Licenziamenti a Villa Sassa e Principe Leopoldo: «Abbiamo valutato ogni alternativa»

Non è del tutto un fulmine a ciel sereno, ma per il personale le preoccupazioni inevitabilmente restano. La ristrutturazione di Villa Principe Leopoldo e Villa Sassa era stata annunciata il 17 settembre, insieme alla prospettiva di un licenziamento collettivo. Quasi 140 lavoratori sono coinvolti nei due alberghi, situati rispettivamente a Collina D’Oro e in via Tesserete a Lugano, che chiuderanno a fine dicembre per riaprire progressivamente da maggio 2027. Il ritorno al lavoro, però, non è garantito a tutti. «A oggi non è ancora stato licenziato nessuno», precisa al Corriere del Ticino Daniele Lardi, presidente del consiglio di amministrazione di Dot Life SA, società che gestisce i due hotel e il Kurhaus Cademario. È in corso la consultazione: i dipendenti possono presentare proposte per evitare o ridurre i licenziamenti e attenuarne le conseguenze. Il termine è venerdì 9 ottobre; la direzione le esaminerà e deciderà entro fine mese.
«In contatto con St. Moritz»
La lettera al personale di Villa Principe Leopoldo indica 76 possibili licenziamenti su 81 dipendenti. Resterebbero alcuni capi reparto per seguire i lavori e preparare la riapertura. «In totale sono quasi 140 persone, un po’ più di 70 al Principe Leopoldo e un po’ meno di 70 a Villa Sassa», chiarisce Lardi. Il piano prevede circa 52 milioni di franchi di investimenti, 40 per Villa Sassa e 12 per Villa Principe Leopoldo. I lavori riguarderanno impianti di riscaldamento e raffreddamento, cucine, ristoranti, reception e bagni, oltre ad aree esterne. «Erano molti anni che queste strutture richiedevano degli interventi». Dopo i quattro mesi di chiusura, i lavori proseguiranno per fasi. «I progettisti prevedevano chiusure integrali molto più lunghe, fra i due e i tre anni. Le cucine vanno rifatte, come diversi impianti: una chiusura era inevitabile. Abbiamo fatto di tutto per limitarla al minimo e poter riaprire gradualmente dall’inizio di maggio. Intervenire contemporaneamente sui due hotel permette di sfruttare importanti sinergie e velocizzare i lavori». Per Villa Principe Leopoldo la lettera indica la chiusura al pubblico dal 27 dicembre al 30 aprile. Per la maggior parte del personale l’ultimo giorno di lavoro sarebbe il 30 dicembre, seguito da un giorno di congedo pagato.
Ma perché licenziare se la chiusura è temporanea? «Abbiamo valutato tanti scenari alternativi. Purtroppo, quando due strutture come queste restano chiuse per più mesi, nel quadro del diritto del lavoro e delle assicurazioni sociali svizzere non vi sono molti altri strumenti. Per un progetto di questa portata abbiamo quindi ritenuto indispensabile prospettare un licenziamento collettivo. Siamo però ancora in consultazione», risponde Lardi. Dot Life intende riassumere il personale necessario alla ripresa. Eventuali ritardi, la riapertura graduale e possibili ridimensionamenti impediscono però di garantire il ritorno di tutti, o già dal 1° maggio. «Il processo di assunzione partirà, se tutto va bene, a fine aprile».
«Stiamo predisponendo un pacchetto di accompagnamento e incontriamo quotidianamente i collaboratori. Siamo in contatto con alberghi della regione di St. Moritz per impieghi nella stagione invernale. Valutiamo anche se il Kurhaus Cademario possa accogliere qualcuno, ma lì siamo in bassa stagione e il personale già presente non è toccato dai licenziamenti», spiega Lardi. «È prevista una gratifica di fedeltà per chi lavorerà fino alla fine del contratto».
Domani pomeriggio direzione, Sezione del lavoro e Ufficio regionale di collocamento di Lugano illustreranno procedure, diritti e doveri legati alla disoccupazione. «Ogni situazione va analizzata singolarmente: residenti e frontalieri sottostanno a regimi diversi. I sindacati non sono stati coinvolti perché non lo abbiamo ritenuto necessario, considerando le parti già presenti che risponderanno alle domande». In gioco è anche il futuro di due luoghi che fanno parte della storia alberghiera e della vita sociale di Lugano. «Vogliamo dare un orizzonte di lungo termine a queste due strutture. Il progetto richiede sacrifici da tutte le parti, ma stiamo facendo di tutto per contenere la chiusura allo stretto necessario e presentare gli alberghi rinnovati al pubblico a maggio. Siamo fermamente convinti che questi lavori garantiranno a Villa Principe Leopoldo e Villa Sassa un futuro ancora più radioso».

