«C'è un piano segreto per sabotare l’iniziativa sul salario minimo»

«C’è uno spettro che aleggia a Palazzo delle Orsoline...». È parafrasando Marx ed Engels che il co-presidente del PS, Fabrizio Sirica, durante il comitato cantonale tenutosi questa sera a Bellinzona, ha voluto denunciare «un piano borghese» che mira «a fare carta straccia dei diritti popolari». Sì, perché quello «spettro» evocato da Sirica che aleggia e spaventa gli altri partiti sarebbe, in questo caso, quello del salario minimo. O meglio: quello dell’iniziativa popolare costituzionale del PS che chiede di alzare l’asticella dell’attuale salario minimo. Un’iniziativa lanciata nel 2021 e che da allora è rimasta ferma nei cassetti della politica cantonale. Ed essendo scaduti i termini legali e costituzionali per trattarla ad aprile 2024, ha spiegato Sirica, «come presidente della Gestione ho dato tempistiche chiare, chiedendo di andare in aula a febbraio e al voto popolare in giugno» di quest’anno.
Su un tema così sensibile, ha affermato, «mi aspettavo una certa resistenza, richieste di approfondimenti... E invece nulla. Quando uno spettro fa paura è meglio non parlarne». Poi, ha affermato, «grazie a una fonte certa ho capito che cosa sta succedendo: c’è un piano, che potremmo chiamare borghese, per fare carta straccia dei diritti popolari» e, in sostanza, per evitare che l’iniziativa vada al voto prima delle prossime elezioni cantonali. Secondo il co-presidente del PS, infatti, ci sarebbe stato un incontro segreto tra i partiti contrari all’iniziativa, durante il quale si è appunto discusso di come sabotarla e rimandarla a dopo le elezioni.
Ma, ha ricordato Sirica, «c’è una legge che dice che 18 mesi dopo la pubblicazione sul Foglio ufficiale, il Gran Consiglio deve trattare l’iniziativa. E invece qui, per calcolo politico, si sta cercando rimandarla. Perché fa paura. E fa paura perché potrebbe convincere la maggioranza della popolazione». Con questo «piano borghese», dunque, «si arriva a voler calpestare i diritti popolari, non quelli del PS, ma quelli di oltre 12 mila persone che hanno messo la firma». Motivo per cui, ha assicurato Sirica, «farò di tutto nel mio ruolo di presidente della Gestione e di deputato affinché questo piano non si realizzi». In tal senso ha chiarito che oggi scriverà all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio per tematizzare la questione.
A sostegno del servizio pubblico
L’altro «piatto forte» del comitato, ieri sera, è stato quello dell’iniziativa «200 franchi bastano». O meglio, come l’ha definita la co-presidente Laura Riget, l’iniziativa «anti-SSR». Il Parlamentino socialista, senza sorprese, ha confermato la sua piena contrarietà al testo. E Riget, dal canto suo, ha parlato di una proposta molto dannosa, specialmente per il nostro cantone. Ad essere in pericolo, ha affermato la co-presidente, è la coesione nazionale. Con il Ticino, che paga il 4% del canone e riceve il 20% delle prestazioni, a essere in prima linea nel subirne gli effetti. Ciò, ha chiosato Riget, «non è un privilegio, ma una scelta politica per garantire pluralismo e coesione nazionale».

