Il punto

Caserma dei pompieri, l'ex LATI piace alla politica, ma il sostegno non è unanime

Il Municipio ha chiarito, rispondendo a due interpellanze, alcuni dubbi sullo stabile proposto come nuova caserma - Dai capigruppo pareri positivi, ma l’incertezza, in vista della discussione di ottobre, rimane alta: «Referendum rischio concreto»
© CdT/Chiara Zocchetti
Giacomo Butti
24.09.2026 06:00

Manca poco meno di un mese alla discussione in Consiglio comunale, a Bellinzona, sul progetto della nuova caserma dei pompieri all’ex LATI di Sant’Antonino. Slittata al 19 ottobre per la necessità di completare il materiale in possesso del Legislativo, così da fornire - citiamo la Commissione della gestione - «una documentazione completa e ben fondata», la decisione sull’acquisizione dello stabile si baserà anche e soprattutto su quanto emerso dalle risposte date dal Municipio, nell’incontro di lunedì, alle interpellanze di Rodolfo Quatraccioni (UDC) e Maura Mossi Nembrini (Più Donne).

I contorni

Il quadro delineato dal Municipio è noto: l’ex LATI avrebbe un costo complessivo di circa 34 milioni di franchi, compresi i 14 milioni per l’acquisto e circa 20 milioni per l’adattamento dello stabile. L’alternativa dell’ex Birreria - non formalmente esclusa ma messa in secondo piano dall’Esecutivo - viene invece valutata in circa 46 milioni, ai quali andrebbero aggiunti gli interventi di protezione dalle esondazioni, stimati attorno ai 5 milioni. Rispondendo alle domande pendenti, il Municipio ha sottolineato come la soluzione che in ottobre finirà in discussione garantisca una maggiore disponibilità di superfici e la presenza di un edificio esistente, elementi che secondo il Municipio permetterebbero non solo tempi realizzativi più brevi, ma anche maggiori possibilità di sviluppo future. Le tabelle presentate dall’Esecutivo mostrano come i tempi di percorrenza si allungheranno su alcune tratte (salta all’occhio l’intervento in centro, che prenderà dai 10 ai 20 minuti, a seconda delle condizioni di traffico, contro gli attuali 2-3) e si accorceranno su altre (in primis Sant’Antonino, Camorino e Cadenazzo) portando i tempi medi d’intervento da un’ipotetica caserma all’ex LATI a 17’47’’, contro gli attuali 18’13’’ di via Mirasole.

Linee più o meno chiare

Qual è l’umore in vista del 19 ottobre? Da noi interrogati, i capigruppo hanno espresso un sostegno generale alla proposta dell’ex LATI, anche se non mancano i dubbi. «Si tratta di una scelta politica del Municipio», ha evidenziato Sacha Gobbi, capogruppo Lega-UDC e membro della Commissione della gestione, confermando il suo sostegno. «Entrambe le soluzioni ventilate», l’ex LATI e l’ex Birreria, «sono percorribili, e hanno i propri vantaggi. In questo caso l’Esecutivo ha indicato la volontà di sfruttare al massimo le sinergie che lo spostamento a Sant’Antonino garantirebbe». All’interno del gruppo le posizioni divergono. «Ma si tratta di una dinamica che, su questo tema, tocca tutti gli schieramenti. C’è, in generale, incertezza». E lo spettro di un referendum all’orizzonte, nel caso non dovessero essere risolte? «È un rischio concreto».

Favorevole «a larga maggioranza», anche il Centro conferma il sostegno al progetto ex LATI. Sebbene non rappresenti una soluzione perfetta - «ma una soluzione perfetta non esiste», sottolinea la capogruppo Camilla Pedrioli - l’ubicazione in questione permette di «guardare soprattutto alla prospettiva di lungo periodo e alla possibilità di sviluppo della struttura». Fra idee discordanti e preoccupazioni, il tema, sottolinea Pedrioli, «è molto sentito» e per questo potrebbe essere combattuto. «Dati i tempi stretti e le perplessità, è importante che il dibattito ruoti attorno a un punto fermo: i pompieri hanno veramente bisogno di una nuova casa».

Nel PLR, ci spiega il capogruppo Andrea Cereda, prevale il sostegno al progetto dell’ex LATI, «ma non mancano posizioni contrarie, che rispettiamo». Per Cereda, le risposte del Municipio alle interpellanze hanno fugato alcuni dei dubbi ancora aperti. E la valutazione non si discosta troppo da quella di Gobbi: «È una scelta politica con benefici evidenti. Certo, dal punto di vista di tattica pompieristica ha vantaggi e svantaggi, ma così si può dire per tutte le opzioni. Sul piano tecnico, l’ex LATI fornisce garanzie negli spazi disponibili e nella possibilità di potenziare le attività in futuro».

Sostegno condiviso dal Partito socialista, che conferma la linea tenuta sin qui, mentre il Partito comunista ha dubbi che scioglierà a breve. «L’ex LATI rimane l’opzione migliore» spiega Lisa Boscolo. «C’è dispiacere, ovviamente, per i malumori in seno al Corpo». Il riferimento è al consesso di pompieri che, già a maggio, aveva rivolto una lunga lettera aperta al Legislativo e ai media mostrando il pollice verso all’opzione di Sant’Antonino. «Se parte dei pompieri non si è sentita coinvolta nella scelta, evidentemente c’è stato un problema di comunicazione tra Esecutivo e caserma». Per Boscolo, tuttavia, questi problemi non si risolveranno scegliendo una sede diversa: «Serve, piuttosto, un cambio di marcia nei rapporti tra Municipio e militi».