A Lugano si passa dalle parole ai fatti: in arrivo la centrale termica al Lambertenghi

Il via libera del Municipio allo studio di fattibilità delle Aziende Industriali di Lugano (AIL) per il progetto di una rete di teleriscaldamento ha dato, come si suol dire, i primi frutti. Ed è la realizzazione di una nuova centrale termica in zona Lambertenghi, la cui domanda di costruzione è fresca di pubblicazione. L’avallo della Città allo studio, lo scorso febbraio, ha autorizzato le AIL a passare alla fase di progettazione e, di conseguenza, portare avanti la strategia di transizione energetica con la dismissione progressiva del gas. La prima diretta conseguenza, come detto, è la costruzione di una nuova centrale termica (di cui, in verità, si parla da anni, ma le intenzioni sono sempre rimaste sulla carta), che verrà completamente interrata sotto il piazzale delle scuole elementari Lambertenghi.
L’idea, a mente di AIL, è quella di riuscire a raggiungere all’interno del comparto – che conta un centinaio di immobili e in diversi sono ancora allacciati alla rete del gas – il 75% di produzione rinnovabile, in modo da poter sfruttare l’obbligo di allacciamento da parte della città secondo il Regolamento sull’utilizzazione dell’energia. E il campetto da calcio? Verrà fatta tabula rasa, perché l’area sarà utilizzata per il cantiere della centrale termica. Ma ne verrà realizzato uno nuovo in manto sintetico, seguendo le indicazioni del servizio del verde pubblico della Città. Attorno ad esso, in aggiunta, sarà creata un’area verde con la messa a dimora di nuovi alberi (tre delle quattro piante ad alto fusto attualmente presenti saranno abbattute). Il costo della nuova centrale termica? Poco più di 3,3 milioni di franchi. La durata dei lavori? Circa quindici mesi.
Tre progetti, uno scopo
Il comparto Lambertenghi, circoscritto tra via Zurigo e via Madonnetta, il Cassarate, via Serafino Balestra e viale Stefano Franscini, è al centro di diversi progetti che riguardano la riduzione delle emissioni di CO2 e la trasformazione dell’approvvigionamento energetico. In quella zona, infatti, verrà realizzata anche una nuova rete di teleriscaldamento con una lunghezza complessiva di 4,5 chilometri. E quanto verrà svolto sarà poi integrato all’interno del famoso Piano energetico comunale (PECo), di cui si erano perse le tracce nel 2024 ma che stando alle ultime dichiarazioni rilasciate al Corriere del Ticino dal capodicastero Sviluppo territoriale Filippo Lombardi «è pronto per essere presentato».
Il Piano energetico comunale, lo ricordiamo, è uno strumento di pianificazione che fotografa la situazione sul territorio di Lugano, permettendo da una parte di ottenere un’analisi dei consumi e delle emissioni di CO2, mentre dall’altra di fornire delle linee guida per indirizzare negli anni futuri la politica energetica della città. E lo studio di fattibilità per la rete di teleriscaldamento ha dimostrato che sì, è possibile realizzarla sia con dei costi tutto sommato ragionevoli sia senza stravolgere l’assetto viario di Lugano, già ampiamente sollecitato dal traffico. E questo grazie all’utilizzo della tecnica del drilling, ovvero una sorta di talpa sotterranea che scava le condotte senza dover aprire le strade. Il progetto di teleriscaldamento è anche legato a doppia mandata a quello della Cooperativa d’abitazione Vivere Lambertenghi, ovvero alla costruzione di un edificio composto da una ventina di appartamenti a pigione moderata in via Lambertenghi. Il motivo? La produzione di calore per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria avverrà proprio tramite la rete di teleriscaldamento delle Aziende Industriali di Lugano. Insomma, il futuro del comparto Lambertenghi passa proprio dalla trasformazione dell’approvvigionamento energetico.

