Confine

Bimbo morto a sette mesi: l’inchiesta è chiusa e si è allargata

I genitori arrestati a Vacallo dovranno rispondere di omicidio, ma tra gli accusati ci sono anche i nonni che sapevano del trasferimento in Svizzera – Le altre due figlie saranno date in affido
Red. Mendrisio
22.07.2026 16:31

Emergono novità in merito alla vicenda che coinvolge la giovane coppia accusata di aver maltrattato il proprio figlio tanto da provocarne la morte, nel 2024 a Borgomanero (in provincia di Novara). Il figlioletto aveva 7 mesi. I due respingono da sempre le accuse. Le novità sono emerse a seguito della chiusura dell’inchiesta, ma anche di due recenti sentenze del Tribunale Federale a cui sia il 28.enne che la 27.enne si erano rivolti per evitare l’estradizione in Italia. Sì perché i due erano stati arrestati in marzo a Vacallo, dove si erano trasferiti da qualche mese, forse per evitare che fosse loro tolta la prima figlia.

Le due sentenze confermano la decisione dell’Ufficio federale di giustizia (UFG) del 23 aprile che concedeva l’estradizione all’Italia, respingendo tutte le rivendicazioni dei due. Nel caso della donna, la rivendicazione principale ruotava attorno alle altre due figlie (la prima nata nel 2022, la seconda a fine 2025). E questa è una delle novità che emergono nell’ambito della vicenda. La donna aveva infatti chiesto che le due figliolette potessero rimanere con lei in prigione (in un carcere per detenuti madre), allineandosi a quanto chiesto anche dall’UFG. Questa richiesta è però stata accompagnata da varie decisioni volte a separare la madre dalle due figlie (la più piccola era stata per qualche giorno alla Farera con la donna), su tutte quella del Tribunale per i Minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta che ha fatto aprire le procedure di adottabilità di entrambe le bambine e di fatto sospeso i rapporti con genitori e parenti. Ma anche quella dell’Autorità regionale di protezione di Chiasso, che nel marzo 2025 aveva ordinato che alla coppia fosse tolta la custodia della figlioletta fino a quel momento in carcere con la madre. Queste decisioni – e relative motivazioni – hanno convinto il Tribunale Federale: «Alla luce delle esaurienti spiegazioni fornite dalle autorità italiane e tenuto conto dell’interesse primario di tutelare l’incolumità delle figlie della ricorrente (…), le censure formulate in tale ambito vanno dunque integralmente respinte», si legge nella sentenza.

Le accuse e gli accusati

Un’altra novità emersa in questi giorni è stata riportata dai media di oltre confine. La chiusura dell’inchiesta ha portato alla luce l’allargamento delle responsabilità: tra gli indagati ci sono anche i nonni. Nell’avviso depositato dal Tribunale di Novara si legge infatti che ai genitori vengono contestati i reati di maltrattamenti in famiglia con morte del minore, lesioni personali aggravate, elusione dell’esecuzione di un provvedimento del giudice e sottrazione e trattenimento di minore all’estero, e quest’ultima accusa è rivolta in concorso anche ai nonni del piccolo. I media italiani riportano altresì la richiesta inoltrata dagli avvocati dei genitori di scarcerare i due, in favore degli arresti domiciliari.

Avvocati gratis?

Un ultimo dettaglio, riassunto nelle sentenze citate in precedenza, riguarda la richiesta dei genitori di poter beneficiare del patrocinio gratuito. Il Tribunale Federale la rigetta però senza esitazioni: la situazione finanziaria della coppia è difficile – non nega la Corte –, ma il ricorso inoltrato era «sin dall’inizio privo di probabilità di successo», quindi la domanda non può essere accolta.

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