Casa Cattaneo: aperta la caccia agli interessati

Il futuro di Casa Cattaneo a Lugaggia è tracciato. Il Consiglio comunale di Capriasca, a larghissima maggioranza, ha infatti deciso, evadendo una mozione, che l’edificio, ricevuto in dono dall’ex Comune, dovrà essere attivamente proposto a terzi dal Municipio, «in particolare enti cantonali, regionali, fondazioni e privati, informando regolarmente il Consiglio Comunale sugli sforzi intrapresi e sugli eventuali sviluppi». È questa dunque la strada scelta per dare un futuro allo storico edificio protetto (ma un’interpellanza chiede se questo vincolo sia ancora attuale) che da tempo versa in cattive condizioni, senza che Capriasca abbia la forza finanziaria necessaria ad affrontare un incisivo restauro conservativo. Che la strada fatta darà frutti non è scontato, ma la volontà politica è di fare questo estremo tentativo, al fine di non lasciare nulla di intentato.
Un altro edificio da vendere
Il Consiglio comunale, nell’evadere ulteriori mozioni, ha poi preso delle decisioni d’indirizzo, sempre ad ampia maggioranza. A fronte di un preavviso municipale favorevole, il Legislativo ha invitato il Municipio a procedere con la progettazione definitiva del nuovo polo tecnico presso l’ex deposito ARL, a sviluppare un progetto di riqualificazione complessiva di piazza Lepori a Tesserete, a mantenere l’ex sede dei Pompieri a disposizione delle associazioni locali, e a vendere l’edificio che ospitava l’Ufficio tecnico dell’ex comune di Sala Capriasca e ora gli uffici dell’Arena Sportiva, per cui è prevista un’altra destinazione.
Il Municipio non era invece favorevole a una mozione che chiedeva di realizzare un piano particolareggiato per riqualificare i giardinetti dietro la casa comunale. Il Piano non verrà fatto perché ritenuto superfluo, ma il Municipio è incaricato «di avviare al più presto i lavori per la riorganizzazione del comparto in oggetto attraverso lo svuotamento della collina artificiale, la creazione di uno spazio urbano parzialmente alberato, verde e che permetta l’organizzazione di manifestazioni». Il Municipio intendeva invece affrontare sì il tema, ma nel contesto di un’ancora più ampia riqualificazione dell’area.


