Calcio

AIL Arena, disagi alle buvette: ecco le scuse di Gabbani

L'azienda, catering partner del Lugano, ha preso posizione dopo le lamentele degli spettatori: «Il servizio non è stato all'altezza dei nostri standard»
©SAMUEL GOLAY
Marcello Pelizzari
06.06.2026 14:09

In campo, tutto è filato liscio. Meglio ancora: la Svizzera ha rifilato un secco (e perentorio) 6-1 a Malta battezzando nel migliore dei modi l'AIL Arena. Sugli spalti, anzi nei punti di ristoro, le cose sono andate meno bene. Nuovo stadio, vecchi problemi verrebbe da dire, con code interminabili per accaparrarsi una bevanda o un panino e, ancora, polemiche sia sui prezzi sia sui nomi applicati ai cibi. Riassumiamo al massimo, prendendo in prestito il disappunto di un tifoso: «Non chiamatela salamella, ma luganighetta».

In serata, ieri, il Football Club Lugano ha preso posizione tramite una nota. «Abbiamo preso atto delle numerose osservazioni ricevute in merito ai disservizi organizzativi e operativi legati al servizio food & beverage» ha scritto la società bianconera. «Siamo profondamente dispiaciuti per quanto accaduto e consapevoli che il servizio offerto non abbia corrisposto in alcun modo agli standard che F.C. Lugano SA auspicava e che aveva concordato con il proprio catering partner». Il club «si assume la responsabilità dell’accaduto e desidera scusarsi sinceramente con tutti i tifosi presenti: sia con il pubblico locale, sia con le persone giunte a Lugano da tutta la Svizzera». Le criticità emerse «non sono passate inosservate e saranno oggetto di attente valutazioni, con l’obiettivo di arrivare preparati ai prossimi appuntamenti alla AIL Arena».

A proposito di partner, oggi ha parlato anche Gabbani. «Ci scusiamo per i disagi tecnici avuti durante la partita della Nazionale, soprattutto per quanto riguarda le buvette» ha spiegato l'azienda. «Il servizio non è stato all'altezza dei nostri standard, pur essendo la prima partita con affluenza quasi al 100%». Allo stadio, ricordiamo, c'erano poco più di 7.500 spettatori. E ancora: «Gioie e dolori dell'essere primi. Ricordiamo varie strutture pubbliche in cui abbiamo creduto e crediamo tuttora, che all'inizio ci hanno messo un po' in difficoltà, ma che poi, alla fine, ci hanno dato tante soddisfazioni». Gabbani ha aggiunto: «I vari aspetti che ci hanno colti impreparati verranno sistemati per i prossimi incontri. Sono stati effettuati degli stress test, ma purtroppo non siamo riusciti ad anticipare determinate problematiche. La commistione di criticità, alcune delle quali non gestibili direttamente, ha dato adito a lunghe attese che, lo ripetiamo, in futuro non si verificheranno più». Quindi, in conclusione, nuove scuse: «Scusateci per questa prima partita».

Detto della presa di posizione di Gabbani, sui social, sotto al post con il comunicato, molti spettatori presenti ieri hanno comunque rincarato la dose. C'è chi, ad esempio, ha scritto che l'azienda avrebbe dovuto limitarsi alle scuse senza dare giustificazioni e chi, ancora, ha puntato il dito contro i prezzi, ritenuti troppo alti. Una, infine, l'indicazione per il futuro: offrire, fra i prodotti in vendita, anche il re dei re: «Uno stadio svizzero senza bratwurst è proprio incredibile».