«Caro PS, ma quali giochetti? Ora c’è solo da lavorare»

Senza girarci troppo attorno, davanti al comitato cantonale del suo partito riunito questa sera a Bellinzona, il presidente del Centro, Fiorenzo Dadò, ha risposto per le rime al Partito socialista (PS) riguardo alla proposta di «spacchettare» le due iniziative di cassa malati. E questo perché, ricordiamo, il PS negli scorsi giorni si è detto «indignato» dalla proposta poiché teme che, così facendo, si creerà una corsia preferenziale per l’iniziativa della Lega, lasciando nei cassetti della politica quella del PS.
Nulla di tutto ciò, secondo Dadò, che nel suo discorso davanti al «parlamentino» del Centro ha invece sollevato «punti interrogativi sulla reale volontà del PS di trovare delle vere soluzioni». Secondo il presidente del Centro, infatti, a questo punto «non si tratta più di discutere e sindacare se piace o non piace, se si è d’accordo oppure no, se vanno bene i sussidi o sono meglio gli sgravi, se un’iniziativa è di serie A e una di serie B». A questo punto «si tratta semplicemente di rimboccarsi le maniche, tutti, iniziativisti in prima fila, per mettere in vigore» le due iniziative, «considerandole entrambe di serie A». E, al contrario, «ogni altro discorso ideologico a questo punto non ha più ragion d’essere, salvo risultare del tutto pretestuoso, con l’unico scopo di far melina, tirare alla lunga, fomentare lo scontro e non risolvere nulla per poi lamentarsi a fini elettorali». Dunque, giunti fin qui, «il compito di tutti i partiti presenti in Governo e in Parlamento è perciò quello di attuare la volontà popolare senza se e senza ma» e, molto concretamente, per fare ciò occorre stabilire: «La data di entrata in vigore delle iniziative; l’ammontare dell’importo previsto e il metodo di calcolo; il piano di finanziamento con tagli e nuove entrate». E infine, appunto, portare un rapporto in Gran Consiglio. Questo «per il Centro significa agire in modo responsabile». Anche perché, ha ribadito Dadò, il piano presentato dal Governo «non è stato apprezzato praticamente da nessuno, socialisti in prima fila». E lo «spacchettamento» è quindi l’unica via percorribile per mettere in vigore le iniziative. «Perciò - ha affermato -, cara Riget e caro Durisch, non c’è proprio niente per cui indignarsi. Nessuno scandalo, nessun tradimento della volontà popolare, nessun giochetto. Ora c’è solo da lavorare, darsi da fare, senza porre veti e fare gli schizzinosi». Dunque, ha aggiunto, «la maggioranza assoluta in Governo (PS e Lega, ndr.) che ha promesso alla popolazione allori e ori, facendo credere che 400 milioni di aiuti per i premi di cassa malati in più da aggiungere agli attuali 420 milioni già versati fossero facilmente reperibili, in modo indolore, invece di arrabbiarsi si dia da fare concretamente e in modo responsabile per trovare una soluzione». Ma, ha infine avvertito Dadò, «se il piano sarà quello di aumentare unicamente tasse, imposte, balzelli e di spennare il ceto medio che non prende un franco di sussidi, senza proporre delle rinunce e dei risparmi, è lecito che sia la popolazione a decidere». Uno scenario che, ha chiosato, «vista la situazione e riscontrata la scarsa volontà di mediare, non ce la sentiamo certo di escludere».
Sulla stessa linea, anche il capogruppo Maurizio Agustoni ha affermato: «Per il nostro gruppo sarebbe stato politicamente più comodo incrociare le braccia e assistere allo spettacolo grottesco di una maggioranza di Governo (Lega e PS. ndr) incapace di trovare soluzioni. Tutto sarebbe rimasto bloccato», ma con un «grave danno alla credibilità democratica». Motivo per cui, appunto, «la proposta di trattare in modo separato ma contemporaneo le due iniziative mette tutti, a partire dai promotori, nella condizione di contribuire ad attuare davvero le iniziative. E non solo agitarle indignati come bandierine».

