Cassa malati, stimato ancora un aumento: in Ticino la pillola sarà meno amara?

Premi di cassa malati: il conto alla rovescia è iniziato. Tra qualche settimana, arriverà il momento della verità. Sarà la Confederazione, attraverso l’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), ad annunciare i nuovi premi. Come da tradizione, la comunicazione cadrà nell’ultima settimana di settembre. E allora prepariamoci a mettere mano nuovamente al portamonete.
Dopo il sito specializzato Comparis – che ad aprile aveva stimato una crescita dei premi a livello nazionale del 3,7% – ieri è toccato a bonus.ch. Il portale svizzero di confronto prevede per il 2027 un aumento medio compreso tra il 4,5% e il 5%. Difficile dire quale delle due stime si avvicinerà maggiormente alla realtà, anche se, negli anni passati, le previsioni di Comparis si sono spesso rivelate piuttosto precise.
Piccola anticipazione: come già Comparis, anche bonus.ch, nella sua analisi, non fornisce una valutazione specifica per il Ticino. Che cosa dobbiamo attenderci dunque? Per una volta, almeno sulla base degli indicatori oggi disponibili, il Ticino potrebbe non trovarsi tra i cantoni maggiormente esposti agli aumenti.
I premi del 2027 vengono infatti calcolati dalle singole casse malati sulla base di una stima dei costi sanitari, che tiene conto dell’evoluzione registrata nel 2025, dell’andamento parziale del 2026 e di quello ipotizzato per l’anno venturo. Ebbene, andando a spulciare i dati dell’Ufficio federale della sanità pubblica, si vede che il Ticino, sia nel 2025, sia nei primi due trimestri del 2026, ha registrato un’evoluzione dei costi inferiore alla media nazionale.
Questo non significa che il nostro cantone sia al riparo da un aumento – rispetto a premi che sono già tra i più alti in assoluto –, ma semplicemente che è lecito ipotizzare che, per una volta, il Ticino non sarà sopra la media nazionale o, perlomeno, non figurerà tra i cantoni con gli incrementi maggiori. Magra consolazione, certo. Ma dopo le stangate degli ultimi anni, resta pur sempre una consolazione. Ancora tutta da verificare, al netto poi che in questa equazione andrebbero calcolate anche altre incognite che possono correggere la stima finale.
In particolare, accanto all’evoluzione della spesa sanitaria media pro capite, occorre considerare anche un eventuale «effetto di recupero»: una sorta di compensazione che può incidere sui premi quando, negli anni precedenti, questi non sono stati adeguati abbastanza da tenere il passo con l’aumento dei costi delle cure.
Lo scorso anno, per il Ticino, questo effetto era stato stimato attorno ai 2,5 punti percentuali, contribuendo a portare l’aumento medio dei premi al 7,1%, a fronte di una crescita del 4,4% a livello nazionale.
Insomma, per cantare vittoria è ancora presto. Quale vittoria, poi? Anche nell’eventualità di un aumento dei premi inferiore alla media nazionale, il Ticino parte comunque da una posizione poco invidiabile: già oggi è infatti tra i cantoni con i premi più cari di tutto il Paese. Un riflesso del fatto che sul fronte della spesa sanitaria pro capite il nostro cantone resta ai vertici della classifica. Il dato aggiornato al primo trimestre del 2026 mostrava che, nei dodici mesi precedenti, il Ticino era ancora il cantone con la spesa più elevata, pari a 6.010 franchi pro capite. Nel secondo trimestre, il dato è sceso a 5.886 franchi, (confermando comunque il primato negativo) essenzialmente per una ragione, ossia il ritardo nella fatturazione delle prestazioni mediche ambulatoriali legato all’introduzione di un nuovo sistema tariffario globale. Ritardo che si è verificato in tutte le regioni del Paese e che pertanto rende il dato dell’evoluzione dei costi nell’ultimo trimestre del 2026 poco affidabile. Detto più semplicemente: se l’evoluzione nazionale dei costi su base annua aggiornata all’ultimo trimestre del 2026 mostra un rallentamento, è così unicamente perché le fatture non sono ancora tutte evase. Al momento – rileva al riguardo anche bonus.ch – non è possibile stabilire quando queste fatture saranno recuperate, né quale sarà il loro impatto sull’andamento futuro dei costi.
Ad ogni modo, anche tralasciando l’ultimo trimestre del 2026, il cui dato risulta sottostimato per le ragioni appena descritte, il quadro resta abbastanza chiaro: dopo il primo trimestre del 2025, quando l’aumento su base annua in Ticino era ancora superiore alla media nazionale (+5,8%), il nostro cantone ha continuato a registrare una crescita dei costi inferiore a quella media svizzera. Lasciamoci stupire. Mancano solo poche settimane.


