Bufera sul Porto di Locarno: «Ci vorrebbe una perizia esterna»

Sarebbe sensato e nell’interesse di tutti che il Municipio, in quanto autorità di nomina dei rappresentanti della Città in seno alla società partecipata, commissioni un parere giuridico esterno sulle criticità emerse nella conduzione della Porto Regionale Locarno SA». È questo l’auspicio che il capogruppo della Sinistra Unita Francesco Albi, pur sposando appieno le decisioni adottate dall’Esecutivo cittadino, ha espresso lunedì in Consiglio comunale dopo aver ascoltato la risposta alla sua interpellanza che chiede appunto lumi sulla bufera che ha investito il Consiglio di amministrazione dell’organo che gestisce l’infrastruttura nautica. Risposta con la quale Mauro Silacci, capodicastero Finanze ed economia con competenze sulle società partecipate dalla Città, ha ribadito la posizione dell’Esecutivo in merito al comportamento avuto dai due consiglieri di amministrazione Bruno Baeriswyl (rappresentante del Comune) e Luca Panizzolo (rappresentante dei soci privati): «Il Municipio ritiene che non vadano svolte prestazioni remunerate per le entità che sono chiamati ad amministrare», ha affermato Silacci riferendosi in generale alle regole alle quali sono tenuti ad attenersi i membri dei CdA delle società partecipate.
Remunerazioni inopportune
Proprio il fatto che i due membri del CdA, i quali siedono anche nel Consiglio comunale cittadino, abbiano eseguito delle prestazioni dietro remunerazione nell’ambito del cantiere per l’ampliamento del porto ha spinto Palazzo Marcacci a chiederne l’esautorazione. «A seguito delle verifiche effettuate - ha ricordato ancora Silacci - sono emerse criticità nel funzionamento dell’organo di governo, nonché situazioni e comportamenti non conformi ai principi etici e ai doveri di correttezza richiesti ai membri di un Consiglio di amministrazione, per giunta di una società a maggioranza pubblica, nella quale il Comune di Locarno è il principale azionista». Essendo venute a mancare le condizioni di fiducia necessarie per la prosecuzione del mandato, l’Esecutivo ha dunque deciso di convocare un’assemblea della Porto Regionale SA durante la quale procedere al riassetto del CdA che, oltre alla sostituzione dei due membri «finiti in disgrazia», prevede anche il passaggio della presidenza - attualmente detenuta da Roberto Benaglia - a un rappresentante della Città.
«Obbligati a intervenire»
«In questi casi - ha sottolineato il capodicastero Finanze ed economia - non ha solo la facoltà di intervenire, ma il dovere di farlo. Comprendiamo che possono emergere posizioni diverse e anche reazioni forti, tuttavia riteniamo fondamentale mantenere un approccio istituzionale rispettoso dei ruoli e delle procedure». E ancora: «Il Municipio continuerà a operare con senso di responsabilità e nell’interesse pubblico». Sull’eventualità di far allestire una perizia esterna, Silacci non si è sbilanciato: sarà tema di discussione in seno al Municipio. E questo anche alla luce del fatto che la bufera è ben lungi dall’essersi placata.
C’è posta per Palazzo Marcacci
Proprio ieri, infatti, alla volta di Palazzo Marcacci è partita la raccomandata con la quale Baeriswyl e Panizzolo - tramite il loro legale, avvocato Vittorio Mariotti - chiedono di poter avere accesso alla documentazione sulla scorta della quale è stata presa la decisione di estrometterli dal CdA della Porto Regionale SA. Questo è solo il primo passo che i due, convinti di aver agito nell’interesse della Città facendole risparmiare un’importante somma nei lavori di ristrutturazione del porto, intendono intraprendere per far valere le loro ragioni. «Vogliamo andare fino in fondo», dichiara Baeriswyl al CdT.
«Basta un ammonimento»
«Non meritiamo di essere esclusi dal CdA; sarebbe sufficiente un ammonimento. Nel documento di quasi cento pagine che ho inviato al Municipio viene elencato per filo e per segno come sono andate le cose», aggiunge il consigliere comunale dell’UDC, il quale auspica pure lui che per far piena luce sulla vicenda venga allestita una perizia esterna. E che intende inoltre battersi per mantenere il posto in seno all’organo di governo della Porto Regionale SA, nonché ottenere un risarcimento per il danno d’immagine subito. Intanto attende di poter leggere l’intera documentazione sul caso che ha ormai assunto una connotazione politica.
