Coppia arrestata a Vacallo, «C’è reale pericolo di fuga»

Di fronte alla possibilità di un’estradizione all’Italia, «persiste un marcato pericolo» che gli estradandi tentino di «sottrarsi alla giustizia». A scriverlo, nero su bianco in due distinte decisioni, è la Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale. Da qui, il respingimento di un ricorso che mirava all’annullamento degli arresti e, in via subordinata, l’adozione di misure sostitutive della detenzione (come ad esempio il blocco dei documenti d’identità, l’obbligo di dimora o la sorveglianza elettronica). Le decisioni riguardano la coppia balzata agli onori della cronaca ticinese la scorsa settimana. Una terribile vicenda familiare avvenuta nel 2024 a Borgomanero, Comune situato in provincia di Novara. Allora, forse a causa di maltrattamenti, la coppia avrebbe provocato la morte del figlio neonato di sette mesi. Il condizionale è d’obbligo visto il principio della presunzione d’innocenza sino a prova a contraria. Al centro delle attenzioni della Procura di Novara, come detto, ci sono un 28.enne e una 27.enne cittadini italiani i quali, appunto, avrebbero provocato involontariamente la morte del figlioletto, nato nel marzo del 2024 e deceduto il 14 novembre dello stesso anno, all’età di sette mesi.
L’uomo che nell’agosto dello scorso anno si è trasferito a Vacallo, sarebbe in attesa di un permesso di dimora e percepirebbe un’indennità d’infortunio dalla SUVA. La donna, invece, si sarebbe ricongiunta all’uomo l’ottobre dello stesso anno. Con loro – si apprende sempre dalla decisione della Corte, il cui embargo è scaduto nella giornata odierna – anche due figlie nate nel 2022 e nel novembre del 2025, quest’ultima dunque poco dopo il trasferimento in Svizzera.
Da SIRENE all’arresto
La coppia è stata arrestata nelle scorse settimane e si trova in carcere in attesa di estradizione. Il 5 marzo il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Novara ha spiccato un mandato d’arresto europeo nei confronti dei due per i reati di omicidio e lesioni personali gravi. In sostanza – viene riportato nelle decisioni – padre e madre sono accusati «di aver sistematicamente maltrattato il figlio deceduto il 24 novembre 2024 a seguito delle varie percosse subite». Con segnalazione del 9 marzo, SIRENE Italia (il Supplementary Information Request at National Entries) ha richiesto l’arresto del 28.enne e della 27.enne ai fini di estradizione. Manette ai polsi che, effettivamente, sono scattate il 13 marzo a Vacallo: operazione effettuata dalla Polizia cantonale su mandato dell’Ufficio federale di giustizia. La coppia è insorta contro l’ordine d’arresto, opponendosi altresì a un’estradizione in via semplificata. Ricorsi che, come visto, sono stati respinti dalla Corte dei reclami penali.
Questo perché – basandosi anche sulla giurisprudenza – considerati «l’assenza di legami sostanziali con la Svizzera nonché l’importante pena detentiva che potrebbe essere inflitta (fino a 10 anni di reclusione), i motivi addotti non sono palesemente sufficienti per negare il pericolo di fuga». Quali motivi? Nel caso della 27.enne si menziona la presenza di due bambine piccole «che renderebbe estremamente complesso e altamente improbabile un’eventuale fuga all’estero». E poi ancora: «Il fatto di essere già stata interrogata a più riprese e di aver già espresso chiaramente la sua posizione escluderebbe ogni possibilità di inquinamento delle prove e di collusione». Motivazioni che, a tutti gli effetti, non sono state ritenute valide dai giudici.
Figlie prese a carico
Per quel che riguarda la presa a carico delle piccole figlie sono state date rassicurazioni. La bimba nata a novembre, che la madre ancora allatta, si trova in carcere in Ticino insieme alla madre: «Il penitenziario ha comunicato che non ci sono problemi e che la piccola è in buona salute». L’altra figlia minorenne «è stata collocata in un’adeguata struttura, seguita dalla competenti autorità cantonali per la protezione dei minori. Ad oggi l’Ufficio federale di giustizia non ha ricevuto alcuna comunicazione in merito a problemi che potrebbero essere sorti dopo il collocamento della minore».
«Morte per cause naturali»
L’avvocato della coppia, Marco Morelli, da noi contattato, richiama alla nota inviata la scorsa settimana, quando la notizia degli arresti si è diffusa in Italia. «Secondo quanto emergerebbe dagli accertamenti medico/legali italiani – sottolinea il legale –, la causa della morte del piccolo non sarebbe collegata ad eventi traumatici, né tantomeno a condotte violente, bensì a una causa naturale, individuata nel soffocamento da rigurgito di materiale alimentare. Anche il Tribunale di Novara ha escluso l’aggravante della morte quale conseguenza di maltrattamenti, la cui ipotesi accusatoria, allo stato attuale, si fonda su un quadro meramente indiziario, ancora oggetto di accertamento giudiziario». L’avvocato precisa inoltre che i suoi assistiti vivevano da mesi a Vacallo, «nel tentativo di ricostruire la propria vita tragicamente segnata dalla morte del loro figlio, improvvisamente sono stati raggiunti, con loro sorpresa, da una richiesta di estradizione a distanza di oltre un anno dai fatti, nonostante avessero sempre fornito la massima collaborazione agli inquirenti italiani nel corso delle indagini, che si ribadisce, sono tutt’ora in corso».
