Territorio

Circonvallazione Agno-Bioggio: si rimescolano le tappe

Fino a oggi la realizzazione dell’infrastruttura era stata divisa in tre comparti distinti, ma con l’aggiornamento preannunciato martedì, teso a chiedere e ottenere i finanziamenti federali, i settori di intervento si riducono soltanto a due
© CdT/Gabriele Putzu
Andrea Bertagni
Valentina Coda
Andrea BertagnieValentina Coda
12.02.2026 06:00

«L’idea è quella di fare una prima tappa Cavezzolo-Bioggio in sinergia con la rete del tram-treno, realizzando già la strada lungo l'aeroporto per poi collegarsi in zona strada cantonale alla fine della Piodella». Così martedì il direttore della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio (DT), Diego Rodoni, ha preannunciato quello che potrebbe essere il nuovo approccio del DT alla circonvallazione Agno-Bioggio. Un nuovo approccio che, stando così le cose, modificherebbe le indicazioni fino a oggi emerse sui contenuti e le modalità di intervento dell’infrastruttura. Sì, perché se prima il tracciato era stato diviso in tre parti – comparto Bioggio, comparto Centrale e comparto Agno – con la nuova impostazione si raggrupperebbero i primi due comparti, Bioggio e Centrale, lasciando il terzo per ultimo.

L’ulteriore conferma

Da tre a due tappe, dunque. Almeno è questo quello che è filtrato martedì durante l’aggiornamento della situazione voluto dal Consiglio di Stato e dal DT. Giacché intervenire anche sulla strada lungo l’aeroporto significherebbe allungare i lavori dal comparto Bioggio fino al comparto Centrale, che contempla, appunto, lo scalo di Agno. A confermare al Corriere del Ticino il cambio di impostazione è anche Thomas Bühler, capo area opere strategiche della Divisione delle costruzioni. «La prima tappa comprende sostanzialmente la realizzazione dei due comparti di Bioggio e Centrale, quest’ultimo termina circa 300 metri a nord della strada cantonale della Piodella, con l’aggiunta di un nuovo innesto/svincolo presso la Piodella».

A restare fuori dalla prima tappa sarebbe dunque il comparto Agno. Un segmento, tra l’altro, fortemente contestato dallo stesso Comune (e non solo), che si oppone a un tracciato a cielo aperto che aggira l’abitato di Agno (piazza Vicari) e «materializza» il nuovo collegamento dell’attuale strada cantonale a sud di Agno, in zona Vallone. «È chiaro che dal punto di vista tecnico dovremo fare degli approfondimenti», ha aggiunto martedì Rodoni, riferendosi alla prima tappa. Dal canto suo il direttore del Territorio, sempre due giorni fa, ha aggiunto: «Il primo passo sarà quello di contenere al massimo i costi della prima tappa che si andrà a realizzare con il credito già approvato nel 2011 integrandolo con un credito aggiuntivo di entità ragionevole, di sicuro inferiore ai 100 milioni».

I finanziamenti

E sarà proprio per questa prima tappa che verrà richiesto un finanziamento federale nell’ambito del sesto Piano di agglomerato del Luganese (PAL). Non a caso, sempre martedì, si è parlato di un cambio di paradigma da parte di Berna. «Ora – ha riferito il presidente del Consiglio di Stato, Norman Gobbi – c’è la disponibilità da parte della Confederazione ad entrare in materia di un finanziamento federale per le grandi opere infrastrutturali, che possono essere inserite nei Programmi di agglomerato».

Una delle prime conseguenze di questo cambio di paradigma è il ritiro del messaggio del DT all’indirizzo del Gran Consiglio – presentato lo scorso giugno – che non prevedeva finanziamenti federali e immaginava la realizzazione della circonvallazione con un tracciato tutto in superficie per un costo di 338 milioni di franchi. Messaggio che aveva cercato di trovare «un compromesso tra le esigenze finanziarie del Cantone sempre più ristrette e le aspettative dei Comuni», ha specificato martedì Zali, senza però trovare, appunto, la convergenza completa tra questi ultimi, dato che favorevole si era detto soltanto Bioggio.

Le consultazioni

A questo proposito, forti critiche in passato erano giunte anche dalla Conferenza dei sindaci del Malcantone, che aveva inviato una lettera all’attenzione di Bellinzona proprio per chiedere il ritiro del messaggio, di rivedere il progetto e di riflettere su un’alternativa. Inoltre, nella missiva veniva chiesto di essere interpellati qualora il Cantone optasse per una sorta di «dietrofront». Il messaggio sarà dunque ritirato, ne verrà presentato uno nuovo, ma la Conferenza dei sindaci a oggi non è stata ancora interpellata dei cambiamenti. Di sicuro, a essere coinvolti, hanno riferito Gobbi e Zali martedì, saranno i Comuni interessati dal tracciato, quindi Agno, Bioggio e Muzzano.

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