Il discorso

Bellinzona, un Primo agosto attento al clima

Nel corso dei festeggiamenti per la Festa nazionale, il sindaco Mario Branda ha parlato della decisione di rinunciare ai tradizionali fuochi d'artificio per l'elevato rischio di incendi, sottolineando l'impatto del cambiamento climatico: «Non si può più tergiversare, chi ha a cuore questo Paese agisca»
© Città di Bellinzona
Red. Bellinzona
02.08.2026 15:30

Un Primo agosto diverso dal solito quello celebrato in Piazza del Sole a Bellinzona. Non soltanto per la presenza di Pierre Tami, direttore della Nazionale svizzera di calcio, ospite d'onore della serata, ma anche per la scelta «inevitabile» - per usare le parole del sindaco Mario Branda – di rinunciare ai tradizionali fuochi d'artificio a causa dell'elevato rischio di incendi. «Un segno dei tempi», ha sottolineato Branda nel discorso ai cittadini: «I ripetuti periodi di canicola, le ondate di calore che si ripetono ad intervalli sempre più brevi e su aree sempre più estese. Non riguardano solo il nostro Cantone o la Svizzera, ma tutto il continente europeo e pure l’America e l’Asia. È il cambiamento climatico».

Un appello

Riconoscendo la delusione di molti, soprattutto dei bambini, il sindaco ha evidenziato che «rinunciare ai fuochi d’artificio per chi vive circondato da montagne e boschi è un peccato e anche un sacrificio: non così grande però come per chi è stato costretto – proprio gli scorsi giorni - a fuggire da casa lasciando indietro i propri beni o per chi, ancora in questo momento, vive sotto la minaccia e con la paura di dover evacuare il proprio villaggio o la propria città», com'è il caso per chi sta vivendo i grandi incendi che hanno colpito Francia, Spagna e Grecia.

Proprio il cambiamento climatico è stato filo conduttore dell'intervento. Branda ha citato anche il progressivo scioglimento dei ghiacciai, la diminuzione delle riserve idriche e il calo del livello di fiumi e laghi, fenomeni che stanno interessando anche un Paese «ricco e felice della propria acqua come la Svizzera». Quindi l'appello: «Stiamo tutti ricevendo segnali chiari dalla natura, messaggi che ci dicono che il tempo è scaduto, che non si può più tergiversare e che tutti, ora, siamo chiamati a fare la nostra parte per correggere l’evoluzione delle cose, per fare in modo di evitare il peggio a noi stessi certo, ma anche, e soprattutto, alle bambine ed ai bambini che festeggiano con noi qui ed oggi in ogni piazza del Paese questo Primo agosto. Uno sforzo ed un impegno unitario e condiviso da chiunque, poco importa se svizzero da generazioni o straniero, abbia a cuore le sorti del nostro Paese, ne riconosca la forza, la bellezza, ma anche le ombre e le fragilità».

Accoglienza

Dalla crisi climatica il discorso si è poi spostato sul tema dell'unità nazionale, prendendo spunto dal recente percorso della Nazionale svizzera di calcio. Branda ha evidenziato come la squadra diretta da Pierre Tami e allenata da Murat Yakin abbia saputo valorizzare il collettivo più che i singoli talenti, trasformando possibili fragilità in punti di forza. Un esempio che, secondo il sindaco, riflette la storia stessa della Svizzera, «riuscita dapprima a mettere insieme e far convivere popolazioni diverse con lingue diverse, religioni diverse, tradizioni diverse» e in seguito, a partire dal secolo scorso, « ad accogliere ed integrare, nel corso di oltre settant’anni decina di migliaia, addirittura centinaia di migliaia di persone provenienti da ogni angolo d’Europa e non solo. Oggi queste persone ed i loro discendenti costituiscono una parte importante dell’ossatura del nostro Paese. E di quello che continua ad essere il suo successo».

Ringraziando l'ospite d'onore per la sua presenza, Branda ha chiuso con un pensiero ai conflitti aperti nel mondo, dall'Ucraina alla Palestina, fino al Sud Sudan, con un richiamo alla pace e alla solidarietà.