«Balzo tecnologico in avanti per soccorsi ancora migliori»

Un ulteriore balzo in avanti dal punto di vista tecnologico che non è fine a sé stesso, ma compiuto per assicurare ai pazienti un soccorso ancora più rapido, efficiente e sicuro. Dopo 25 anni di onorato servizio, l’elicottero AgustaWestland Da Vinci utilizzato fino a poche settimane fa dalla Rega, la guardia aerea svizzera di soccorso, è stato rimpiazzato dall’Airbus H145 D3. Il passaggio di testimone tra i due aeromobili è stato ufficializzato ieri al Castel Grande di Bellinzona, dove la Rega ha voluto trasferirsi lasciando temporaneamente la base di Locarno, per presentare appunto la nuova eliambulanza entrata in servizio a fine marzo. Il salto di qualità al quale abbiamo accennato all’inizio è stato sottolineato da Philipp Simmen, membro di direzione e capo settore operazioni elicottero della Rega, che ha ricordato come il nuovo velivolo permetta di operare ancora meglio in un territorio difficile come quello del Ticino e del Grigioni italiano. Il nuovo elicottero di soccorso, con matricola «HB-TIN», ha aggiunto Simmen, risulta decisivo soprattutto per gli interventi di soccorso in montagna. Il perché lo ha spiegato Silvio Pini, «test pilot» della base di Locarno della Rega.
Potenza fa rima con sicurezza
Grazie al nuovo rotore a cinque pale, l’Airbus H145 D3 dispone di una capacità di carico utile superiore di 150 chili. Ciò garantisce all’equipaggio una maggiore riserva di potenza durante gli interventi. E maggiore potenza fa rima con maggiore margine di sicurezza per le missioni complesse, specialmente in alta montagna. Inoltre, la quinta pala del rotore riduce parecchio le vibrazioni in cabina, a vantaggio sia di medici e paramedici, sia soprattutto dei pazienti. La cabina, appunto: rispetto al modello precedente, quella dell’Airbus H145 D3, completamente riprogettata, offre a pazienti ed equipaggio condizioni ottimali e spazio sufficiente per le attrezzature mediche speciali.
Volo strumentale d’avanguardia
Un nuovo sistema di navigazione e avionica nel cockpit consentirà poi di effettuare procedure d’avvicinamento ancora più precise nel volo strumentale. Se nel descrivere questo ulteriore miglioramento Pini ha coniugato i verbi al futuro è perché la procedura di certificazione dell’Airbus H145 D3 per questo tipo di volo strumentale, uno dei primi al mondo che dovrebbe riceverla, è tuttora in corso. Ma non è ancora tutto: i fari supplementari garantiranno una migliore illuminazione delle piazzole d’atterraggio sul terreno durante gli interventi notturni.
Insomma, per riprendere le parole di Simmen, quello che sta compiendo la Rega per tutte le sue basi - e quella di Locarno è tra le prime ad averlo fatto - è un notevole salto di qualità nel soccorso aereo.
Una storia lunga oltre 60 anni
Quest’ultimo salto di qualità si inserisce nel costante miglioramento logistico e tecnologico che ha contrassegnato la storia della Rega al sud delle Alpi. Fino all’inizio degli anni Sessanta del secolo scorso, ha ricordato il capobase Rega di Locarno Amos Brenn, in caso di bisogno gli elicotteri di soccorso giungevano da oltre San Gottardo. Nel 1963 all’aeroporto di Locarno iniziarono a stazionare i primi elicotteri. Di piccole dimensioni, non erano ancora dotati di un vero e proprio equipaggiamento medico. Alla fine degli anni Settanta la Rega si dotò della sua prima eliambulanza, mentre negli anni Ottanta poté contare su una base degna di questo nome. Nel 2010 entrò in servizio l’elicottero AgustaWestland Da Vinci, che proprio in questi giorni si è guadagnato la pensione. E ora un ulteriore balzo in avanti grazie all’Airbus H145 D3.
Il comprensorio: missioni in Ticino e nel Moesano
Voli diretti anche in Italia — L’elibase della Rega nella Svizzera italiana è attiva dal 1980 (vedi l’articolo principale) e opera in una regione impegnativa. Esegue in media oltre 700 missioni all’anno ed è sollecitata soprattutto per infortuni sulle piste da sci e interventi con il verricello in montagna, su laghi e corsi d’acqua. Il numero degli interventi per prestare soccorso a persone coinvolte in incidenti stradali ed infortuni sul lavoro è in costante aumento. Il territorio d’intervento della base Rega 6 comprende anche parte del Grigioni italiano: tutta la Mesolcina fino al San Bernardino, compresa evidentemente anche la Val Calanca. Non sono rari neppure i voli effettuati verso la vicina Italia.

