«Berna non ha modificato approccio sul sostegno alle circonvallazioni»

Quello del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle telecomunicazioni (DATEC) e dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale è un cambio di paradigma non indifferente, aveva rilevato il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi, martedì in una conferenza stampa che ha rimescolato le carte (e le tappe) della tanto discussa circonvallazione Agno-Bioggio. Un cambio di rotta tanto importante che ha portato al ritiro del (contestato) messaggio governativo dello scorso giugno e all’allestimento di uno nuovo (previsto per la fine dell’anno) per la realizzazione della prima – e forse meno onerosa – tappa, in cui verrà richiesto un finanziamento federale nell’ambito del sesto Piano di agglomerato del Luganese (PAL) dopo la disponibilità di Berna ad entrare in materia. Tutto questo sapendo che si sta ragionando in un orizzonte temporale abbastanza lungo, se è vero come è vero che oggi si immagina l’avvio dei lavori di costruzione tra dieci anni, quindi nel 2035.
I dubbi di Storni
Se questa apertura rappresenta un sospiro di sollievo per il Governo cantonale, alcuni si sono soffermati sul significato di «cambio di paradigma», non riuscendo però a contestualizzarlo in questo progetto di prima tappa Cavezzolo-Bioggio della circonvallazione. È il caso, ad esempio, del consigliere nazionale e membro della Commissione trasporti e telecomunicazioni, Bruno Storni, che si intende di condizioni necessarie e misure accompagnatorie per la buona riuscita di un progetto inserito nel PAL vista l’esperienza della galleria Moscia-Acapulco. «La questione cambio di paradigma nei Programmi d’agglomerato (PA) non riesco a contestualizzarla in questo progetto. Sappiamo che il Consiglio federale ha deciso adeguamenti per facilitare l’attuazione dei PA riducendo l’onere amministrativo per misure di modesta entità. Inoltre, il paesaggio viene considerato come tema trasversale sia nel settore dei trasporti sia in quello degli insediamenti. Non mi sembra cambiato il concetto di base che i PA debbano considerare un approccio dei trasporti integrato che promuova la mobilità pubblica e dolce. Nella fattispecie – continua Storni –, il finanziamento federale della circonvallazione Agno-Bioggio dipenderà dal rispetto di questi presupposti. A meno che il paradigma sia che non si poteva suddividere un’opera a tappe, ma rimangono le condizioni citate sopra».
Le sicurezze del DATEC
Chi ne sa di più è sicuramente chi lo scorso 20 gennaio ha incontrato l’autorità cantonale, che proprio a seguito dell’incontro ha annunciato martedì scorso la «piccola rivoluzione» per la circonvallazione. E cioè il segretario generale del Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), Yves Bichsel, che ha partecipato alla riunione. «La Confederazione non ha modificato il proprio paradigma riguardo ai grandi progetti infrastrutturali finanziabili con fondi federali nell’ambito dei PAL – precisa Bichsel –. Progetti come le circonvallazioni possono in linea di principio essere esaminati nel quadro di tali programmi e, se soddisfano determinati requisiti, ottenere un cofinanziamento federale». Per ambire a un finanziamento federale la circonvallazione di Agno-Bioggio, prosegue Bichsel, dovrà avere come «elemento centrale un rapporto costi-benefici favorevole». Tutto questo sapendo, come ha detto martedì scorso il direttore del Dipartimento del territorio (DT), Claudio Zali, che ha annunciato il cambio di programma per l’infrastruttura viaria insieme a Gobbi, la concorrenza sarà agguerrita. È insomma plausibile pensare che le candidature per poter accedere ai finanziamenti federali nell’ambito dei PAL non saranno poche. Anzi. Ma c’è un limite al finanziamento globale previsto? E a quanto ammonta? Ancora il segretario del DATEC: «Dipende dal numero, dalla qualità e dalla portata dei Programmi d’agglomerato presentati. Il Fondo per le strade nazionali e il traffico d’agglomerato (FOSTRA) – sottolinea Bichsel – mette a disposizione tra il 9 e il 12 per cento delle spese annuali per il Programma traffico d’agglomerato, pari a circa 1,5 miliardi di franchi ogni quattro anni».


