Mendrisio

Analisi nelle case anziani, chiesta l’alta vigilanza

Dopo le interruzioni del rapporto di lavoro e le criticità emerse sulla governance, si insinuano dubbi sulla corretta procedura che ha portato alla stesura dei due rapporti sulle vicende dell’Ente Case Anziani Mendrisiotto: chiesto al Municipio di verificare l’operato del Consiglio ECAM
©CdT/Chiara Zocchetti

ECAM, l’Ente Case Anziani del Mendrisiotto, è tornato prepotentemente sotto i riflettori. Una prima volta era accaduto tra il 2023 e il 2024, quando i vertici avevano commissionato a Giorgio Pellanda (già direttore dell’EOC) un’analisi esterna indipendente e autonoma. Dagli approfondimenti – comunicati anche alla stampa nel marzo del 2024 – erano emerse criticità anche a livello gestionale.

Di ieri – anticipata dal Corriere del Ticino –, la notizia che recentemente ECAM ha interrotto i rapporti di lavoro con due collaboratori impiegati alla casa per anziani Santa Filomena di Stabio. Provvedimento che, con ogni probabilità, toccherà una terza dipendente. Nel primo caso, l’infermiere è stato licenziato perché, stando a quanto appurato, è venuta meno la fiducia nel rapporto lavorativo. Con la seconda collaboratrice (e verosimilmente la terza), il rapporto di lavoro si è concluso per ragioni di salute. Ma a legare gli episodi – più o meno direttamente – vi sono i due rapporti che ECAM ha affidato, negli scorsi mesi, all’avvocato Stefano Fornara. Perito esterno chiamato a far luce sul comportamento dell’infermiere e, più in generale, sull’organizzazione della struttura. Il vicepresidente di ECAM Tiziano Calderari, al CdT ha spiegato che (anche in questo caso) sono emerse delle criticità soprattutto a livello di governance.

Operato alla lente

Più di un’ombra, però, viene ora gettata sulla procedura che ha portato alla stesura dei rapporti. Stando a nostre informazioni, lo scorso 11 luglio al Municipio di Mendrisio è giunta un’istanza di esercizio della vigilanza sull’operato del Consiglio dell’Ente Case Anziani Mendrisiotto. Ed è firmata dal presidente di ECAM, nonché municipale, Daniele Caverzasio. In sostanza, nell’istanza si chiede al Municipio di valutare, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, la regolarità della procedura (culminata con l’inchiesta esterna) seguita dal Consiglio dell’Ente nella gestione della vicenda. Controllare, dunque, se siano stati rispettati i principi di legalità, proporzionalità, imparzialità e corretta governance. Presidente che, apprendiamo, non è stato coinvolto negli approfondimenti, essendo rimasto estraneo alla procedura per evitare possibili situazioni di conflitto d’interesse. Caverzasio, da noi contattato, ha preferito non esprimersi. Le conclusioni dei rapporti, allo stato attuale, non sono state rese pubbliche. Si sa, però, che dagli approfondimenti non sono stati rilevati episodi di rilevanza penale. È emerso altresì che non sono stati confermati la maggior parte degli altri comportamenti inadeguati o professionalmente sbagliati, segnalati a carico di collaboratori di ECAM. Sul protocollo che ha portato all’allestimento dei rapporti, però, si sollevano dubbi: a partire dal diritto di essere sentiti e di avere accesso agli atti. Dubbi che hanno portato al punto di diffidare l’Ente dal distruggere, modificare, eliminare o alterare qualsiasi documento, supporto informatico, e-mail, registro, file o archivio. La vicenda, allo stato attuale, appare tutt’altro che conclusa.

La politica reagisce e sollecita risposte

La questione è tanto sentita quanto delicata. Lo testimoniano le reazioni giunte dal mondo politico, nella forma di due interrogazioni firmate da UDC-UDF e PLR. Due testi che però – forse per attendere che la vicenda della Santa Filomena si delinei nella sua completezza – non si concentrano sulla struttura di Stabio. Parte dei quesiti vuole investigare la struttura dell’Ente e la sua governance. «La questione di fondo, va ben oltre i singoli episodi – si legge nel testo il cui primo firmatario è Lucio Lorenzon (UDC) –. Ciò che emerge è una domanda essenziale: il modello di governance di ECAM oggi è sufficientemente solido, trasparente e condiviso per affrontare le sfide future?». Al Municipio si chiede ad esempio un bilancio dell’attività di ECAM dalla sua fondazione nel 2016. Ma si chiede anche se nelle varie case anziani sono state rilevate criticità e se le misure proposte dal rapporto Pellanda sono state attuate. Il PLR domanda invece: «Qual è la valutazione del Municipio in merito all’attuale situazione finanziaria e organizzativa di ECAM?».

Dal generale si passa poi alla situazione specifica di Casa Girotondo a Novazzano. Una realtà gestita da ECAM con cui il Municipio di Novazzano ha ammesso di avere difficoltà comunicative, e da cui la Fondazione Casa Girotondo attenderebbe dei soldi. Nelle due interrogazioni si chiedono conferme e spiegazioni sul mancato versamento di 350.000 franchi da parte di ECAM alla Fondazione Casa Girotondo, ma si chiede anche se ci sono «altri importi scoperti».

Correlati
Santa Filomena, licenziamenti e correttivi
Si è conclusa l'inchiesta esterna sulla struttura di Stabio dell'Ente Case Anziani del Mendrisiotto – Gli approfondimenti non hanno permesso di appurare fatti di natura penale, sono però emerse criticità che hanno portato a misure riorganizzative, ad esempio relative alla gestione dei farmaci e all'allontanamento di un infermiere