Maroggia

Anche PoLuMe influenza il destino dell’ex Don Bosco

L’area, caratterizzata da un vuoto pianificatorio, è da anni in attesa di sapere se e quali contenuti potrà accogliere – A incidere sul blocco dell’iter una serie di aspetti collaterali, tra cui la mobilità regionale e il contenimento delle zone edificabili
© CdT/Chiara Zocchetti
Valentina Coda
14.07.2026 06:00

Il destino di una delle ultime aree non edificate affacciate sul Ceresio? Ancora non pervenuto. Il parco dell’ex collegio Don Bosco a Maroggia attende da svariati anni che il Cantone si pronunci (anche) sulla variante di Piano regolatore che consentirà di riempire un vuoto pianificatorio e mettere finalmente nero su bianco cosa ne sarà di quei dodicimila metri quadrati di terreno. Potrà essere edificato? Sì, no, in quale misura e con quali contenuti? Domande che rimangono sospese. A ben guardare, però, le sorti del comparto ex Don Bosco sono legate a doppia mandata a un contesto pianificatorio cantonale e regionale più ampio, quindi ad aspetti che vanno oltre il singolo fondo. Qualche esempio? Il progetto PoLuMe e il dimensionamento delle zone edificabili.

Sorti in bilico

Partendo dal presupposto che negli anni il Cantone non è stato silente con il Municipio di Val Mara circa l’andamento dell’iter pianificatorio, in quale modo gli esempi appena citati condizionano il destino del parco ex Don Bosco? Partiamo da PoLuMe (se verrà attuato, ovviamente). Il progetto prevede infatti «misure di accompagnamento e compensazione territoriale e paesaggistica, tuttora oggetto di approfondimenti», osserva il sindaco di Val Mara, Jgor Zocchetti, riferendosi alla riqualificazione della riva lago Maroggia-Capolago. Parallelamente, sempre a Maroggia «è in corso una riflessione sulla valorizzazione della foce del Mara e delle rive lacustri per migliorarne la qualità ambientale e la fruizione pubblica. Essendo situato in una posizione strategica sul fronte lago, il comparto ex Don Bosco deve essere valutato anche alla luce di queste prospettive». Ma non è tutto, perché così come altri Comuni, anche Val Mara «deve confrontarsi con le esigenze cantonali e federali legate al contenimento delle zone edificabili e all'applicazione della scheda R6 del Piano direttore (il comune presenta un sovradimensionamento delle riserve edificabili di oltre il 230%, ndr). La destinazione futura del comparto dovrà quindi essere coerente con il fabbisogno edificatorio e con gli indirizzi di sviluppo dell'intero comune. Anche eventuali Piani di utilizzazione cantonale e altri strumenti pianificatori superiori possono influenzare la pianificazione comunale, fissando obiettivi e vincoli che il Piano regolatore è tenuto a rispettare. Finché questi elementi non saranno chiariti, sarà difficile chiudere definitivamente il dossier», rileva il sindaco. Insomma, senza aver chiarito questi aspetti i cittadini non potranno avere un quadro chiaro e stabile. Val Mara, inoltre, si sta anche chinando, tramite gruppi di lavoro, sul Programma d’azione comunale, ovvero uno strumento strategico che darà una visione a tutto campo degli aspetti che caratterizzano Maroggia, Melano e Rovio. E nelle riflessioni in corso il comparto ex Don Bosco «viene considerato come possibile collegamento tra il nucleo storico, le rive del lago e la foce del Mara», puntualizza Zocchetti. Il Comune, lo ricordiamo, anni fa aveva fatto delle valutazioni per eventualmente acquistare il terreno da un privato. Un’opzione ancora sul tavolo o da escludere? «Prima di affrontare concretamente una simile operazione è però indispensabile conoscere il quadro pianificatorio definitivo; successivamente sarà il Consiglio comunale a valutare eventuali passi. Non si tratta quindi di un'ipotesi da escludere a priori, ma ogni valutazione dovrà essere effettuata una volta chiariti gli aspetti pianificatori ancora pendenti», chiosa il sindaco.

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