Bellinzona, il comandante dei pompieri Samuele Barenco lascia a fine 2026

Il comandante del Corpo civici Pompieri della Città di Bellinzona, Samuele Barenco, lascerà il proprio incarico il 31 dicembre di quest'anno. Lo ha comunicato il Municipio, che ha preso atto delle dimissioni presentate dall'ingegnere, motivate dalla volontà di affrontare nuove sfide professionali. Nel ringraziare Barenco per il lavoro svolto, l'Esecutivo ha sottolineato il contributo fornito alla crescita e allo sviluppo del Corpo nel corso degli ultimi anni. Attivo tra i pompieri dal 1995, aveva assunto il comando nel 2013.
Il suo mandato
Durante il suo mandato ha guidato la riorganizzazione e la parziale professionalizzazione dei Civici Pompieri di Bellinzona, oltre a seguire il complesso processo di fusione e integrazione con i Corpi di Cadenazzo e Gambarogno. Un percorso che ha portato alla costituzione dell'attuale struttura, nella quale operano complessivamente oltre 250 militi, tra cui più di 200 volontarie e volontari impegnati nei reparti urbani e di montagna. Il comprensorio d'intervento coperto dal Corpo si estende oggi dalla zona di Dirinella, al confine con l'Italia, fino alle montagne del Gambarogno, del San Jorio e del Pizzo di Claro. Vi rientrano inoltre importanti aree industriali, come quelle di Sant'Antonino, Giubiasco e Castione, oltre ai principali centri urbani della regione. Il Municipio ha annunciato che nei prossimi giorni sarà pubblicato il concorso per individuare il nuovo comandante.
Un momento delicato
Le dimissioni di Barenco arrivano in un momento delicato per il Corpo bellinzonese, a causa del (discusso) piano per la nuova caserma. Il progetto voluto dal Municipio prevede l’acquisto e la trasformazione dell’ex LATI di Sant’Antonino, per un investimento complessivo stimato in circa 34 milioni di franchi. Un’operazione che dovrebbe garantire ai pompieri una nuova sede entro il 2028 o il 2029, anno del bicentenario. Una proposta, tuttavia, tutt’altro che universalmente condivisa. Come già riferito, a fine aprile un gruppo di pompieri volontari aveva contestato apertamente la scelta, definendola un’operazione «dettata dalla fretta» e sollevando interrogativi sui costi di ristrutturazione e sulle condizioni dell’edificio. Dubbi che hanno trovato eco anche in Consiglio comunale, dove esponenti di vari schieramenti hanno chiesto, nelle ultime settimane, ulteriori approfondimenti, in particolare sull’opzione dell’ex Birreria a Carasso, prima valutata e poi accantonata.
