«Avviso di fallimento»: altre nubi sul Centro Ovale

Un altro colpo di scena, ancora nuvole nere sopra la società anonima ormai ex proprietaria del Centro Ovale di Chiasso. Tra le varie pubblicazioni legali comparse nell’edizione di ieri del Foglio Ufficiale, ne spicca una che recita: «Avviso provvisorio di apertura di fallimento Centro Ovale 1 SA». Data della dichiarazione di fallimento? Il 9 settembre 2026. L’altro ieri. Il debitore a cui fa riferimento il Foglio Ufficiale è proprio la società di via Pietro e Luisita Chiesa 2, quella che qualche settimana fa – avevamo anticipato la notizia nell’edizione dello scorso 20 agosto – aveva ceduto la proprietà della struttura, da anni al centro di un progetto di rilancio, ad un’altra società anonima tramite un’operazione immobiliare. Sulle indicazioni giuridiche, nella pubblicazione si legge che «i debitori del fallito non possono più corrispondergli pagamenti pena il rischio di dover pagare due volte».
Futuro ancora incerto
Negli spazi ormai vuoti da anni di via Pietro e Luisita Chiesa 2 sono riecheggiati vari scossoni negli ultimi tempi. L’ultimo in ordine cronologico, come accennato, risale a nemmeno un mese fa e riguarda l’operazione di compravendita del Centro Ovale. La nuova realtà che ora ne detiene la proprietà è di recente fondazione: stando al Registro di commercio, lo statuto riporta la data del 30 giugno 2026. Non è ancora dato sapere, comunque, se la nuova SA intenda proseguire con il progetto di rilancio portato avanti dal suo predecessore – ossia far diventare lo stabile, rinominato Ellipticum, un centro di intrattenimento digitale – oppure cambiare completamente rotta. A proposito di Ellipticum, negli ultimi tempi si era compreso che i lavori non procedessero secondo quanto preventivato. Nel giugno del 2025, l’allora promotore aveva detto al CdT che la volontà era quella di aprire il centro per le festività natalizie. Con il passare del tempo, però, non aveva nascosto che vi erano delle «difficoltà contingenti», ma che si stava «onorando con massimo impegno quanto concordato».


