Sotto la lente

«Aiutiamo i nostri pazienti a porre le giuste domande»

Dottori in pensione offrono sostegno a chi ha dubbi sulla salute: a un anno dall'apertura della sezione turrita, tracciamo un bilancio dell'attività di Café Med - «Non sostituiamo i medici curanti: con noi le persone si aprono maggiormente»
©Francesca Agosta
Giacomo Butti
23.10.2026 06:00

Una chiacchierata davanti a un caffè, per scambiare due parole – e, perché no, ricevere un consiglio – su un qualche acciacco o preoccupazione. Ma al posto di un amico, c’è un medico. Sbarcato lo scorso anno a Bellinzona, il Café Med è un servizio gratuito che offre alla popolazione la possibilità di parlare con professionisti della salute in un ambiente, appunto, assolutamente informale. Niente appuntamenti né limiti di tempo, «ma veri e propri momenti di ascolto», ci spiega la dottoressa Antonella Richetti, radio-oncologa e coordinatrice della sezione ticinese del progetto facente capo all’Accademia di Medicina Umana, organizzazione indipendente nata in Svizzera interna.

Ogni quarto martedì del mese, dalle 14.30 alle 16.30, quindici medici – perlopiù in pensione, ma alcuni ancora attivi a tempo parziale – si riuniscono alla Casa del Popolo per incontrare chi ha bisogno di parlare di salute. Dubbi che possono riguardare, ad esempio, una patologia già diagnosticata, una terapia in corso, la proposta di un intervento o anche le conseguenze di una scelta di non intervenire. Un esempio concreto? Richetti ricorda il caso di una donna anziana che non voleva mettere le protesi acustiche, nonostante le insistenze di famigliari e medici. Al Café Med ha trovato qualcuno disposto ad ascoltarla e ad aiutarla a riflettere sulla propria decisione, senza pressioni. «Non sostituiamo i medici curanti. Non offriamo consulenze, né prescriviamo terapie o rilasciamo referti. Il nostro obiettivo è dare un sostegno, e nell’ambiente conviviale che creiamo, i pazienti si lasciano andare, aprendosi a discussioni che, magari, davanti a un camice o dietro a una scrivania, si fa più fatica ad affrontare». E non a caso, accanto ai medici è presente uno psicologo, che può intervenire quando le difficoltà non riguardano soltanto gli aspetti clinici, ma la sfera emotiva.

Parte del team di medici attivo fra Bellinzona e Lugano.
Parte del team di medici attivo fra Bellinzona e Lugano.

Momenti di condivisione

Rivolto anche ai famigliari che possono chiedere informazioni - «sempre con attenzione alla riservatezza» - per una persona cara quando non è possibile coinvolgerla direttamente, il servizio è attivo a Lugano dal 2023, ogni terzo martedì del mese, all’Hotel Pestalozzi. Ma un progressivo interesse della popolazione sopracenerina ha portato all’apertura di una sezione a Bellinzona: «Ci siamo accorti che c’erano pazienti che venivano fin da Biasca. Per questo abbiamo deciso di raddoppiare l’impegno». E nell’anno trascorso dall’apertura turrita, dopo un’iniziale fase di rodaggio, anche qui il servizio ha iniziato ad attirare interessati. «Il numero di pazienti varia da un incontro all’altro, ma l’affluenza è buona. A volte sei o sette persone sull’arco delle due ore, ma siamo arrivati anche a venti». Pneumologia, oncologia, cardiologia, reumatologia e non solo. I quindici medici che compongono il team hanno lavorato negli istituti sanitari del Cantone – chi nel pubblico, chi nel privato – e mettono a disposizione volontariamente parte del proprio tempo. «Anche per noi è un momento di condivisione: ci permette di metterci in gioco e di tenerci aggiornati, perché la medicina cambia molto velocemente».

Orientarsi, non con l’AI

In un mondo sempre più dominato dall’intelligenza artificiale, un servizio come quello offerto dal Café Med è utile anche per aiutare chi è tentato di rivolgersi «a dottor Google», ci spiega la coordinatrice. «Spesso chi arriva da noi, essendosi informato in rete, arriva con domande già pilotate. Parte dei nostri compiti, quindi, è anche aiutare nell’informazione, indicare quali fonti sono attendibili e quali no, così che poi – ai medici curanti – si possa porre la domanda giusta». Tutto punta, insomma, all’integrazione, non alla sostituzione, del servizio sanitario classico. C’è chi infatti, non ci nasconde Richetti, a fronte di costi sanitari sempre più alti, passa dal servizio di Café Med sperando di evitare i costi di una vera visita. «Ma è un comportamento che cerchiamo di scoraggiare. Il medico curante deve rimanere il punto di riferimento, mantenendo il rapporto di fiducia e la continuità delle cure». Per aiutare a inquadrare i dubbi, chi lo desidera può portare con sé referti ed eventuale documentazione sanitaria, «ma non è un requisito necessario». Così come non necessaria è la prenotazione. I prossimi incontri a Bellinzona sono in programma il 27 ottobre, il 24 novembre e il 22 dicembre, sempre alla Casa del Popolo, dalle 14.30 alle 16.30.