Anche Riva è oltre i limiti e mette in pausa l’edilizia

Malgrado la strategia sia diversa da quella adottata da altri Comuni – Riva San Vitale ha pubblicato una sorta di brochure –, la motivazione è la stessa. O meglio, il fattore scatenante: il Piano regolatore (PR) comunale è sovradimensionato e il Comune deve fare qualcosa per invertire la tendenza. Lo ha stabilito la verifica del dimensionamento del PR imposta dal Cantone nell’ambito della scheda R6. L’asticella, per tutti, è posta al 120%. Chi è sopra tale valore –vale a dire i Comuni in cui le riserve del PR rispetto al fabbisogno dei prossimi 15 anni sono superiori al 120% –, deve adottare delle misure per riallineare questi due parametri.
Ed è il caso di Riva San Vitale, dove il sovradimensionamento supera abbondantemente questa quota: raggiunge infatti il 218%. «Riva San Vitale presenta quindi una capacità edificatoria significativamente superiore a quella considerata necessaria sulla base dei parametri demografici e dei posti di lavoro», sono le parole usate dal Municipio per spiegarlo. E ancora: «Questo valore rende necessario un ripensamento delle possibilità edificatorie future e rappresenta uno dei principali nodi che il percorso pianificatorio dovrà sciogliere».
Orizzonte 2040
Uguale rispetto ad altri Comuni è anche la misura scelta per salvaguardare il proprio territorio: la Zona di pianificazione. Lo strumento consente sostanzialmente di «congelare» le zone edificabili, quindi di mettere in pausa i cantieri all’orizzonte. Una pausa (solitamente di 5 anni) durante la quale il Comune può studiare una strategia definitiva per ridurre il potenziale edificatorio e modificare il Piano regolatore in funzione della sua visione. Le intenzioni del Comune, come anticipato, sono spiegate in un opuscolo pubblicato all’albo comunale. Un documento che consente appunto al Municipio di illustrare in modo dettagliato i suoi intenti, prima di pubblicare formalmente la Zona di pianificazione.
«L’attuale PR di Riva San Vitale non risponde più pienamente ai criteri federali e cantonali relativi al corretto dimensionamento delle zone edificabili. Per questo motivo sarà necessario procedere a un suo aggiornamento, orientandolo verso un orizzonte temporale al 2040. Non si tratta semplicemente di modificare delle norme, ma di definire una nuova strategia territoriale coerente con l’evoluzione del Comune e con le esigenze delle generazioni future», premette l’Esecutivo prima di illustrare i «passi» verso il 2040. «La revisione del Piano regolatore sarà preceduta dall’elaborazione del Piano d’azione comunale per uno sviluppo centripeto di qualità, PAC» (anche in questo caso si tratta di uno dei compiti imposti ai Comuni dalla scheda R6, ndr). E ancora: «Il PAC si prefigge il compito di individuare gli indirizzi e gli obiettivi qualitativi sui quali costruire la futura pianificazione di Riva San Vitale. Sarà quindi il momento nel quale trasformare la visione di Pianificazione 2040 in una strategia concreta». In questo processo, si aggiunge, sarà coinvolta anche la popolazione.
Poche eccezioni
Prima ancora sarà adottata la Zona di pianificazione (ZP) citata in precedenza. «Una misura temporanea che consente di valutare con particolare attenzione gli interventi edilizi nelle aree interessate. Durante questo periodo è importante evitare che decisioni prese sulla base dell’attuale PR possano compromettere gli obiettivi che emergeranno dalla nuova pianificazione». Come Brusino, ma diversamente da altri Comuni, Riva non ha individuato dei comparti in cui attuare la Zona di pianificazione. Ad essere coinvolto in questa pausa edilizia sarà tutto il territorio comunale con l’esclusione delle zone definite nel Piano particolareggiato del nucleo e degli edifici e delle zone di interesse pubblico. Le domande di costruzione «continueranno a essere esaminate – si sottolinea in conclusione –, ma dovranno essere valutate anche rispetto alla compatibilità con gli indirizzi della pianificazione futura». In altre parole: ciò che sarà «coerente con il futuro sviluppo del Comune» sarà approvato, non accadrà lo stesso a «ciò che potrebbe limitare le possibilità pianificatorie». Per ulteriori dettagli bisognerà attendere la pubblicazione della Zona di pianificazione.

