Bellinzona, piscine teleriscaldate

BELLINZONA - Il Bagno pubblico di Bellinzona si «alimenterà» con il calore della combustione dei rifiuti dell'inceneritore di Giubiasco. Nell'ambito del restauro conservativo da oltre 11 milioni di franchi delle piscine, verrà pure sostituita l'intera e vetusta impiantistica che genera ogni stagione elevati costi di esercizio e di manutenzione. Il Municipio ha optato per allacciarsi a TERIS, il teleriscaldamento da 50 milioni promosso nel Bellinzonese dall'omonima società anonima costituita dall'Azienda elettrica ticinese, dall'Azienda cantonale dei rifiuti e dal Comune di Giubiasco. La scelta è caduta su questo sistema di produzione di energia dopo che una perizia, fatta eseguire dall'Esecutivo cittadino, ha appurato la fattibilità tecnica e soprattutto finanziaria dell'operazione.
Sulle cifre le bocche rimangono al momento cucite, in quanto si sono fatte delle stime ed ora si dovranno valutare più approfonditamente i costi di esercizio e di gestione futura dell'impianto. In ogni modo quello che è certo è che l'acqua delle vasche del Lido della Turrita verrà riscaldata con gli scarti che finiscono nel termovalorizzatore. Oggi si fa capo alla centrale a gasolio. La rete di TERIS, alla quale sono già collegati diversi stabili pubblici e privati, arriverà in zona Bagno pubblico nel 2016. Si tratta di un'intesa soddisfacente per ambo le parti, in quanto durante la bella stagione (quando i riscaldamenti, cioè, sono spenti) la SA avrà nelle piscine il principale cliente.
Intanto al Bagno pubblico si registra il boom di affluenza. Quest'anno, complice la canicola di queste prime settimane di luglio, le entrate massicce hanno sorpreso gli stessi gestori della piscina (aperta a metà maggio). La crisi segnata dal maltempo dell'estate scorsa sembra – per così dire – acqua passata. «Siamo molto soddisfatti», riferisce al CdT Giorgio Bernasconi, direttore di Bellinzona Sport. Il quale puntualizza come alla fine di giugno «gli ingressi erano già a quota 25 mila, il doppio rispetto al 2014. L'obiettivo è tornare a raggiungere i 90.000, media registrata negli ultimi dieci anni. Se la tendenza dovesse rimanere quella attuale, dovremmo arrivarci senza difficoltà». Tuttavia, anche nel migliore dei casi, resta impensabile risanare il deficit fatto registrare la scorsa stagione: «Il danno è fatto – prosegue Bernasconi –. Gli ingressi sono precipitati a 43.000 a causa delle pessime condizioni meteorologiche. Compensare la perdita durante questi mesi significherebbe raggiungere le 120 mila entrate, il che è inimmaginabile».
