Mendrisiotto

Autostrade nascoste

Nel Distretto si sono moltiplicate idee e intenzioni volte a coprire larghi tratti della A2: da PoLuMe all’ultimo segmento che porta al confine con l’Italia – Il direttore del Diparitmento del Territorio Zali: «Abbiamo realizzato da zero l’opportunità della copertura autostradale di Airolo e questo ha risvegliato probabilmente l’interesse di molti»
©Chiara Zocchetti
Stefano Lippmann
09.08.2023 06:00

E se il tratto autostradale che scorre lungo il Mendrisiotto fosse, sostanzialmente, interrato o in galleria? Una suggestione che, soprattutto nel corso degli ultimi anni, si è fatta largo. È emersa con diverse idee, non per forza collegate tra loro. Alcuni esempi? Nell’ambito della progettazione di PoLuMe – la terza corsia dinamica della A2 tra Mendrisio e Lugano – si è proposto di «nascondere» l’autostrada anche da Maroggia a Mendrisio. A sud, invece, due progetti tengono banco: far scorrere l’ultimo tratto autostradale sotto la collina del Penz oppure interrarlo a partire da Coldrerio, sino al valico di Brogeda. Anche a Mendrisio non mancano le idee: una di queste mira all’interramento delle corsie in zona Campagnadorna. Nel caso gli studi portino alla progettazione di un corridoio autostradale verso Stabio-Gaggiolo, inoltre, da più parti si invoca che questo sia «celato». Insomma, almeno nelle intenzioni si sta avviando una sorta di cambio di paradigma. Ad ampio respiro abbiamo dunque interpellato il direttore del Dipartimento del territorio, Claudio Zali il quale, innazitutto, fa una premessa: «Bisogna ricordare che stiamo parlando di una proprietà federale (l’autostrada, ndr.) e che correggere un’impostazione ritenuta valida negli anni ‘60-’70, ma ora non più al passo con le esigenze, è doppiamente difficile». Fattosta, però, che ci si è messi al lavoro. «I progetti nel Mendrisiotto non sono di certo i primi che si sono avviati. Gli impulsi – commenta il consigliere di Stato – sono venuti anche da altre parti del Cantone. Noi abbiamo realizzato da zero l’opportunità della copertura autostradale di Airolo e questo ha risvegliato probabilmente l’interesse di molti. C’è pure il progetto del PAV (Progetto Alto Vedeggio, ndr.) che segue il suo corso già da alcuni anni».

Operazioni complesse

Prima di addentrarci più nel dettaglio dei progetti, Zali precisa che «per tutti questi percorsi l’iter sarà necessariamente di grande respiro, perché sono operazioni complesse dal profilo territoriale, finanziario, pianificatorio e anche la cantieristica è complicata». A partire da PoLuMe: «Per volontà del Dipartimento, e non di altri, è già stata data un’accelerazione prevedendo subito l’intera galleria di aggiramento di Bissone, che, è bene ricordare,il progetto federale inziale non contemplava. Grazie a questo intervento – sottolinea il nostro interlocutore – sarà possibile spostare la strada cantonale sull’attuale sedime autostradale, riqualificando così completamente il nucleo di Bissone. Il Consiglio federale ha inoltre incaricato l’USTRA di studiare la possibilità di prosecuzione in galleria fino a Mendrisio, ma sarà una realizzazione di più lungo termine. In parallelo il Dipartimento condurrà il progetto di rivitalizzazione della riva del lago tra Maroggia e Capolago con il coinvolgimento di USTRA e dei due Comuni di Val Mara e Mendrisio. L’obiettivo è quello di approfittare dell’esigenza di USTRA di depositare il materiale di scavo per riqualificare la riva lacustre dal profilo naturalistico e renderla fruibile alla popolazione».

Variabili... al confine

Scendendo un po’ più a sud, a pochi passi dal confine con l’Italia, sono due le idee di copertura autostradale. «Per Chiasso – conferma il consigliere di Stato – stiamo conducendo degli approfondimenti delle due idee progettuali, le quali hanno pregi ma anche incognite. Al momento – continua – non è ancora emersa una preferenza, lo studio in corso darà degli elementi di giudizio che consentiranno una prima valutazione». A mente del nostro interlocutore v’è, in questo caso, un’ulteriore riflessione da non sottovalutare: «Prima ancora di avere l’esito di questi studi è già chiaro che una variante che dipenda da opere eseguite in Italia racchiude in sé una complessità molto maggiore, perché comporta doversi coordinare con un’altra nazione con cui non sempre è facile realizzare delle collaborazioni».

E verso il Gaggiolo?

Altro tema, il corridoio autostradale verso il valico del Gaggiolo. Negli anni non sono mancate le iniziative (anche del Cantone) per tentare di diminuire il traffico, in particolar modo quello transfrontaliero. La realizzazione di un corridoio verso Stabio, secondo alcuni, porterà ad un aumento del traffico. Secondo altri, invece, ciò permetterà di sgravare le strade cantonali e comunali. Il Dipartimento del Territorio si è fatto un’idea delle potenzialità (o delle criticità) di un’eventuale realizzazione? «Le priorità cantonali fatte proprie anche dalla Confederazione riguardano i due progetti faro: PoLuMe e A2-A13, il collegamento tra Bellinzona e Locarno per il quale gran parte del tracciato progettato dal Cantone scorre in galleria. Per la tratta Mendrisio-Stabio-Gaggiolo negli scorsi decenni sono stati elaborati documenti, scritti fiumi di inchiostro e la popolazione è stata anche chiamata in votazione – annota Zali –. L’urgenza di un intervento ad ampio respiro non è data, anche a seguito della realizzazione della ferrovia Mendrisio-Varese che da diversi anni rappresenta un’ottima alternativa all’uso dell’automobile da Varese verso il Ticino e tra Varese e Como. L’USTRA ha annunciato uno studio complessivo che riguarda i flussi di traffico in tutto il Mendrisiotto allo scopo di aggiornare le valutazioni e individuare le esigenze effettive. Solo a seguito di tale studio sarà possibile capire se un intervento infrastrutturale su questa tratta sia opportuno ed efficace. Da parte nostra – conclude il direttore del DT – non possiamo che salutare con favore tale intendimento perché mostra l’interesse della Confederazione per l’intero territorio cantonale.

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