Lugano

Addio a Bonaglia, «intelligente e tenace»

Cordoglio per la morte del politico luganese già presidente di AITI e della RiRi - Il ricordo del collega di Municipio Viscardi: «Aveva delle capacità sopra la media» - L’ex sindaco Giudici: «Siamo stati rivali, ma riconosco il suo grande contributo alla cosa pubblica»

Lugano e il Ticino hanno perso una mente brillante. Lunedì è morto l’ingegner Benedetto Bonaglia, classe 1938. È stato, tra i suoi vari impegni, municipale di Lugano, presidente della RiRi di Mendrisio e dell’Associazione delle Industrie Ticinesi, nonché presidente onorario della Civica Filarmonica, con la quale organizzò la Festa federale di musica del 1991. Al di là dei ruoli, «una persona di un’intelligenza notevolissima». Lo ricorda così l’avvocato Giancarlo Viscardi, municipale insieme a Bonaglia nei primi anni Ottanta. «Aveva uno spiccato senso dell’ironia, un amore autentico per la cosa pubblica e una grande tenacia. Poi aveva anche i suoi umori, certo, ma era indubbiamente sopra la media di tutti i politici, di ieri e ancora più di oggi. Ho avuto contatti con lui anche negli ultimi anni. La vecchiaia lo aveva un po’ affievolito, ma essenzialmente era come è sempre stato: spiritoso e tagliente».

La grande sfida del 1984

Bonaglia e Viscardi avevano militato tra i liberali radicali quando il partito, a Lugano, era una corazzata inaffondabile. Una squadra tanto forte che la sfida più incerta si era consumata al suo interno: quella fra lo stesso Bonaglia e Giorgio Giudici per la poltrona più importante di Palazzo civico. «Bonaglia era una figura politica di grande qualità e con un’importante capacità manageriale» gli rende tributo lo storico sindaco della città. «Le vicende del 1984 – con una crisi politica che aveva portato a un rimpasto dei dicasteri e creato una frattura nel PLR – ci avevano messo in competizione. Alle urne ero stato premiato io e nei quattro anni successivi – gli ultimi di Bonaglia in Municipio – avevamo avuto alti e bassi. Nonostante quello, più avanti avevamo avuto modo d’incontrarci e trascorrere del tempo insieme in simpatia, approfondendo le varie tematiche in discussione a Lugano. Al di là di tutto, lo ricordo come un uomo che ha dato un notevole contributo alla Città nei vari ambiti in cui ha operato, dai trasporti pubblici alla socialità». «La morte di una persona – conclude Giudici – ci lascia sempre un po’ colpiti. Quando succede è come se ci trovassimo a dover riavvolgere una bobina che ci fa rivivere i momenti passati, sia quelli belli sia quelli brutti. Non ci resta, come fossimo dei registi, che selezionare, ritagliare e conservare le immagini migliori».

I suoi temi

Bonaglia è stato attivo in politica a Lugano fra il 1976 e il 1988;prima come consigliere comunale, poi come municipale e, per una legislatura, come vicesindaco. Grazie al prezioso lavoro dell’archivio amministrativo di Lugano, che ha digitalizzato gli audio delle sedute del Legislativo di quegli anni (e non solo), la sua voce è conservata alla fonoteca nazionale e ascoltabile da chiunque lo voglia (tramite cc.lugano.ch). Per chi gradisse farlo consigliamo in particolare gli interventi del 13.4.1981 (sull’acquisto dell’albergo Boldt-Arcadia di Castagnola per tramutarlo nella casa per anziani Il Castagneto), del 25.10.1982 (in cui spiegava che la galleria Vedeggio-Cassarate sarebbe stata un progetto strategico per Lugano) e dell’11.07.1981 (in cui seppe tranquillizzare il Legislativo in merito all’acquisto delle azioni della SA proprietaria della pista di ghiaccio della Resega; operazione propedeutica a risanare l’impianto e a costruire la Reseghina. La SA fu poi liquidata a metà anni Novanta). Fra gli altri temi di cui si è occupato negli anni Bonaglia spiccano l’amara partenza della collezione del barone Von Thyssen da Villa Favorita, il destino dell’ex albergo Palace e dell’ex ospedale Civico (dove ora c’è la sede principale dell’USI, ma a un certo punto si era considerato di farne uno spazio autogestito per i giovani) e la pavimentazione pregiata in piazza Dante.