Il raggiro

Assunto come portinaio in città, «Ma prima paga, entro due ore»

Truffa del falso lavoro per il Comune di Lugano: a un candidato italiano sono stati inviati vari documenti contraffatti con il logo di Cantone e Confederazione svizzera – Per poter iniziare con l’impiego, avrebbe dovuto versare quasi 200 euro
© CdT/Gabriele Putzu

Un lavoro, ben retribuito, come portinaio in un palazzo in centro a Lugano che fa capo ad alloggi comunali. Per candidarsi, pochi semplici (oddio) passi, alcuni pagamenti da fare, possibilmente entro due ore, et voilà, l’assunzione è fatta. Tutto troppo bello per essere vero. E infatti parliamo dell’ennesima truffa del finto lavoro che “usa” la Svizzera e il Ticino per spillare soldi agli ignari candidati. In passato, su cdt.ch avevamo raccontato di raggiri incentrare su posizioni lavorative presso USI, SUPSI, EOC e Lugano Region. Questa volta, il raggiro segnalatoci da un lettore sfrutta i loghi di Confederazione Svizzera e Canton Ticino.

Alcuni veri, altri no

«Alcuni giorni fa avevo mandato dei CV per lavorare in Svizzera», racconta l’uomo (il nome è noto alla redazione), residente in Calabria. Il 3 agosto ecco la risposta: addirittura «un precontratto per essere assunto come portiere in una ditta di Lugano facente capo ad alloggi comunali». A questo punto, il nostro interlocutore risponde alla e-mail che, nel definire la pratica dell’assunzione, gli chiede di indicare «dati personali, stato di famiglia, contenziosi con la legge e coordinate bancarie per i futuri bonifici di lavoro». Il tutto gli viene spiegato da un foglio riassuntivo con il timbro della Confederazione e l’intestazione di una fantomatica Camera di Lavoro Europea per la Svizzera. Al nostro interlocutore viene chiesto di compilare diversi documenti italiani, ma con l’intestazione «Repubblica e Cantone Ticino», così come il questionario relativo al casellario giudiziale per l’assunzione alle dipendenze dello Stato (almeno questo originale e comunque facilmente reperibili online così come, ad esempio, quello relativo al casellario giudiziale). In caso di dubbi, le mail recano i link di entità a cui chiedere chiarimenti: dall’Autorità Cantonale Ticinese - Ufficio Permessi all’Autorità Cantonali - Collocamento del Ticino, aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 18. Tutti, però, rimandano a una pagina web vuota.

Un bonifico immediato

Ma non è tutto. E qui il nostro lettore inizia a insospettirsi. In un’altra e-mail gli viene pure chiesto di pagare, entro due ore, un importo di 126,10 euro per una «copertura sanitaria» e un secondo importo di 65,20 per una «rappresentanza giuridica». «Questi bonifici erano intestati ad una persona fisica e non ad un ente – racconta il nostro interlocutore –. Perciò, nel dubbio ho chiamato l’Ufficio immigrazione di Bellinzona, il quale mi ha messo in guardia». Ma da chi è orchestrato il raggiro? L’intestatario del conto indicato per il versamento, con IBAN italiano, è un cittadino rumeno (in Ticino non risulta indagato). Nella e-mail con le finte offerte di lavoro vengono indicati alcuni numeri di cellulare svizzeri (abbiamo provato a chiamare, e guarda un po’ non ha risposto nessuno) così come un numero con un prefisso della Repubblica Ceca. Anche qui, nessuna risposta. Quanto ai documenti, beh sono per la maggior parte originali e facilmente reperibili online, come anticipato in entrata. Ma tra tutti, il più «problematico» e sicuramente quello che presenta più indicatori tipici di una truffa è quello della fantomatica Camera di Lavoro Europea per la Svizzera con l’intestazione della Confederazione. Una sorta di promemoria con tutta una seria – in stile lista della spesa – di «documenti necessari per l’assunzione, da presentare in max 3 giorni (sì, c’è scritto proprio max, ndr) dal sollecito ufficiale». Si va dalla – citiamo – carta d’identità, al codice fiscale/tessera sanitaria, all’autocertificato di stato famiglia e residenza fino alla cassa malattia (rimpatrio assistito) per un mese di 121,60 euro. Qui, le richieste iniziano a diventare alquanto creative. Il quinto documento necessario da presentare è una «consulenza giuridica da fare con un sindacato oppure con noi», il sesto un presunto «Europeo DFT cat 2 per lavorare nello Spazio Shengen» (Schengen, se del caso, aggiungiamo noi), ma anche la «sottoscrizione modulo sulla Privacy» con dei riferimenti normativi italiani vecchi di anni e sostituiti da nuovi decreti legge. Infine, il gran finale: la «visita medica». «In osservanza alla legge 626 relativa alla sicurezza sul lavoro (il decreto è stato abrogato nel 2008, ndr), prima dell’assunzione è necessario effettuare una visita medica di idoneità. La visita medica verrà fatta nella nostra sede (quale non è dato saperlo, ndr). Tutte le spese relative alle visite mediche ed agli eventuali accertamenti prescritti sono gratuite per o comunque a carico del datore di lavoro. N.B. Non richiedere il certificato di assenza di condanne panali in Italia perché la spesa di € 80,00 è a carico del datore di lavoro, basta compilare l’autocertificazione che le abbiamo spedito».

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