Consiglio comunale

Capriasca, l'idea asilo nido pubblico verso la bocciatura

La maggioranza della Commissione creata ad hoc raccomanda di respingere la proposta: preoccupa l’impatto finanziario - Visioni divergenti sul destino degli uffici dell’Arena sportiva: o all’ex deposito o nel comparto scolastico «Meleto»
La possibile nuova sede (da ristrutturare) degli uffici dell'Arena sportiva ©Chiara Zocchetti
Federico Storni
10.06.2026 06:00

Capriasca si deve dotare di un asilo nido pubblico? E gli uffici dell’Arena sportiva dove vanno spostati: nell’ex deposito ARL oppure nel comparto scolastico «Meleto»? Saranno questi i due temi caldi sul tavolo del Consiglio comunale del 15 giugno, banalmente perché al riguardo emergono sensibilità differenti che non mancheranno di far discutere. Per contro, si annuncia una serata tranquilla dal punto di vista dei conti, in quanto l’invito ad approvare i Consuntivi 2025 giunge all’unanimità dalla Commissione della gestione, che ha parlato di un documento ben strutturato in cui «si vede un occhio attento ai costi». I conti dell’anno scorso si sono chiusi con un avanzo d’esercizio di oltre duecentomila franchi e con un’operazione una tantum, pure lodata dalla Gestione, atta a risanare i bilanci dei servizi autofinanziati (rifiuti, acqua potabile e acque luride).

Dalla mozione a oggi

La proposta di creare un asilo nido pubblico è contenuta in una mozione d’area progressista del 2023, allo scopo di completare l’offerta di servizi a favore delle famiglie nei Comuni. La sua possibile ubicazione? In uno dei «vari immobili comunali attualmente in disuso o in fase di ristrutturazione». La proposta non ha però trovato appoggio nella Commissione ad hoc che a maggioranza ha raccomandato di respingerla: «L’iniziativa è lodevole, ma abbiamo forti dubbi che un asilo nido pubblico possa essere sostenuto finanziariamente dal nostro Comune». Anche il Municipio raccomanda di dire no. Nella sua presa di posizione ricorda fra l’altro come tutti i pochi asili pubblici ticinesi (sei su una settantina) siano strutturalmente in perdita, come oggi siano una sessantina i bambini capriaschesi collocati in un nido (di cui circa i due terzi in quello privato diCagiallo), come non sia affatto scontato accedere ai sussidi cantonali che darebbero respiro all’iniziativa, e come vi sarebbero in ogni caso spese importanti per allestire la sede della struttura. Da parte sua l’area progressista insiste nella bontà dell’idea, sottolineando che «l’ipotesi di finire nelle cifre nere è tutt’altro che remota»: «In sostanza si tratterebbe di scegliere tra il concetto di Comune prudente e immobilista che teme un improbabile sconquasso finanziario, e quello di Comune coraggioso, con visioni prospettiche che vanno oltre l’orizzonte di pochi mesi».

Il nodo dell’Arena sportiva

L’altro tema destinato a far discutere il Consiglio comunale è quello degli uffici dell’Arena sportiva, o meglio del possibile restauro dei magazzini situati lato piscina del piazzale del comparto scolastico «Meleto». Al momento dell’acquisto dell’ex deposito ARL, sito poco distante, si era ipotizzato di inserirli lì dentro, ma poi il Municipio ha proposto, appunto, di insediarli nei magazzini, restaurando la struttura e dotandola di servizi igienici al servizio di chi frequenta l’area, punto di snodo per diverse attività sportive e di svago. Non inserire gli uffici nell’ex deposito permetterebbe di risparmiare diverse centinaia di migliaia di franchi nel restauro dell’edificio (soldi che potrebbero essere usati per rinnovare altri edifici comunali), e la ristrutturazione darebbe decoro e servizi aggiuntivi all’intero comparto.

Di diverso avviso, però, la Commissione della gestione e quella dell’Edilizia e opere pubbliche che, all’unanimità, propongono di inserire, come previsto, gli uffici dell’Arena sportiva nell’ex deposito ARL. Le riserve della Gestione vertono sull’inadeguatezza dei magazzini a ospitare gli uffici (si temono interventi importanti per la necessaria trasformazione), un rapporto costi/benefici non convincente, una ridondanza nei servizi (si trovano alternative alla piscina e al campo da calcio), e un contesto che rischierebbe di diventare eccessivamente sollecitato, cosa da evitare vista «la presenza di bambini». L’Edilizia, invece, ne fa una questione economica e di rappresentanza: «Possiamo comprendere che i costi legati alla progettazione dell’ex stabile ARL possano risultare elevati, tuttavia riteniamo che l’importante investimento sostenuto per il suo acquisto debba essere valorizzato al massimo, sfruttandone pienamente gli spazi disponibili, affinché in futuro possa essere riconosciuto dai cittadini come una scelta ponderata e attentamente valutata».

Alla luce dei due rapporti, la questione è poi stata ulteriormente affrontata di recente tra Municipio e capigruppo in Consiglio comunale. La partita sembra quindi ancora aperta.

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