No, per la caserma non c'è proprio pace

«Quali studi e valutazioni tecniche sono stati effettuati per confrontare in modo completo e oggettivo la soluzione dell’ex Birreria di Carasso con quella di Sant’Antonino, includendo costi a lungo termine, tempi di intervento e impatto operativo?». Il tema rimane quello. E come abbiamo riferito oggi il focus è ora posto sulle varianti in gioco quale ubicazione per realizzare la futura caserma dei pompieri di Bellinzona. Il Municipio ha scelto l’ex LATI di Sant’Antonino. Ma da più parti la politica cittadina spinge per l’ex Birreria a Carasso. Dopo l’interrogazione è dunque la volta dell’interpellanza per Matteo Pronzini e Martino Colombo (MPS), i quali chiedono in particolare se è stata valutata «l’adeguatezza dei tempi di intervento verso il centro cittadino di Bellinzona, le zone densamente abitate e le infrastrutture sensibili (ospedale, case anziani e cliniche) con una caserma principale ubicata a Sant’Antonino».
Il traffico preoccupa
I due consiglieri comunali domandano inoltre all’Esecutivo se «sono state prese in considerazione le problematiche legate al traffico, in particolare nelle ore di punta e nei periodi di forte afflusso turistico, sia per l’arrivo dei militi volontari sia per l’uscita dei mezzi di intervento. Come si intende garantire la prontezza della prima partenza nelle fasce serali, notturne e nei periodi di traffico intenso?». Pronzini e Colombo chiedono poi se è stata valutata l’ipotesi di «un passaggio al professionismo sulle 24 ore quale conseguenza indiretta dello spostamento della caserma. In caso affermativo, quali sarebbero i costi?». i rappresentanti dell'MPS vogliono infine sapere se «corrispondono al vero le voci relative alla necessità di istituire un distaccamento nord (ad esempio a Castione). In caso affermativo, dove verrebbe ubicato e quali sarebbero i costi preventivati?».


