le AIL» che comporterebbe un aumento annuo delle spese correnti per Cureglia di 130.000 franchi e che si possano trovare soluzioni alternative (mantenere la caldaia a gas, ma passare al biogas) e investire i soldi altrove, per esempio in un «futuro preasilo».

Preventivo 2024 sotto ricorso

Nell’ultimo Consiglio comunale il Legislativo ha anche approvato (con qualche mugugno) il Preventivo 2024. Contro quella decisione un cittadino ha però presentato ricorso, che ha effetto sospensivo. La sindaca Gambazzi Pagnamenta auspica che la situazione si possa sbloccare, «confidiamo in modo favorevole» già nei prossimi giorni. L’Esecutivo ha di recente informato il Legislativo di questo sviluppo, che significa che a oggi il Preventivo non è ancora cresciuto in giudicato. Federico Storni

Correlati