Il caso

Ammanco alla DISTI, partono le verifiche della Procura

Stando a nostre informazioni il Ministero pubblico avrebbe avviato d'ufficio degli accertamenti sulla vicenda che vede al centro lo storico presidente Enzo Lucibello
©Chiara Zocchetti

Dopo l’annuncio da parte dell’Associazione dei grandi distributori ticinesi, che negli scorsi giorni ha allontanato il suo storico presidente, Enzo Lucibello, stando a nostre informazioni ora anche il Ministero pubblico vuole vederci chiaro e avrebbe avviato, d’ufficio, i primi accertamenti sulla vicenda.

D’altronde, le accuse mosse da parte dell’associazione – che in un comunicato ha spiegato di aver «individuato un utilizzo improprio di fondi dell’Associazione da parte del proprio presidente, di cui non era stato debitamente informato» – non sono da poco. L’associazione, nel rispondere alle nostre domande in merito alla quantità del presunto ammanco, aveva parlato di una «situazione significativa, ma non tale da mettere in pericolo l’operatività dell’Associazione». Sempre stando a nostre informazioni, si tratterebbe di circa 300.000 franchi, ma su questo fronte le verifiche sono alle battute iniziali e mancano conferme ufficiali. Il Ministero pubblico, da noi contattato, si è infatti limitato a dire che al momento è prematuro esprimersi sulla vicenda.

Il diretto interessato, ricordiamo, da parte sua aveva subito respinto le accuse, spiegando di aver sempre svolto il suo ruolo in DISTI «nella convinzione di operare nell’esclusivo interesse dell’associazione e dei suoi membri», precisando poi che «non è stato sottratto alcun importo ai danni dell’associazione e tutte le operazioni» da lui «effettuate sono tracciabili, documentate e svolte alla luce del sole». E in tal senso, si era detto «a completa disposizione degli organi interni di controllo e delle autorità competenti per mettere a disposizione ogni documento contabile e ogni elemento utile a chiarire, in modo trasparente e oggettivo, la natura e le finalità delle decisioni prese durante il mio mandato».

Verifiche che, a questo punto, e come visto all’inizio, sarà chiamato a fare il Ministero pubblico ticinese. Il quale, con ogni probabilità dovrà fare luce anche sull’associazione e sulla sua organizzazione. In molti, anche fra gli addetti del settore, già negli scorsi giorni ci hanno fatto notare che la stessa DISTI, un po’ per tutti, era essenzialmente rappresentata da un’unica persona: Enzo Lucibello, l’uomo-immagine e tuttofare dell’associazione, in carica dal 2008. Non a caso, da una semplice ricerca fatta online è stato parecchio difficile reperire informazioni sull’associazione. Ad esempio, malgrado nel comunicato dell’associazione si parli di un «Comitato» e di «un’Assemblea», non è stato possibile trovare un organigramma della DISTI. Oppure non è stato possibile sapere semplicemente chi appartiene al Comitato oppure all’Assemblea. Oppure ancora non sono reperibili gli statuti dell’associazione. L’unica cosa nota e pubblica (poiché presente sul sito web dell’associazione) sono gli associati, ossia chi è rappresentato dalla DISTI. Da notare, inoltre, che sullo stesso sito viene specificato che si tratta di «una associazione attiva in Ticino dal 1984, con personalità giuridica ai sensi degli artt. 60 e segg. CCS». Ma, malgrado ciò, a registro di commercio, sempre da una semplice ricerca, non è stato possibile trovare alcun riferimento.

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