Arriva il Maccabi Tel Aviv, l'FC Lugano: «Siamo pronti»

L’onda lunga delle guerre in Medio Oriente torna a farsi sentire a Lugano. Dopo una stagione di manifestazioni non autorizzate e relative tensioni, che invero sembravano essersi sopite negli ultimi mesi, a riaccendere la scintilla è il calcio. Nel suo cammino in Conference League, il FC Lugano ha infatti pescato la squadra israeliana del Maccabi Tel Aviv, contro cui giocherà all’AIL Arena giovedì 20 agosto. La tifoseria del Maccabi è composta anche da frange di estrema destra protagoniste in particolari di scontri politicamente connotati ad Amsterdam nel 2024 che erano divenuti un caso internazionale, tanto che nel 2025 venne vietato ai tifosi di assistere allo stadio la sfida di Londra contro l’Aston Villa; una decisione presa per ragioni di sicurezza e che non piacque all’allora primo ministro britannico Keir Starmer. Alla luce di questi trascorsi, i politici dell’MPS Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi hanno interrogato il Governo a proposito dei rischi insiti nella partita con il Lugano. Al contempo, il gruppo Gaza Action Ticino, assieme ad altre sigle pro Palestina, ha lanciato una «mobilitazione decisa e determinata contro la presenza della squadra in città», in quanto il Maccabi è ritenuta una squadra politicamente attiva: «Non abbiamo nessuna intenzione di rendere questa presenza facile - si legge in un comunicato. - La contestazione sarà netta, visibile e determinata».
Lo spauracchio resterà tale?
Al momento, afferma Giordano Ferrari, responsabile della sicurezza per il FC Lugano, «ci aspettiamo pochi tifosi ospiti». Questo è dovuto a diversi fattori, fra cui il poco tempo fra l’annuncio della partita e il suo svolgimento, la fase preliminare della competizione, e il fatto che ci sarà in ogni caso una partita di ritorno, che si giocherà inGeorgia. Lo spauracchio del tifo organizzato, in altre parole, sembra destinato a restare tale, ma questo non significa che la società stia prendendo la partita sottogamba. Ancora Ferrari: «Per ora non è annunciato l’arrivo del tifo organizzato, ma se la situazione dovesse mutare siamo pronti: essendo una partita potenzialmente a rischio è dall’annuncio dell’avversario che ci stiamo preparando con gli Enti di primo intervento a ogni scenario». Per l’AIL Arena si tratta probabilmente della prima partita europea con un rischio potenziale alto, ma altrettanto non si può dire per il concetto di sicurezza del FCL: «Abbiamo un’esperienza decennale nelle competizioni europee, anche se declinata piuttosto a Thun (ndr prima dell’AIL Arena il club doveva giocare lì le competizioni europee perché il vecchio Cornaredo non era a norma), ospitando diverse squadre con tifoserie che credono molto nei loro ideali. Il nostro partner è sempre stato la Polizia cantonale, quindi l’esperienza e il know how ci sono».
«Tutto questo - conclude il nostro interlocutore - lo facciamo soprattutto pensando alle famiglie che vogliono venire allo stadio e che hanno il diritto di assistere tranquillamente alla partita: è per loro che ci prepariamo senza improvvisare».
Situazione in divenire
L’FC Lugano è responsabile per la sicurezza all’interno dell’AIL Arena, mentre per ciò che accade all’esterno l’Ente competente è innanzitutto la Polizia cantonale. E al momento è più probabile che vi saranno momenti di tensione fuori dallo stadio, anziché all’interno. Anche qui, complici le numerose manifestazioni non autorizzate tenutesi a Lugano negli scorsi mesi, le autorità hanno accumulato esperienza nel gestirle. Contattata dai colleghi di TeleTicino, la Cantonale ha informato che «come da prassi sta monitorando la situazione, così da poter adottare le misure più adeguate in funzione della sua evoluzione».


