Verso le elezioni

Altolà dei Verdi sulla lista, mirano a due candidati

Mentre il PS puntava a una composizione «3+1+1» con tre socialisti per la corsa al Governo, la base del partito ecologista rivendica la possibilità di presentare due nomi per «valorizzare le differenti sensibilità»
©Chiara Zocchetti
Paolo Gianinazzi
22.05.2026 19:30

Proseguono le trattative tra PS, Verdi e MpS per la creazione di una lista unitaria per la corsa al Consiglio di Stato. Ma, per utilizzare le parole dei Verdi, restano ancora alcuni «scogli da superare». In particolare riguardo alla suddivisione dei posti in lista. Sì, perché se come riferito su queste colonne da una parte sembrava che sulla composizione (3 socialisti, un verde e un rappresentante dell’MpS) fosse praticamente fatta, in realtà proprio giovedì sera il Comitato cantonale ecologista si è riunito a Lugano e all’unanimità ha dato mandato al Gruppo operativo e al Coordinamento del partito di «proseguire le trattative con PS e MpS sulla base della stessa ripartizione proposta per l’esperienza della scorsa legislatura». Ossia: due rappresentanti PS, due dei Verdi e uno dell’MpS.

La proposta «3+1+1» era infatti stata avanzata nelle scorse settimane dai socialisti: una proporzione fatta sulla base dei risultati raggiunti dai rispettivi partiti nella corsa al Gran Consiglio del 2023. Ma, appunto, apprendiamo ora che in realtà gli ecologisti intendono dare battaglia su questo punto, per ottenere due candidati nella lista unitaria. Gli ecologisti, in un comunicato stampa diffuso ieri, hanno infatti tenuto a precisare che in realtà l’intesa «non è stata raggiunta, bensì è ancora oggetto di discussione». Come dire: mancano ancora alcuni elementi. E tra questi, come detto, quello della composizione della lista unitaria.

La «formula» desiderata

Secondo il comitato cantonale dei Verdi – citiamo dal comunicato stampa – la chiave di riparto «2+2+1» «rappresenta in modo credibile un messaggio di unità, inserendosi nel solco del progetto politico rossoverde iniziato quattro anni fa, quando sulla lista per il Consiglio di Stato figuravano due nominativi PS+GISO, due nominativi Verdi+Giovani Verdi e un nominativo della società civile», ossia il già rettore dell’USI Boas Erez. Inoltre, scrivono ancora i Verdi, «questa suddivisione permetterebbe di valorizzare in modo più efficace e credibile le differenti sensibilità (che spaziano dalla giustizia sociale a quella ambientale) e la vocazione pluralista di questa sintesi unitaria all’interno del fronte progressista (che si spera, sul lungo termine, possa unire tutti i partiti dell’area progressista)». Al netto di ciò, è comunque importante sottolineare, come fatto dai Verdi nel comunicato, che «l’intesa alla quale si sta lavorando è stata accolta con favore dalla base del partito». Insomma, restano sì «degli scogli da superare», ma la base ecologista sembra determinata a proseguire verso un’alleanza per le elezioni cantonali del 2027.

Il PS non si sbottona

Ora occorrerà dunque vedere, specialmente nelle trattative tra PS e Verdi, quale composizione la spunterà.

Il Partito socialista, ad ogni modo, in questa fase non vuole sbilanciarsi troppo sulla suddivisione della lista. Da noi contattata, la co-presidente Laura Riget ha affermato: «Le trattative vanno fatte seduti a un tavolo, non attraverso i media. Quindi non dirò oggi quali sono le nostre condizioni». Anche perché, aggiunge la socialista, «dobbiamo ancora fare la nostra discussione interna, prevista al Comitato cantonale del 3 giugno».

Al netto di ciò, però, Riget tiene a sottolineare che l’eventuale alleanza tra le parti riguarda qualcosa di molto più ampio rispetto alla composizione della lista. «Più che discutere di un seggio in più, oppure di uno in meno – aggiunge la co-presidente del PS – vogliamo fare una riflessione più ampia, riguardo all’avanzata della destra autoritaria, alla crisi del potere d’acquisto, agli attacchi allo Stato e al servizio pubblico». Elementi – chiosa Riget – di fronte ai quali «la sinistra deve unirsi e compattarsi: questa è la base di partenza da cui vogliamo partire».

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