Bocciato di nuovo il regolamento sui parcheggi a Mezzovico-Vira

Neanche la seconda volta è quella buona, per regolamentare i parcheggi pubblici a Mezzovico-Vira. A distanza di dieci anni da un primo, fallimentare tentativo, la nuova proposta municipale è stata bocciata ieri alle urne: 343 i no, 307 i sì, con una partecipazione al 68%. Il Regolamento era stato approvato dalla maggioranza del Consiglio comunale, ma poi erano state raccolte le firme per indire un referendum che ha portato tutti al voto. E a prevalere, appunto, sono stati i referendisti.
Le reazioni
«Il risultato conferma che la popolazione non ha ritenuto convincente questo Regolamento - ci dice per i referendisiti Daniele Jarmorini. - È un segnale importante che dimostra che i cittadini di Mezzovico-Vira chiedono soluzioni più aderenti alla realtà». In questo senso, la contrarietà non era in assoluto a una regolamentazione, bensì alla regolamentazione proposta. «Un quadro normativo è necessario per evitare le situazioni di abuso, ma bisogna elaborare un Regolamento che non penalizzi le famiglie e i visitatori. Un Regolamento che venga discusso, ad esempio in una serata informativa, con tutta la popolazione prima di arrivare inConsiglio comunale». L’auspicio è comunque di arrivarne a una: «Vogliamo guardare avanti: siamo sicuri che sia possibile trovare una soluzione condivisa».
Sull’altro fronte, non può certo festeggiare il sindaco di Mezzovico-Vira Mario Canepa: «C’è ovviamente rammarico per l’esito: credo che il Regolamento fosse un passo importante per migliorare l’equità del servizio e per capire l’effettiva necessità di nuovi parcheggi». Ora tocca di nuovo ripartire da capo: «Una regolamentazione mi sembra che sia comunque richiesta. Il problema di quella proposta è che alcuni articoli non andavano bene: però erano indispensabili per la specifica situazione di Mezzovico. Ora speriamo che almeno nei punti critici si possano trovare soluzioni per migliorare la vivibilità, la qualità di vita e la sicurezza. Se qualcuno arriverà con delle proposte, saremo bel lieti di analizzarle».
Questione d’orario?
Difficile a caldo capire le motivazioni di un «no», ma nelle settimane precedenti al voto a fare discutere erano state soprattutto le limitazioni di sosta giornaliere (massimo due ore) e notturne (massimo tre): probabilmente per un Regolamento-ter si ripartirà da lì.

