Lugano

Addio gas, più teleriscaldamento e meno disagi legati ai cantieri

Il Municipio sostiene apertamente la strategia delle AIL e propone di concede alla propria partecipata la facoltà di uso di suolo e spazi pubblici per la realizzazione degli impianti energetici per un periodo più lungo: 80 anni
© Keystone/Christian Beuttler
Nico Nonella
14.09.2026 06:00

Meno gas, più energia “locale”. Le Aziende industriali di Lugano (AIL) lo avevano detto chiaramente già due anni fa. La strategia della partecipata della Città prevede la riduzione dell’impiego di gas metano, che verrà sostituito da termopompe e acqua del lago, dalla combustione di legname locale o da gas ottenuto tramite cogenerazione. Sulla scia, insomma, della strategia 2050 della Confederazione. L’indirizzo è stato formalmente approvato, nero su bianco, anche dal Municipio di Lugano, che ha recentemente approvato un messaggio con il quale concede alla propria partecipata la facoltà di uso di suolo e spazi pubblici per la realizzazione degli impianti energetici termici per un periodo di 80 anni (attualmente il limite è di 30). Sulla proposta di modifica del Regolamento sui beni amministrativi dovrà esprimersi in ultima battuta il Consiglio comunale.

Mezzo secolo in più

L’Esecutivo spiega che l’aumento da 30 a 80 anni della durata massima della concessione per l’utilizzo del suolo e dei beni pubblici destinati alla realizzazione di reti di teleriscaldamento «appare giustificato, in particolare, dalla natura e dall’orizzonte temporale degli investimenti necessari. La realizzazione di una rete di teleriscaldamento comporta infatti investimenti infrastrutturali molto rilevanti, destinati a produrre utilità su un arco temporale particolarmente lungo». Una durata della concessione sufficientemente estesa «consente alla società concessionaria non soltanto di realizzare le opere, ma anche di assicurarne nel tempo la gestione, la manutenzione, il rinnovo e l’adeguamento tecnologico, disponendo al contempo di un periodo adeguato ad ammortizzare il capitale investito. Nel caso specifico la concessione privativa ad AIL SA per una durata superiore a quella massima attualmente prevista dal Regolamento è giustificata dalla lunga durata di vita delle infrastrutture che AIL SA intende realizzare, così come dal lungo ritorno degli importanti investimenti che AIL SA dovrà operare per realizzarle.

Ingenti investimenti

Come detto in apertura, le AIL intendono gradualmente dismettere la distribuzione capillare del gas naturale a favore dello sviluppo di reti termiche. Si tratta di condotte sotterranee collegate ad una centrale di quartiere, alimentata prevalentemente da energia rinnovabile, che permettono la distribuzione di calore e freddo per il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici. Il Municipio, «dopo attente valutazioni, ha deciso di sostenere questa strategia, che porterà numerosi benefici alla Città in fatto di sfruttamento delle energie rinnovabili locali e di riduzione delle emissioni di CO2 del parco immobiliare pubblico e privato». Come peraltro previsto dal Piano energetico comunale (PECo), recentemente adottato. Una condizione quadro ritenuta fondamentale da parte di AIL quale base per poter partire con lo sviluppo delle reti termiche nel comprensorio comunale «riguarda la concessione privativa, da parte della Città, dello sfruttamento dello spazio pubblico per il passaggio delle condotte di distribuzione, così come per la realizzazione delle centrali termiche». In buona sostanza, ad AIL serve l’esclusiva «principalmente per tutelare gli ingenti investimenti che sarà chiamata a fare in questo ambito, escludendo di fatto altri operatori dal realizzare la stessa infrastruttura».

Si lavora più in profondità

Prima di sostenere apertamente la strategia di AIL in materia di sviluppo di reti termiche, il Municipio ha voluto approfondire possibili costi non preventivati per la Città nell’ambito di un importante sviluppo di reti termiche, e l’entità dei disagi al traffico causati dai numerosi cantieri ad esso connessi. «Per approfondire in modo concreto questi aspetti è stata presa come caso di studio la progettazione di massima di una rete di teleriscaldamento nel quartiere Lambertenghi e di una dorsale anergetica (trasporto di acqua a temperatura contenuta) che si estenderebbe dal Liceo fino a Casa Serena». Il concetto è quello di alimentare la centrale termica di quartiere nei pressi dell’omonima scuola elementare facendo capo all’energia contenuta dall’acqua del lago, valorizzandola per tramite di una grande pompa di calore. La dorsale anergetica è pensata per una capacità pari a circa cinque volte il fabbisogno del solo comparto Lambertenghi, ponendo così le basi per un futuro ampliamento della rete ad altre zone della città. Un approfondimento «ha dimostrato che la centrale termica e la rete di teleriscaldamento del Lambertenghi così come la dorsale anergetica possono essere realizzate entro 10 anni, senza impatti rilevanti sugli investimenti della Città: le sottostrutture comunali sarebbero toccate in minima parte dalle nuove realizzazioni di AIL SA, in questo senso la Città potrà pianificare e gestire gli interventi alle proprie sottostrutture in modo indipendente e flessibile, senza la necessità di anticipare lavori a causa delle realizzazioni di AIL». La progettazione ha individuato come migliore soluzione tecnica per la realizzazione della dorsale la tecnica del drilling, che sostanzialmente significa far passare le condotte ad alta profondità dopo aver realizzato un passaggio con una sonda. «Questa soluzione porterà vantaggi a livello di impatto per il Parco Ciani, in quanto non saranno necessari scavi a cielo aperto, e minimi disagi alla mobilità pubblica e privata: i principali assi di traffico quali Viale Cattaneo e Via Balestra saranno infatti esclusi da importanti lavori per la posa delle grosse condotte della dorsale anergetica in quanto quest’ultime passeranno diversi metri al di sotto del manto stradale e delle sottostrutture esistenti».

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