Case alte a Cornaredo, confermata «quota 45»

Quarantacinque e non più quarantacinque (metri). È questa l’altezza massima edificabile nel comparto B2b sud del Nuovo Quartiere Cornaredo (NQC). Parliamo dell’area di circa 26 mila metri quadratiche, parallela a via Sonvico, va dal parcheggio sotterraneo vicino alla Cornèr Arena fino all’edificio che ospita fra gli altri la Coop. Lo ha confermato il Tribunale federale (TF) lo scorso 14 aprile, respingendo il ricorso di un privato cittadino che aveva impugnato le varianti Fase 1 del piano regolatore intercomunale dell’NQC di Lugano, Porza e Canobbio.
Proprio questi tre Comuni, nel 2027, avevano deciso che l’altezza massima dei palazzi in quell’area potesse essere di 45 metri. Due anni dopo, il Consiglio di Stato aveva però detto no, e compresso in trenta metri la possibilità edificatoria, vincolandola inoltre alla presentazione di un Piano di quartiere. Una decisione ribaltata poi il 7 maggio 2025 dal Tribunale cantonale amministrativo (TRAM). Il Governo aveva rinunciato a ricorrere in ultima istanza al TF, cosa che aveva però fatto un privato cittadino.
In sostanza, l’Alta Corte con sede a Losanna ha sposato ola tesi del TRAM, secondo cui «la soluzione adottata dai Comuni per il comparto B2b rafforza l’aspetto qualitativo e urbanistico e rappresenta una modalità di attuazione delle disposizioni garanti di una visione unitaria auspicate dal Governo, basandosi su una corretta ponderazione degli interessi in gioco. Essa non presta fianco a critiche né si rivela inopportuna. Per contro, l’imposizione di ulteriori vincoli, non necessari, costituirebbe per finire un onere sproporzionato per rapporto agli obiettivi di carattere urbanistico perseguiti. A torto il Governo l’ha disattesa, violando così l’autonomia comunale dei ricorrenti».
Oltre ai tre Comuni, tra gli opponenti vi erano anche due società che hanno in mano i terreni del comparto B2b sud e che hanno scommesso su quota 45. Se e quando verranno realizzate, le nuove case alte saranno fra le più elevate di Lugano ma non le sole, né le più alte, di Cornaredo. Alla stessa altezza si attesteranno infatti le due torri del Polo Sportivo.
Ma c’è dell’altro: il Tribunale federale ha pure respinto un altro ricorso, relativo alle importanti modifiche viarie che si prevedono nell’area, anch’esse tutelate nel maggio dello scorso anno dal TRAM.


