Il caso

Alberghi, a Lugano si valutano soluzioni per chi non verrà riassunto

Incontro tra i servizi del Cantone e i dipendenti di Villa Principe Leopoldo e di Villa Sassa il giorno dopo l’annuncio del possibile licenziamento collettivo di 140 dipendenti a causa della ristrutturazione dei due hotel – Lorenzo Jelmini (OCST): «Dai vertici c’è disponibilità» – Aperta una consultazione con il personale
© CdT/Gabriele Putzu
Nico Nonella
06.10.2026 18:31

Preoccupazione, certo. Ma c’è spazio anche per un po’ di ottimismo. Non solo sentimenti negativi, dunque, il giorno dopo l’annuncio del possibile licenziamento collettivo dei 140 dipendenti degli alberghi Villa Principe Leopoldo e Villa Sassa a Collina d’Oro e a Lugano, che verranno chiusi a inizio anno prossimo per alcuni mesi al fine di eseguire importanti lavori di ristrutturazione.

Ma andiamo con ordine. Nella giornata di oggi si sono tenuti due incontri tra i dipendenti, direzione, Sezione del lavoro e Ufficio regionale di collocamento di Lugano, incentrati sulle pratiche per ottenere la disoccupazione. Al mattino al Principe Leopoldo e al pomeriggio a Villa Sassa. A questi incontri non hanno preso parte i sindacati, con l’OCST che aveva per esempio chiesto un piano sociale per chi sarebbe rimasto senza impiego. Già, perché l’intenzione della Dot Life SA, società che gestisce i due hotel e il Kurhaus Cademario, è di riassumere gran parte del personale.

Sempre ieri, spiega al Corriere del Ticino il segretario regionale dell’OCST, Lorenzo Jelmini, «ci siamo sentiti con la direzione e il CdA ed è emersa la disponibilità a incontrarci per valutare la situazione. Da parte loro, hanno già ipotizzato delle misure per ridurre le conseguenze sui dipendenti». Per l’OCST la preoccupazione principale riguarda proprio quei dipendenti che, alla ripresa dell’attività, si ritroveranno senza un posto di lavoro. «I vertici della società si sono mossi per trovare delle alternative, ipotizzando per esempio un’indennità di uscita».

Per saperne di più occorrerà aspettare la prossima settimana, una volta che la direzione avrà incontrato tutti e 140 i dipendenti interessati dalla misura. Allora si saprà quanti verranno riassunti e che cosa è previsto per chi non avrà più un impiego al Principe Leopoldo o a Villa Sassa.

Investimenti per 52 milioni

Come avevamo riferito martedì, la lettera al personale di Villa Principe Leopoldo indica 76 possibili licenziamenti su 81 dipendenti. Resterebbero alcuni capi reparto per seguire i lavori e preparare la riapertura. «In totale sono quasi 140 persone, un po’ più di 70 al Principe Leopoldo e un po’ meno di 70 a Villa Sassa», aveva spiegato ieri al CdT Daniele Lardi, presidente del consiglio di amministrazione di Dot Life SA. Il piano prevede circa 52 milioni di franchi di investimenti, 40 per Villa Sassa e 12 per Villa Principe Leopoldo. I lavori riguarderanno impianti di riscaldamento e raffreddamento, cucine, ristoranti, reception e bagni, oltre ad aree esterne. Ma perché licenziare se la chiusura è temporanea? «Abbiamo valutato tanti scenari alternativi. Purtroppo, quando due strutture come queste restano chiuse per più mesi, nel quadro del diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali svizzere non vi sono molti altri strumenti. Per un progetto di questa portata abbiamo quindi ritenuto indispensabile prospettare un licenziamento collettivo. Siamo però ancora in consultazione».

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